Sono riusciti ad approvare il Piracy Shield!
Il nuovo Piracy Shield è stato approvato all’interno del decreto omnibus (di carattere prettamente economico-finanziario ndr) attraverso alcuni emendamenti che espandono di fatto il controllo e la sorveglianza da parte dei provider, introducendo obblighi stringenti che potrebbero avere un forte impatto sull’infrastruttura tecnologica e sul mercato delle telecomunicazioni in Italia.
Due emendamenti che riguardavano la pirateria e che inizialmente erano stati dichiarati inammissibili, ma che ora sono tornati. Forza Italia aveva già modificato la legge antipirateria, assegnando ai detentori dei diritti il potere di bloccare IP o DNS senza alcun controllo da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM).
Queste nuove modifiche, però, portate avanti da Dario Damiani (sempre Forza Italia) espandono questo *Piracy Shield* con un focus sui fornitori di VPN e DNS pubblici, facendo un chiaro riferimento a Google e Cloudflare. Ad oggi, esiste un limite al numero di blocchi per indirizzi IP, dato che i siti pirata cambiano spesso. Questo limite verrà rimosso e chiunque fornisca servizi VPN o DNS pubblico in Italia sarà obbligato a disabilitare l'accesso ai contenuti illegali gestendo un numero potenzialmente illimitato di blocchi, senza riabilitazione automatica degli IP non più associati ad attività illecite. I provider saranno obbligati a segnalare i sospetti, non solo le attività illecite ma anche i sospetti, e la mancata segnalazione comporterà il rischio di una condanna fino a un anno di reclusione. Questa misura potrebbe portare a segnalazioni infondate, data la definizione lasca di "sospetto".
Questi nuovi obblighi comportano problemi incredibilmente complessi non solo dal punto di vista informatico, ma anche per le loro ripercussioni. In particolare, potrebbero causare una potenziale riduzione del numero di indirizzi IP accessibili dall'Italia, con un impatto significativo sul mercato delle telecomunicazioni.
https://www.dday.it/redazione/50583/blocchi-ip-illimitati-carcere-per-chi-non-segnala-i-sospetti-e-filtri-sulle-vpn-cosa-ce-negli-emendamenti-di-maggioranza
#PiracyShield #ControlloInternet #Privacy #Sorveglianza
Il nuovo Piracy Shield è stato approvato all’interno del decreto omnibus (di carattere prettamente economico-finanziario ndr) attraverso alcuni emendamenti che espandono di fatto il controllo e la sorveglianza da parte dei provider, introducendo obblighi stringenti che potrebbero avere un forte impatto sull’infrastruttura tecnologica e sul mercato delle telecomunicazioni in Italia.
Due emendamenti che riguardavano la pirateria e che inizialmente erano stati dichiarati inammissibili, ma che ora sono tornati. Forza Italia aveva già modificato la legge antipirateria, assegnando ai detentori dei diritti il potere di bloccare IP o DNS senza alcun controllo da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM).
Queste nuove modifiche, però, portate avanti da Dario Damiani (sempre Forza Italia) espandono questo *Piracy Shield* con un focus sui fornitori di VPN e DNS pubblici, facendo un chiaro riferimento a Google e Cloudflare. Ad oggi, esiste un limite al numero di blocchi per indirizzi IP, dato che i siti pirata cambiano spesso. Questo limite verrà rimosso e chiunque fornisca servizi VPN o DNS pubblico in Italia sarà obbligato a disabilitare l'accesso ai contenuti illegali gestendo un numero potenzialmente illimitato di blocchi, senza riabilitazione automatica degli IP non più associati ad attività illecite. I provider saranno obbligati a segnalare i sospetti, non solo le attività illecite ma anche i sospetti, e la mancata segnalazione comporterà il rischio di una condanna fino a un anno di reclusione. Questa misura potrebbe portare a segnalazioni infondate, data la definizione lasca di "sospetto".
Questi nuovi obblighi comportano problemi incredibilmente complessi non solo dal punto di vista informatico, ma anche per le loro ripercussioni. In particolare, potrebbero causare una potenziale riduzione del numero di indirizzi IP accessibili dall'Italia, con un impatto significativo sul mercato delle telecomunicazioni.
https://www.dday.it/redazione/50583/blocchi-ip-illimitati-carcere-per-chi-non-segnala-i-sospetti-e-filtri-sulle-vpn-cosa-ce-negli-emendamenti-di-maggioranza
#PiracyShield #ControlloInternet #Privacy #Sorveglianza
DDay.it
Blocchi IP illimitati, carcere per chi non segnala i sospetti e filtri sulle VPN: cosa c’è negli emendamenti di maggioranza
Tra le pieghe del decreto Omnibus sono stati inseriti due emendamenti che prima erano stati dichiarati inammissibili e che senza apparenti modifiche sono stati riammessi. Crescono gli impegni a carico dei provider