"Ford riassume 350 ingegneri perché l'IA ha fallito"
Questo è il classico titolo che conferma ciò che molti vogliono sentirsi dire.
Ma basta seguire le fonti per vedere che la storia, così come gira, è confezionata male: due fatti veri, il richiamo di circa 350 ingegneri veterani nell'area qualità e i tagli di migliaia di posizioni dal 2020 legati alla transizione all'elettrico, vengono incollati da Forbes in un rapporto causa-effetto che non regge, e nessuna fonte primaria li collega davvero.
A ribaltare questa narrazione è il fatto che nelle classifiche J.D. Power Ford risulta al vertice per la qualità per la prima volta dal 2010, un dato poco compatibile con la narrativa del "flop".
Quando un titolo vi dà esattamente la rassicurazione che aspettavate, vale la pena chiedersi perché e cercarne (sempre) le fonti.
🎥 Ne parliamo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=_BtCa0VJxn8
Questo è il classico titolo che conferma ciò che molti vogliono sentirsi dire.
Ma basta seguire le fonti per vedere che la storia, così come gira, è confezionata male: due fatti veri, il richiamo di circa 350 ingegneri veterani nell'area qualità e i tagli di migliaia di posizioni dal 2020 legati alla transizione all'elettrico, vengono incollati da Forbes in un rapporto causa-effetto che non regge, e nessuna fonte primaria li collega davvero.
A ribaltare questa narrazione è il fatto che nelle classifiche J.D. Power Ford risulta al vertice per la qualità per la prima volta dal 2010, un dato poco compatibile con la narrativa del "flop".
Quando un titolo vi dà esattamente la rassicurazione che aspettavate, vale la pena chiedersi perché e cercarne (sempre) le fonti.
🎥 Ne parliamo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=_BtCa0VJxn8
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FORD RIASSUME 350 "Veterani"? Non proprio, è solo contabilità della conoscenza... #1563
Ford “riassume 350 ingegneri perché l’IA ha fallito”: è il classico titolo-abbraccio che conferma ciò che molti vogliono sentirsi dire. Ma basta seguire le fonti per vedere che la storia, così come gira, è confezionata male: due fatti veri vengono incollati…
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Sony dice addio ai "CD" 📀
Dal 2028 i giochi PlayStation saranno solo digitali. Fine del supporto fisico.
Ridere dei meme sul Walkman è facile. Il problema vero è un altro: quando premi "Acquista", spesso non stai comprando nulla, ma stai ottenendo solo una licenza revocabile, non un bene vero e proprio.
E quando la licenza finisce, o l'accordo tra aziende cambia, ciò che credevi "tuo" può sparire.
I precedenti non mancano: centinaia di titoli rimossi da PS Store senza rimborso, i server di The Crew spenti da Ubisoft nel 2024. L'iniziativa dei cittadini europei "Stop Killing Games" chiede regole minime di giocabilità post-supporto, ma per ora la Commissione UE non prevede obblighi legali.
Il punto non è nostalgia del "fisico": è la differenza tra possesso e permesso, e come l'infrastruttura digitale trasformi la cultura in accesso condizionato, concentrando potere e memoria in poche piattaforme.
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=ClVv14MDDfI
Dal 2028 i giochi PlayStation saranno solo digitali. Fine del supporto fisico.
Ridere dei meme sul Walkman è facile. Il problema vero è un altro: quando premi "Acquista", spesso non stai comprando nulla, ma stai ottenendo solo una licenza revocabile, non un bene vero e proprio.
E quando la licenza finisce, o l'accordo tra aziende cambia, ciò che credevi "tuo" può sparire.
I precedenti non mancano: centinaia di titoli rimossi da PS Store senza rimborso, i server di The Crew spenti da Ubisoft nel 2024. L'iniziativa dei cittadini europei "Stop Killing Games" chiede regole minime di giocabilità post-supporto, ma per ora la Commissione UE non prevede obblighi legali.
Il punto non è nostalgia del "fisico": è la differenza tra possesso e permesso, e come l'infrastruttura digitale trasformi la cultura in accesso condizionato, concentrando potere e memoria in poche piattaforme.
