Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini http://www.antoniodini.com
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Voi pensate di avere una vita piena, impegnata, efficace ed efficiente. Invece girare nella ruota dei criceti senza costrutto. Cioè, potreste arrivare allo stesso costrutto e anche più vivendo in maniera più sana. (Detto così sembro mia nonna, lo so).

Comunque, questo tizio fa lunghe passeggiate, ha segato Facebook e ogni tanto si annoia anche un po'. Magari non tutti riusciamo, però potremmo cominciare segando Facebook. L'obiettivo è recuperare spazio per respirare. Silenzio tra le orecchie per ascoltarsi. Ore di sonno.

Money quote: "As part of my effort to create time and space for doing less, I also got off Facebook. At first, I was simply trying to escape the toxicity of the election on social media. In time, though, I realized I was also escaping an attentional black hole, one with an incredible gravitational pull. I would never willfully stand in the middle of a room noisy room with everyone screaming for my attention, yet this is best metaphor I can think of to describe my mind on Facebook. I was weak and could not resist its forces, fair enough, but I also started to see it as filler and fluff. When I got past my FOMO and let it go, I gained back many moments in my day."

http://www.vox.com/first-person/2017/1/25/14362156/busy-overwhelmed-values
Ogni promessa è un debito: ecco la seconda parte di Pimp My Hasselblad, la storia di come ho provato a digitalizzare la mia medio formato la scorsa estate

http://www.ilpost.it/antoniodini/2017/01/28/hasselblad-2/

Money quote: “E allora, andiamo a digitalizzare la mia Hasselblad. Riassunto della puntata precedente: l’estate passata ho potuto fare un piccolo esperimento, cioè rendere digitale la mia vecchia Hasselblad 500c. Dopodiché, per allinearci tutto a quello di cui sto parlando, è seguito un non breve riassunto di cosa sia una Hasselblad: la leggenda della fotografia a pellicola medio formato. Nel mio caso l’apparecchio Made in Sweden (la città di origine è Göteborg, per la precisione) è di fine anni Cinquanta, ma va ancora che sembra una sposa. Mi diverto molto a fare delle gran foto (in tutti i sensi: il negativo è circa sei centimetri per sei centimetri, rispetto al canonico 2,4 per 3,6 cm del piccolo formato 35mm) e non credevo si potesse davvero ridare vita digitale all’apparecchio.”
Lo sapevate che mezza Silicon Valley è fatta da immigrati? A partire da quel figlio (naturale) di immigrato siriano che risponde al nome di Steve Jobs.

Beh, se ci fosse stato Trump, sarebbe stata tutta un’altra Silicon Valley.

Money quote: “Tutta gente che non ci dovrebbe essere stata o che, nella peggiore delle ipotesi, se ci fosse stata assieme a decreti come quello di Trump, sarebbe stata internata, imprigionata, spogliata e rispedita indietro. E la Silicon Valley non sarebbe probabilmente neanche nata, a meno che i suprematisti bianchi e il Ku-Klux-Klan non avessero rivelato un insospettabile talento per la microelettronica e l’algoritmica.”

http://www.macitynet.it/lo-straniero-sale-anche-digitale-della-terra/
Ancora più sconvolgente. Lo sapevate che il cristianesimo è una religione fatta da immigrati? Gente che viene da un posto chiamato Palestina (anche se altri ti spiegano che la Palestina non esiste e che comunque non ci abitava nessuno di quelli che adesso vorrebbe continuare ad abitarci).

Money quote: “That a world religion should have emerged from an oriental cult in a tiny and peculiar corner of Roman Palestine is nothing short of extraordinary. Jesus of Nazareth was a Jew, though an eccentric one, and here the concern is not what the historical Jesus did or did not believe. We know that he was executed for disturbing the Roman peace during the reign of the emperor Tiberius, and that some of his followers then decided that Jesus was not merely another regular prophet, common in the region. Rather, he was the son of the one true god, and he had died to bring salvation to those who would follow him.”

https://aeon.co/essays/how-an-obscure-oriental-cult-converted-a-vast-pagan-roman-empire
Avremmo bisogno di fogli di calcolo migliori. E ripensare il modo con il quale si costruisce il software (aziendale) e perché.

