Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini http://www.antoniodini.com
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In inglese c’è una parola per definirlo: “Polymath”, è quello che in italiano si direbbe “uomo universale” o “uomo rinascimentale” (per quanto si possa anche dire “polimate” perché viene dal greco πολυμαθής che poi vuole semplicemente dire "persona molto istruita").

Comunque, ecco una riflessione interessante sull’idea che sia possibile imparare cose molto diverse e a tutte le età. Adorabile per il bisogno di restituire fiducia nel singolo individuo e capace di farci intendere che forse i team di lavoro multidisciplinari dovrebbero innanzitutto tenersi nella nostra testa.


Money quote: “Invention fights specialisation at every turn. Human nature and human progress are polymathic at root. And life itself is various — you need many skills to be able to live it. In traditional cultures, everyone can do a little of everything. Though one man might be the best hunter or archer or trapper, he doesn’t do only that.”

https://aeon.co/essays/we-live-in-a-one-track-world-but-anyone-can-become-a-polymath
La storia dei Bitcoin, di cui ci siamo occupati più volte, è sempre più incredibile. E i punti di vista a cui guardare sono i più diversi, alcuni insospettabili. Come quello del consumo elettrico

Money quote: "An index from cryptocurrency analyst Alex de Vries, aka Digiconomist, estimates that with prices the way they are now, it would be profitable for Bitcoin miners to burn through over 24 terawatt-hours of electricity annually as they compete to solve increasingly difficult cryptographic puzzles to "mine" more Bitcoins. That's about as much as Nigeria, a country of 186 million people, uses in a year."

https://motherboard.vice.com/en_us/article/ywbbpm/bitcoin-mining-electricity-consumption-ethereum-energy-climate-change
Credo di averlo già segnalato (mica me li ricordi tutti gli articoli che segnalo: sto cambiando modello di lavoro e nel passaggio c'è un po' di disordine), ma lo rimetto comunque qui sia perché è una buona lettura domenicale, sia perché tocca il tema del cambiamento nel gusto estetico di base che mi interessa molto. Non sottovalutate la forma delle cose, perché quando cambia con prepotenza esprime un desiderio di mutamento più profondo

Money quote: “Google’s emerging design language (obviously still a work in progress) is reminiscent of the Italian branch of industrial design, which we haven’t seen much of in the last two or three decades. Instead, it’s been the German branch that has dominated, characterized by clean geometric shapes (cubes, cylinders), white and black glossy colors, and smooth unadorned surfaces. Think Bauhaus and — especially — Braun.”

https://blog.prototypr.io/google-and-the-resurgence-of-italian-design-e9234cf3d073
Sempre in tema: uno che pensa che Apple stia facendo proprio male dal punto di vista del design.

Money quote: “This is not an argument about what Steve Jobs would have done; this is an argument for a central, cohesive vision that accounts for systems, not just nodes on a network. Jony Ive is clearly not providing that vision. Phil Schiller is not providing that vision. And Tim Cook, the all-time don of supply-chain management, cannot and will not provide that vision. So what happens now?”

https://theoutline.com/post/2352/apple-is-really-bad-at-design
Volevano brevettare i podcast. Adssso, con una raccolta fondi su internet, la fondazione per il software libero li ha finalmente sconfitti in tribunale.

Money quote: “Even spookier than a Halloween costume is a patent that just won't die.

But it looks like a once-scary patent—Personal Audio LLC's ridiculous claim to own podcasting—is finally gone. Personal Audio has been making headlines for years now, especially after it started threatening podcasters and became the target of an EFF crowdfunding campaign to raise funds to knock it out.”

https://arstechnica.com/tech-policy/2017/11/eff-destroys-the-podcasting-patent-one-last-time/
Un po’ di economia domestica. Oggi in casa abbiamo lavato e asciugato capi di abbigliamento di vario genere. Giusto per non sbagliare, è partita la caccia in rete alla stele di Rosetta dei geroglifici (o per meglio dire, secondo me “stampigrammi”, visto che sono disegni stampati) usati dai produttori dell’abbigliamento per darti le dritte giuste su come fare.

L’ho trovata e la metto qui a futura memoria, ma anche per mio uso. Nel tempo, come accennavo, ho cambiato talmente tanti metodi di gestione delle informazioni trovate in rete che ormai non trovo più niente comunque.