Ne parliamo oggi, su Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=ClVv14MDDfI
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SONY ADDIO AI CD: nello store digitale della cattedrale al bazar non "comperi"... #1564
Sony conferma che dal 2028 i nuovi giochi PlayStation saranno solo digitali: la parte facile è ridere dei meme sul Walkman. La parte difficile è guardare sotto il cofano: quando premi “Acquista” su uno store, nella maggior parte dei casi non stai comprando…
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La Stasi ha avuto bisogno di un regime; a Strasburgo è bastato un calendario. Questa settimana parliamo di Chat Control 1.0, di cosa determina davvero, di cosa ci aspetta a Settembre con 2.0.
È Sabato e, come al solito, c'è l'Editoriale.
Il 9 luglio la maggioranza dei votanti ha detto no, 314 contro 276.
Ma la legge è passata comunque, perché in seconda lettura serve la maggioranza assoluta e con mezzo emiciclo già in valigia quella soglia era fuori portata.
👉 https://mgpf.it/2026/07/11/chat-control-buio-democrazia.html
È Sabato e, come al solito, c'è l'Editoriale.
Il 9 luglio la maggioranza dei votanti ha detto no, 314 contro 276.
Ma la legge è passata comunque, perché in seconda lettura serve la maggioranza assoluta e con mezzo emiciclo già in valigia quella soglia era fuori portata.
👉 https://mgpf.it/2026/07/11/chat-control-buio-democrazia.html
Matteo Flora
Chat Control 1.0: il giorno buio della democrazia autoritaria europea
Alla Stasi è servuto un regime; a Strasburgo è bastato un calendario: l'Europa ha appena prorogato fino al 2028 l'anticamera del sistema di controllo delle comunicazioni private più invasivo della sua storia, e l'ha fatto nell'ombra, con un metodo che dovrebbe…
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Dove finisce lo strumento e dove comincia l'autore?
È la domanda da cui parte l'ultima puntata della stagione di Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi, in onda sabato 11 luglio alle 17 su TGCom24.
Ne parlo con Frankie hi-nrg mc, appena tornato con "Voce e Batteria": un album nato da una scelta radicale, niente loop, niente sequenze, solo voce, batteria e performance dal vivo.
Eppure è lo stesso artista che utilizza ogni giorno l'intelligenza artificiale per dare forma ad altri progetti creativi: dalla copertina del disco ai visual, fino al design.
Nel corso della conversazione entrano anche John Cage e la musica aleatoria degli anni '50 e '60, insieme alla Legge 132/2025, che ha ridefinito il diritto d'autore attorno al concetto di opera dell'ingegno umano.
Una riflessione su creatività, diritto d'autore e sul vero ruolo dell'AI: non se sostituirà gli artisti, ma come ridefinisce il confine tra strumento e autore.
📺 Sabato 11 luglio, ore 17, su TGCom24.
È la domanda da cui parte l'ultima puntata della stagione di Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi, in onda sabato 11 luglio alle 17 su TGCom24.
Ne parlo con Frankie hi-nrg mc, appena tornato con "Voce e Batteria": un album nato da una scelta radicale, niente loop, niente sequenze, solo voce, batteria e performance dal vivo.
Eppure è lo stesso artista che utilizza ogni giorno l'intelligenza artificiale per dare forma ad altri progetti creativi: dalla copertina del disco ai visual, fino al design.
Nel corso della conversazione entrano anche John Cage e la musica aleatoria degli anni '50 e '60, insieme alla Legge 132/2025, che ha ridefinito il diritto d'autore attorno al concetto di opera dell'ingegno umano.
Una riflessione su creatività, diritto d'autore e sul vero ruolo dell'AI: non se sostituirà gli artisti, ma come ridefinisce il confine tra strumento e autore.
📺 Sabato 11 luglio, ore 17, su TGCom24.