Money quote:

WThe UX of paper is still fantastic.

It never runs out of battery.
It can be both structured and schema-less.
There’s no pesky validation errors to overcome.
The resolution of an A4 piece of paper is a crisp 3508px x 2480px. For comparison, my MacBook Air is about a third of that at 1440px x 900px.
and it never says, “oops something went wrong.” (Rails 500 error)”

http://blog.voyager.vc/the-world-needs-a-better-spreadsheet/
Se volete leggere una cosa sola sulle auto che si guidano da sole (argomento grandemente passato di moda ma che in realtà è più attuale che mai, anche perché da là passa buona parte degli studi sul machine learning e ditorni) leggete questa. Davvero

Money quote: “In this post I will explore two possible consequences of having self driving cars, two consequences that I have not seen being discussed, while various car companies, non-traditional players, and startups debate what level of autonomy we might expect in our cars and when. These potential consequences are self-driving cars as social outcasts and anti-social behavior of owners. Both may have tremendous and unexpected influence on the uptake of self-driving cars. Both are more about the social realm than the technical realm, which is perhaps why technologists have not addressed them. And then I’ll finish, however, by dissing a non-technical aspect of self driving cars that has been overdone by technologists and other amateur philosophers with an all out flame. And yes, I am at best an amateur philosopher too. That’s why it is a flame.“

http://rodneybrooks.com/unexpected-consequences-of-self-driving-cars/
La strana, affascinante storia delle “China Girls”, le teste di ragazza che comparivano all’inizio degli spezzoni di pellicola cinematografica

Money quote: “China girls went by many names—leader ladies, girl head, lady wedge—but they were almost always images of women, and those women were almost always white. They were meant to show the person developing a film that everything had gone right technically; if it hadn’t, the China girl’s skin tone would look unnatural.”

http://www.atlasobscura.com/articles/the-forgotten-china-girls-hidden-at-the-beginning-of-old-films
Ci siamo quasi, il campus numero due di Apple sta per arrivare. L’astronave-madre è quasi pronta. È stato l’ultimo, grande progetto di Steve Jobs. Il mio articolo per Repubblica

Money quote: “Il Campus 2 è l'ultimo progetto ideato e seguito fin quando possibile da Steve Jobs, che è scomparso nell'ottobre del 2011. Addirittura, l'ultima apparizione pubblica del fondatore di Apple, poche settimane prima di morire, è avvenuta davanti al consiglio comunale di Cupertino per presentare nel dettaglio il progetto che venne poi approvato da tutti i consiglieri.”

http://www.repubblica.it/tecnologia/2017/01/31/news/apple_campus_2_l_astronave_di_steve_jobs_e_quasi_pronta-157305373/#gallery-slider=157308398
Ha senso chiamare “bugiardo” un presidente degli Stati Uniti? Ha senso farlo nel caso di Donald Trump, che effettivamente dice delle gran bugie, perfettamente verificabili?

Ecco, la risposta non è così semplice. Perché chiamarlo bugiardo vuol dire minare la fiducia nella capacità dei giornali, in qualche modo. Una interessante riflessione di David Greenberg, professore di storia dei media e media studies alla Rutgers University (NJ).

Money quote: “Notably, though, it wasn’t until the Watergate investigations proved that Nixon had deliberately uttered his falsehoods with the intent to deceive the public that journalists rolled out the heaviest rhetorical artillery available to them: Calling the president a liar.”

http://www.politico.com/magazine/story/2017/01/the-perils-of-calling-trump-a-liar-214704
Da queste parti si parla molto di informatica. Quindi come non citare il libro in allegato al Corriere della Sera di oggi: il santo patrono Alan Turing. Lettura imprescindibile: è fatto bene, chiaro e scientificamente fondato! Fortemente consigliato.
Piccola storia orale di Space Oddity, spettacolare e indimenticabile esordio di David Bowie

Money quote: “"Space Oddity" was recorded in June 1969, and it was released a month later to cash in on the imminent moon landing. A few months after that, the song became a hit, and a second album – titled, like his debut, David Bowie – was recorded to showcase it. "I didn't like the idea of capitalizing on the man on the moon," producer Tony Visconti said years later. "I thought it was a cheap shot."”