Money quote: “Saper leggere i simboli sulle etichette dei vestiti ci aiuta a evitare spiacevoli risultati, anche se non sempre sono chiari e di facile comprensione. Inoltre, un suggerimento in più che vale come regola generale: se il capo è composto da diversi tipi di tessuto, dobbiamo attenerci alle istruzioni che riguardano la parte più delicata del prodotto.”

https://www.polti.it/impariamo-a-leggere-le-etichette-dei-vestiti/

Ps: Il fantastico mondo dei simboli standard per il trattamento dei capi di abbigliamento secondo me sarebbe un punto di partenza meraviglioso per creare un personaggio “esperto” che poi diventi il protagonista di un ciclo di romanzi pseudo-Dan Brown. No? Just imagine the possibilities: mind blowing...
È una vecchia teoria, un gioco, una specie di “sei gradi di separazione”con St. Elsewhere anziché Kevin Beacon. L'idea è che il finale del telefilm, in cui si scopre che tutte le stagioni precedenti sono solo il sogno di un bambino autistico, sia la chave per far scomparire la televisone moderna, perché i cross-over hanno popolato praticamente tutti i telefilm del pianeta (occientale).

Money quote: “But that's not all. St Elsewhere characters have appeared on Cheers, so Fraiser doesn’t exist. Neither do Wings, Caroline In The City or The Tortellis but who cares? Well, maybe you do, because Caroline In The City once crossed over with Friends, which crossed over with Mad About You, which crossed over with Seinfeld and The Dick Van Dyke show. None of them happened in our new, shared continuity.”

http://www.slushfactory.com/content/EpupypyZAZTDOLwdfz.php

Perché questa fatica?

Money quote 2: “All of these would help me prove my Grand Unification Theory, which posits: "The last five minutes of St. Elsewhere is the only television show, ever. Everything else is a daydream."”

Il ragazzo si chiama Tommy Westphall e in questo secondo sito scollegato dal precedente c'è tutto il grafo dei collegamenti

https://thetommywestphall.wordpress.com
Il quarto National Climate Assessment americano dice due cose: il cambiamento climatico è vero ed è colpa nostra

Money quote: “The heavily peer-reviewed report, following the last edition in 2014, is coordinated by NOAA, NASA, the Department of Energy, the Environmental Protection Agency, and the US Global Change Research Program. A group of US climate scientists volunteered to write the report, which gathers together the most recent peer-reviewed research into digestible conclusions about the causes and impacts of climate change”

https://arstechnica.com/science/2017/11/us-government-climate-report-climate-change-is-real-and-our-fault/
John Gruber (Daring Fireball) ha in prova un iPhone X. Il telefono questa volta Apple lo ha dato a pochi giornalisti per le recensioni. Negli Usa le maglie erano relativamente più large. Ecco le sue prime impressioni e soprattutto un interessante Roundup delle recensioni fatte dalla stampa USA.

Money quote:
“Face ID works great. In practice it’s like not even having a passcode on the phone. You just swipe and you’re in. It’s also very quick to set up — way quicker than setting up even a single fingerprint in Touch ID.

I don’t really notice the notch while using it.

I do notice the lack of a home button. I think I’ll get used to the new no-home-button UI soon, but 10 years of habits die hard.

The device feels great”

https://daringfireball.net/2017/10/iphone_x_review_roundup
Sto partendo per Malta, dove resterò tutta la settimana. Come capita sempre più spesso, mi porto l’iPhone e l’iPad Pro, lasciando a casa il MacBook nuovo di pacca comprato tre settimane fa. Uno dei motivi è la leggerezza del setup (un solo caricabatterie) e l’altro è che, con il roaming europeo, avere la connessione LTE dentro l’iPad Pro è un vantaggio rispetto al MacBook (non faccio tethering con il telefono perché scarica la batteria e non ho abbastanza dati, ma sto pensando di cambiare strategia).

Il tema di fondo rimane sempre quello: si può usare l’iPad al posto del portatile? La risposta è “dipende”. Ma tra i tanti articoli che ho letto nel tempo, questo che segue è uno dei più interessanti, anche se ancora fa riferimento a iOS 10 (con iOS 11 molte cose sono migliorate ma non in maniera rivoluzionaria, secondo me).

Dal mio punto di vista, la chiave di lettura non è tanto l’apparecchio in sé, quanto il modo con il quale sono o organizzati i vostri dati (e cioè da quanto tempo accumulate documenti e in quale forma).

Ci sarà tempo per fare un altro ragionamento. Comunque, in questo articolo del 2015 emergono altri aspetti interessanti, soprattutto di interfaccia.

Money quote: “So, is it possible to work exclusively on an iPad Pro? The answer is a resounding… kind of. Depending on what you want to use it for. It has about as many advantages as disadvantages. What works for me might not work for you but so far it IS working for me. Just about!”

https://medium.com/@jon/how-i-work-on-an-ipad-pro-ec2894304a47
Se invece siete ancorati dentro il vostro Mac, vi ricordo che c’è sempre la possibilità di aumentare la vostra produttività in modo “soft” grazie agli Apple Script. Ce li stiamo quasi dimenticando, ma in realtà questi script sono estremamente utili per chi deve fare cose ripetitive nel Finder in modo rapido ed efficace. Secondo me non sono ridondanti rispetto alla parte Unix di macOS, ma servono a scopi di versi e si usano in maniera differente, più semplice per i non esperti.