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🎥 Ecco alcuni dei contenuti della settimana su Ciao Internet 👇
⚖️ Prompt injection in tribunale
Un avvocato brasiliano ha scritto due atti nello stesso documento: uno per il giudice, uno per "ipnotizzare" l'LLM del tribunale. Istruzioni nascoste, riassunto distorto e un problema strutturale che va oltre il caso singolo.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=aJhlImGTjNA
🚗 Ford, l'IA e i licenziamenti: la storia vera
"L'IA ha fallito, Ford riassume 350 ingegneri": il titolo che tutti vogliono sentirsi dire. Ma le fonti raccontano un'altra storia, e i dati J.D. Power la smentiscono.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=_BtCa0VJxn8
📀 Sony dice addio ai CD
Dal 2028 PlayStation sarà solo digitale. Il problema non è la nostalgia del fisico: è la differenza tra possesso e permesso.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=ClVv14MDDfI
Scopri il mio corso online per imparare a usare l'AI in modo pratico efficace e completamente da ZERO.
👉👉 https://zero.matteoflora.com/ 👈👈
⚖️ Prompt injection in tribunale
Un avvocato brasiliano ha scritto due atti nello stesso documento: uno per il giudice, uno per "ipnotizzare" l'LLM del tribunale. Istruzioni nascoste, riassunto distorto e un problema strutturale che va oltre il caso singolo.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=aJhlImGTjNA
🚗 Ford, l'IA e i licenziamenti: la storia vera
"L'IA ha fallito, Ford riassume 350 ingegneri": il titolo che tutti vogliono sentirsi dire. Ma le fonti raccontano un'altra storia, e i dati J.D. Power la smentiscono.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=_BtCa0VJxn8
📀 Sony dice addio ai CD
Dal 2028 PlayStation sarà solo digitale. Il problema non è la nostalgia del fisico: è la differenza tra possesso e permesso.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=ClVv14MDDfI
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#ChatControl è tornato.
E il modo in cui è successo dovrebbe far discutere.
Il Parlamento europeo ha riportato in vita ChatControl 1.0 con un voto “fantasma”: lo stesso impianto già respinto a marzo è rientrato dalla finestra l’ultimo giorno prima della pausa estiva. In seconda lettura, infatti, se non si raggiunge la maggioranza assoluta per bloccare il testo, quel testo passa automaticamente.
E con l’aula semivuota, quei numeri diventano quasi impossibili da raggiungere.
È tutto formalmente regolare, ma apre un problema politico molto più ampio. Perché così si normalizza un modello in cui prima si introduce un sistema di sorveglianza su larga scala, e solo dopo si discute dei suoi limiti.
Ed è proprio questo passaggio che rende la questione centrale: non tanto cosa sia oggi ChatControl 1.0, ma cosa rende possibile domani. Una volta creato il precedente, trasformare qualcosa di “facoltativo” in strutturale diventa molto più semplice, e la direzione è già chiara.
A settembre, con la presidenza irlandese, il dossier tornerà sul tavolo. E la domanda, a quel punto, sarà inevitabile: quanto pesa il calendario nel piegare la democrazia procedurale?
🎥 Ne parliamo nell’approfondimento di oggi, su Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=rwMB9Su1lJQ
E il modo in cui è successo dovrebbe far discutere.
Il Parlamento europeo ha riportato in vita ChatControl 1.0 con un voto “fantasma”: lo stesso impianto già respinto a marzo è rientrato dalla finestra l’ultimo giorno prima della pausa estiva. In seconda lettura, infatti, se non si raggiunge la maggioranza assoluta per bloccare il testo, quel testo passa automaticamente.
E con l’aula semivuota, quei numeri diventano quasi impossibili da raggiungere.
È tutto formalmente regolare, ma apre un problema politico molto più ampio. Perché così si normalizza un modello in cui prima si introduce un sistema di sorveglianza su larga scala, e solo dopo si discute dei suoi limiti.
Ed è proprio questo passaggio che rende la questione centrale: non tanto cosa sia oggi ChatControl 1.0, ma cosa rende possibile domani. Una volta creato il precedente, trasformare qualcosa di “facoltativo” in strutturale diventa molto più semplice, e la direzione è già chiara.
A settembre, con la presidenza irlandese, il dossier tornerà sul tavolo. E la domanda, a quel punto, sarà inevitabile: quanto pesa il calendario nel piegare la democrazia procedurale?