http://www.rollingstone.com/music/news/david-bowies-space-oddity-how-hit-song-led-to-rushed-lp-w448220
Ahi! Oggi si sente tanto dolore nella rete

Money quote: “Source-code hub Gitlab.com is in meltdown after experiencing data loss as a result of what it has suddenly discovered are ineffectual backups. On Tuesday evening, Pacific Time, the startup issued the sobering series of tweets, starting with "We are performing emergency database maintenance, GitLab.com will be taken offline" and ending with "We accidentally deleted production data and might have to restore from backup. Google Doc with live notes." Behind the scenes, a tired sysadmin, working late at night in the Netherlands, had accidentally deleted a directory on the wrong server during a frustrating database replication process: he wiped a folder containing 300GB of live production data that was due to be replicated.“

https://it.slashdot.org/story/17/02/01/0640248/gitlabcom-melts-down-after-wrong-directory-deleted-backups-fail
Addio John Wetton, compositore, bassista e cantante, scomparso a 67 anni. Lo ricordiamo tutti per i King Crimson (e ci mancherebbe altro) ma per me era anche uno dei fondatori degli Asia, gruppo che adoro. Mi mancherà!

https://youtu.be/OfR6_V91fG8
Il settimanale americano di informatica Computerworld compie 50 anni. È stata la voce che ha inventato la stampa di settore

Money quote: “Il 21 giugno del 1967 uscì il primo numero di Computerworld, che cercava di anticipare i tempi di un boom della tecnologia informatica aziendale e poi personale che non si sarebbe più fermato. L’IDC di McGovern sarebbe diventata il braccio di ricerca dell’International Data Group, che avrebbe creato un vero e proprio impero: 300 pubblicazioni in 97 paesi, 460 siti web di informazione, più di 700 eventi l’anno. Computerworld avrebbe dato il via a una serie di pubblicazioni affini: Network World, InfoWorld, PCWorld, CIO, CSO, e l’agenzia IDG News. Nel 1980 McGovern fu uno dei primissimi a fare addirittura una joint venture in Cina, creando la IDG della Repubblica Popolare.”

http://www.macitynet.it/tanti-auguri-computerworld-compie-50-anni/
Antonio Tombolini, l’imprenditore dietro Simplicissimus editore digitale “puro”, è uno che ama dire quel che pensa. In questo caso, spiega perché il mercato librario è in crisi, perché i distributori si comprano per quattro soldi le case editrici (con nomi e cognomi) e perché in tutta questa faccenda l’ebook non c’entra niente. Anzi.

Lettura robusta (l’uomo non ama la sintesi) ma scorrevole. Si farà ancora meno amici di prima.

Money quote: “Ovviamente il distributore non mi paga subito (figuriamoci, paga a 120-210gg). Sono un editore per bene, e voglio pagare chi ha lavorato per me. L’autore no, perché prenderà le royalties sul venduto, ma gli altri li devo pagare subito: al tipografo devo dare i suoi 2.000€, all’impaginatore (che con la crisi mi fa un buon prezzo) i suoi 300€, il grafico altrettanti, il correttore di bozze. Ah, ci sono anche i 600€ di affitto, altrettanti di bollette, e… URKA! Dove li prendo i soldi? Aspetta, lo so: ho fatto proprio adesso una fattura di ben 12.000€, vado in banca e mi faccio anticipare l’importo, poi quando il distributore mi paga la fattura li restituisco alla banca. “OK, non c’è problema, metti una firma qua, mi dice il direttore della banca, sì, è la fideiussione, una formalità obbligatoria, ovviamente”.”

http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2017/02/il-circolo-vizioso-delleditoria-libraria.html
Se cercate lavoro e il vostro sogno è andare a realizzare mappamondi terracquei 3D a Londra come si faceva una volta, diciamo dai tempi di Cristoforo Colombo in poi, questa potrebbe essere la vostra occasione: Bellerby and Co. cerca

Money quote: “The job may sound dreamy, but it’s not easy. Applicants should be prepared for a long training period. Everyone at Bellerby starts out as an apprentice, and it takes at least six months to learn to make the smallest and simplest globes, and years to make the bigger ones.”

http://www.atlasobscura.com/articles/you-can-apply-now-to-be-an-apprentice-globe-maker-in-london