Money quote: ““Never do anything twice” is an old programming maxim. And yet, faced with a computer capable of powerful automation, folks choose to instead manually repeat tasks. Programming is hard, after all, and it takes a while to learn. But you don’t need to be some kind of crack coder to automate a few things. With something like Applescript, you can automate basic tasks with only a teaspoonful of programming knowledge and a little syntax familiarity”

http://www.applegazette.com/mac/applescript-productivity-automation/
C’è un giornalista che, quarant’anni fa, aveva previsto tutto. Dal computer negliuffici sino alle tecnologie mobili. Ha sbagliato solo una cosa: la previsione del telelavoro. Secondo lui saremmo tutti andati a vivere in campagna e le città si sarebbero svuotate. Invece, le città stanno crescendo sempre di più non solo perché c’è il lavoro, ma anche perché c’è la vita. Un caso di ipermetropia analitica?

Money quote: “Ed Glaeser, an economist at Harvard University who is one of the foremost experts on cities, says that predictions about the city's decline were not uncommon when he entered the profession back in the 1980s. At the time, urban centers were sinking into cesspools of poverty, blight, and crime. Since then, there's been a remarkable reversal, with waves of development and gentrification, pushing more and more poor people out and bringing more and more rich people in.”

https://www.citylab.com/transportation/2017/11/why-do-we-still-commute/544733/
Forwarded from MacchiaChannel via @like
Se vuoi provare una serie italiana bella, diversa e non scontata, ti consiglio "L'età dell'oro" (⭐️⭐️⭐️⭐️). Trovata quasi per caso, ho iniziato a guardarla senza darle due lire (questo perché avevo perso la sigla iniziale e non mi ero accorto che era de La Buoncostume, altrimenti sarei partito più ben disposto, perché li conosco e stimo e amo), e invece mi sono ricreduto quasi subito, una volta che mi è passato quel friccichio sul collo per l'audio non perfetto (lo so, lo so, è letteralmente una mania, ma me l'ha attaccata Matteo Bordone ai tempi della radio, quindi prendetevela con lui: ogni volta che sento attori non microfonati o stanze che rimbombano vado ai pazzi). Insomma: è scritta davvero bene, recitata benissimo, non si preoccupa per forza di essere paracula e, certe volte, prende la strada meno facile e prevedibile, che è il minimo sindacare che devi aspettarti da una serie, ma purtroppo non è sempre scontato succeda. Ah, e in più è praticamente il reboot di "Klondike", uno dei primi esperimenti di serie dal basso realizzati in Italia. E' bello lasciarsi sorprendere così, ed è un buon passo avanti per Discovery-Dplay, dopo quello scherzo che è stato (perché era uno scherzo, vero? non faceva mica sul serio) la serie di Fabio Volo. Solo, ecco, un consiglio, specialmente sulle app di Dplay: io metterei in bella evidenza il numero dell'episodio: riportati in ordine cronologicamente inverso - così come appaiono sullo schermo - uno lancia le madonne quando si accorge di aver visto la season finale invece che la prima puntata.

Link: http://it.dplay.com/nove/eta-delloro/
Viaggio all’interno di uno dei più incredibili (e freddi) musei di storia contemporanea: il museo della polizia politica della Germania dell’Est, la Stasi, raccontato da due grandi esperti italiani di musei.

Money quote: “Human-Centered Museums should be more focused on their audiences deep emotional needs. History geeks can find somewhere else the fine details of how Stasi was bureaucratically structured — what we all want to find in such a museum is a human connection with real people and their stories, to be emotionally engaged and to try not to make it happen again.”

https://medium.com/@invisiblestudio/how-not-to-make-a-museum-emotional-8a867452395c
La nuova vita di The Believer comincia a piacermi molto. Tanto che mi sono di nuovo abbonato al cartaceo.

Money quote: “On the second day I spent with the Manson Bloggers, we found a tongue hanging from a tree. This was in the northwestern fringes of Los Angeles County, the half-wild, half-suburban part of the city that the Manson Family once called home. These days, most of the land is owned by the state and nearby there is a church; on top of a hill, a ten-foot cross looms in right-angled judgment. The Manson Bloggers did not seem to notice the cross, because they had another mission in mind: finding the Manson Tree, a gnarled oak that’s notable because Charles Manson used to perch in its crook and strum the guitar”

https://www.believermag.com/issues/201711/?read=article_outside_the_manson_pinkberry