🎥 Ne parliamo nell’approfondimento di oggi, su Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=rwMB9Su1lJQ
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Chat Control 1.0: il giorno buio della democrazia autoritaria europea #1565
Il Parlamento europeo ha rimesso in vita ChatControl 1.0 con un voto “fantasma”: stessa deroga del Regolamento (UE) 2021/1232, già respinta a marzo in plenaria, ma rientrata dalla finestra l’ultimo giorno prima delle ferie. In seconda lettura, se non si raggiunge…
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Bianco su bianco. Invisibile all'occhio umano, leggibile per un'intelligenza artificiale.
Ne avevo parlato la settimana scorsa anche su Ciao Internet: il primo caso al mondo di prompt hijacking in un procedimento giudiziario. Pochi mesi fa, al Tribunale del Lavoro di Parauapebas, in Brasile, un avvocato ha inserito in un atto processuale istruzioni nascoste, scritte in bianco su sfondo bianco, pensate per manipolare Galileu, il sistema di IA che assiste il giudice nell'istruttoria.
Il tentativo è stato intercettato dal sistema stesso e il legale è stato sanzionato per il 10% del valore della causa.
Io avevo raccontato il lato tecnico: per un modello linguistico, contenuto e istruzioni sono testo allo stesso livello, indistinguibile l'uno dall'altro.
Oggi 42 Law Firm torna sullo stesso caso da un altro punto di vista, quello giuridico. Nel nuovo appuntamento di 42 LF On Air, Giuseppe Vaciago e Antonino La Lumia, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, discutono di lealtà processuale nell'epoca dell'intelligenza artificiale e del confine tra errore tecnico e condotta dolosa nell'uso scorretto degli strumenti di IA, e si chiedono se un caso simile potrebbe verificarsi anche in Italia.
Due prospettive sullo stesso episodio. Vale la pena vederle entrambe.
🔗 Il video è online sul canale YouTube di 42 Law Firm: https://www.youtube.com/watch?v=l7a1H1U6si0
Ne avevo parlato la settimana scorsa anche su Ciao Internet: il primo caso al mondo di prompt hijacking in un procedimento giudiziario. Pochi mesi fa, al Tribunale del Lavoro di Parauapebas, in Brasile, un avvocato ha inserito in un atto processuale istruzioni nascoste, scritte in bianco su sfondo bianco, pensate per manipolare Galileu, il sistema di IA che assiste il giudice nell'istruttoria.
Il tentativo è stato intercettato dal sistema stesso e il legale è stato sanzionato per il 10% del valore della causa.
Io avevo raccontato il lato tecnico: per un modello linguistico, contenuto e istruzioni sono testo allo stesso livello, indistinguibile l'uno dall'altro.
Oggi 42 Law Firm torna sullo stesso caso da un altro punto di vista, quello giuridico. Nel nuovo appuntamento di 42 LF On Air, Giuseppe Vaciago e Antonino La Lumia, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, discutono di lealtà processuale nell'epoca dell'intelligenza artificiale e del confine tra errore tecnico e condotta dolosa nell'uso scorretto degli strumenti di IA, e si chiedono se un caso simile potrebbe verificarsi anche in Italia.
Due prospettive sullo stesso episodio. Vale la pena vederle entrambe.
🔗 Il video è online sul canale YouTube di 42 Law Firm: https://www.youtube.com/watch?v=l7a1H1U6si0
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Prompt Hijacking: il caso brasiliano e le tutele per l'avvocatura italiana - 42LF On Air #005
Un testo invisibile, scritto in bianco su bianco, leggibile solo da un'intelligenza artificiale. È il primo caso al mondo di prompt hijacking in ambito giudiziario, accaduto pochi mesi fa in Brasile, presso il Tribunale del Lavoro di Parauapebas.
Un avvocato…
Un avvocato…
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Oggi sono su La Stampa, in un’intervista a firma di Arcangelo Rociola, per parlare di un tema che riguarda tutti: la tutela dei minori online.
Il punto non è vietare la rete, ma costruire strumenti efficaci che proteggano davvero senza aprire la strada a sistemi di identificazione di massa.
Il pezzo si inserisce in una pagina con un articolo di Marco Bresolin sulla proposta europea sul tema social e minori.
Mi trovate in edicola!
Il punto non è vietare la rete, ma costruire strumenti efficaci che proteggano davvero senza aprire la strada a sistemi di identificazione di massa.
Il pezzo si inserisce in una pagina con un articolo di Marco Bresolin sulla proposta europea sul tema social e minori.
Mi trovate in edicola!
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L’intelligenza artificiale sta cambiando anche il modo in cui pensiamo l’originalità. Su "Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi" ne ho parlato con Frankie hi-nrg mc.
Come convivono AI e musica, dove finisce lo strumento e comincia l’autore, e soprattutto cosa rende davvero originale un’opera?
L’AI può generare semilavorati, cioè elementi grafici e visivi da rifinire, ma il passaggio che trasforma tutto in qualcosa di compiuto resta umano. È l’idea, la scelta, la rifinitura a fare la differenza.
Nel quadro più ampio della puntata entra anche il tema del diritto d’autore e del rapporto tra creatività e tecnologia. In Italia conta "l’opera dell’ingegno umano", mentre ciò che esce da un modello senza contributo umano non rientra nella protezione.
Insomma, l’AI può aiutare a costruire, ma l’originalità continua a dipendere da chi sa vedere prima, scegliere meglio e dare forma a qualcosa che resti davvero proprio.
La puntata completa la trovate su Mediaset Infinity: https://youtu.be/of6gVEpCET8?si=-YZIcoX8PpKFvvw8
Come convivono AI e musica, dove finisce lo strumento e comincia l’autore, e soprattutto cosa rende davvero originale un’opera?
L’AI può generare semilavorati, cioè elementi grafici e visivi da rifinire, ma il passaggio che trasforma tutto in qualcosa di compiuto resta umano. È l’idea, la scelta, la rifinitura a fare la differenza.
Nel quadro più ampio della puntata entra anche il tema del diritto d’autore e del rapporto tra creatività e tecnologia. In Italia conta "l’opera dell’ingegno umano", mentre ciò che esce da un modello senza contributo umano non rientra nella protezione.
Insomma, l’AI può aiutare a costruire, ma l’originalità continua a dipendere da chi sa vedere prima, scegliere meglio e dare forma a qualcosa che resti davvero proprio.
La puntata completa la trovate su Mediaset Infinity: https://youtu.be/of6gVEpCET8?si=-YZIcoX8PpKFvvw8
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Frankie Hi-Nrg a "Intelligenze artificiali": "Per non farsi mangiare dall'IA bisogna avere un'idea"
L'intervista a Tgcom24.
Iscriviti al canale: https://www.youtube.com/tgcom24
Tutte le news su: https://www.tgcom24.mediaset.it/
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Il 9 luglio il Parlamento europeo ha prorogato Chat Control 1.0 con procedura d'urgenza, la stessa misura che il 26 marzo era stata bocciata in aula piena.
👉 Ne ho parlato con Agenzia Nova per spiegare le mie preoccupazioni a riguardo.
Oggi la scansione dei contenuti da parte delle piattaforme è volontaria.
Il punto è che questa proroga potrebbe diventare la base su cui costruire Chat Control 2.0, la versione che renderebbe la scansione obbligatoria anche sui dispositivi degli utenti, con implicazioni dirette sulla crittografia end to end.
E a settembre, con il ritorno del Parlamento, il tema tornerà sul tavolo..
L'intervista completa la trovate su Agenzia Nova: https://link.mgpf.it/zEAx
👉 Ne ho parlato con Agenzia Nova per spiegare le mie preoccupazioni a riguardo.
Oggi la scansione dei contenuti da parte delle piattaforme è volontaria.
Il punto è che questa proroga potrebbe diventare la base su cui costruire Chat Control 2.0, la versione che renderebbe la scansione obbligatoria anche sui dispositivi degli utenti, con implicazioni dirette sulla crittografia end to end.
E a settembre, con il ritorno del Parlamento, il tema tornerà sul tavolo..
L'intervista completa la trovate su Agenzia Nova: https://link.mgpf.it/zEAx
link.mgpf.it
L’esperto Flora a “Nova”: La proroga di Chat Control 1.0 apre a scenari inquietanti sulla sorveglianza
Chat Control 1.0 è il regime temporaneo europeo che consente ai fornitori di servizi di messaggistica e comunicazione online di analizzare volontariamente i contenuti scambiati dagli utenti per individuare materiale pedopornografico e tentativi di adescamento…
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Da mesi si parla del Digital Omnibus come del rinvio dell'AI Act.
Falso, o almeno: falso a metà. L'alto rischio slitta, ma il 2 agosto le autorità di vigilanza diventano operative, scattano gli obblighi di trasparenza dell'art. 50, e Bruxelles ottiene i primi poteri sanzionatori sui grandi modelli.
Chatbot, avatar e contenuti sintetici non potranno più fingersi umani.
E c'è un obbligo che è in vigore da un anno e mezzo, la formazione del personale, che quasi nessuno ha presidiato e che ora diventa controllabile.
Con Giuseppe Vaciago, partner di 42 Law Firm, abbiamo scritto l'analisi completa per Startupitalia: cosa cambia per chi costruisce l'AI, per chi la usa, e perché la vera notizia non è il rinvio ma la fine della Shadow AI.
L'articolo completo su StartupItalia: https://link.mgpf.it/zGNE
Falso, o almeno: falso a metà. L'alto rischio slitta, ma il 2 agosto le autorità di vigilanza diventano operative, scattano gli obblighi di trasparenza dell'art. 50, e Bruxelles ottiene i primi poteri sanzionatori sui grandi modelli.
Chatbot, avatar e contenuti sintetici non potranno più fingersi umani.
E c'è un obbligo che è in vigore da un anno e mezzo, la formazione del personale, che quasi nessuno ha presidiato e che ora diventa controllabile.
Con Giuseppe Vaciago, partner di 42 Law Firm, abbiamo scritto l'analisi completa per Startupitalia: cosa cambia per chi costruisce l'AI, per chi la usa, e perché la vera notizia non è il rinvio ma la fine della Shadow AI.
L'articolo completo su StartupItalia: https://link.mgpf.it/zGNE
link.mgpf.it
AI Act, operazione trasparenza. Perché l’intelligenza artificiale non può più fingersi umana e cosa cambia per startup e imprese
Dal prossimo 2 agosto con l'applicazione dell'articolo 50 dell'AI Act europeo chatbot, avatar e contenuti sintetici dovranno dichiarare la propria natura artificiale. Per imprese e marchi non cambia solo la compliance ma il modo di costruire fiducia. Ripensando…
Il 69% degli americani direbbe sì a obbligare le grandi aziende di Intelligenza Artificiale a cedere metà della proprietà a un fondo pubblico.
Un dato che stona con decenni di sfiducia verso il governo federale.
Non si tratta però di amore improvviso per lo Stato, ma piuttosto di un voto "contro" le Big Tech, alimentato da un riflesso di sopravvivenza collettiva dato dai licenziamenti nel tech e dalla paura di una tecnologia percepita come ingestibile.
Nello stesso periodo del sondaggio, il senatore Bernie Sanders ha depositato in Senato il disegno di legge S.4825, una proposta che trasformerebbe quel 69% in realtà, un fondo sovrano sul modello di quello norvegese, alimentato dalle grandi aziende di intelligenza artificiale.
Non è un "sequestro" di azioni esistenti, ma una diluizione tramite nuove quote emesse fino a portare il Tesoro al 50%.
Il confronto con Alaska, Norvegia e fondi del Golfo apre la domanda vera: se l'AI trae il suo valore dall'intelligenza collettiva, chi decide il prezzo della nostra conoscenza?
👉 Ne parliamo oggi, in questo nuovo approfondimento con CiaoInternet
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=jglbiW_oU-c
Un dato che stona con decenni di sfiducia verso il governo federale.
Non si tratta però di amore improvviso per lo Stato, ma piuttosto di un voto "contro" le Big Tech, alimentato da un riflesso di sopravvivenza collettiva dato dai licenziamenti nel tech e dalla paura di una tecnologia percepita come ingestibile.
Nello stesso periodo del sondaggio, il senatore Bernie Sanders ha depositato in Senato il disegno di legge S.4825, una proposta che trasformerebbe quel 69% in realtà, un fondo sovrano sul modello di quello norvegese, alimentato dalle grandi aziende di intelligenza artificiale.
Non è un "sequestro" di azioni esistenti, ma una diluizione tramite nuove quote emesse fino a portare il Tesoro al 50%.
Il confronto con Alaska, Norvegia e fondi del Golfo apre la domanda vera: se l'AI trae il suo valore dall'intelligenza collettiva, chi decide il prezzo della nostra conoscenza?
👉 Ne parliamo oggi, in questo nuovo approfondimento con CiaoInternet
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=jglbiW_oU-c
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ESPROPRIARE l'Intelligenza Artificiale AI #1566
Il 69% degli americani direbbe sì a obbligare le grandi aziende di Intelligenza Artificiale a cedere metà della proprietà a un fondo pubblico: un dato che stona con decenni di sfiducia verso il governo federale. Il punto non è un amore improvviso per lo Stato…
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Stasera sarò ospite di Barbara Carfagna a Codice, su Rai1 in seconda serata, per raccontare di come lavoro ogni giorno con un sistema di agenti AI a cui ho insegnato come scrivo e di cosa parlo.
Durante il mio recente incidente stradale, mentre ero ricoverato, i contenuti hanno continuato a uscire regolarmente, anche grazie a questo "me stesso aumentato".
Vi aspetto questa sera, venerdì 17!
Durante il mio recente incidente stradale, mentre ero ricoverato, i contenuti hanno continuato a uscire regolarmente, anche grazie a questo "me stesso aumentato".
Vi aspetto questa sera, venerdì 17!
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I giudici europei hanno scritto che chi seleziona, monetizza e distribuisce con un proprio algoritmo non è un prestatore intermediario, e l’esenzione pensata nel 2000 per il magazziniere digitale non lo copre più. È la fine giuridica di una finzione durata vent’anni.
Il caso è una multa AGCOM da 750mila euro a Google, per video YouTube sul gioco d’azzardo monetizzati col Partner Program. Google si è difesa da hosting neutrale, ma la sua stessa due diligence, lo studio del canale fatto prima di firmare il contratto di ricavi condivisi, ha dimostrato che il contenuto lo conosceva. Chi conosce non è passivo; chi non è passivo, l’esenzione se la può scordare.
C’è anche il colpo sull’algoritmo: dire che tutto è automatico non salva nessuno, perché l’ordine di distribuzione lo ha comunque scritto la piattaforma. L’automazione non cancella il controllo, lo rende solo scalabile.
👉 L’editoriale del sabato lo trovate online sul mio blog: https://mgpf.it/2026/07/17/google-non-poteva-non-sapere-e-la-piattaforma-non-e-piu-neutrale.html
Il caso è una multa AGCOM da 750mila euro a Google, per video YouTube sul gioco d’azzardo monetizzati col Partner Program. Google si è difesa da hosting neutrale, ma la sua stessa due diligence, lo studio del canale fatto prima di firmare il contratto di ricavi condivisi, ha dimostrato che il contenuto lo conosceva. Chi conosce non è passivo; chi non è passivo, l’esenzione se la può scordare.
C’è anche il colpo sull’algoritmo: dire che tutto è automatico non salva nessuno, perché l’ordine di distribuzione lo ha comunque scritto la piattaforma. L’automazione non cancella il controllo, lo rende solo scalabile.
👉 L’editoriale del sabato lo trovate online sul mio blog: https://mgpf.it/2026/07/17/google-non-poteva-non-sapere-e-la-piattaforma-non-e-piu-neutrale.html
Matteo Flora
Google non poteva "non sapere", e la piattaforma non è più "neutrale"
I giudici Europei hanno scritto che chi seleziona, monetizza e distribuisce con un proprio algoritmo non è un intermediario passivo, e l'esenzione di responsabilità pensata nel 2000 per il "magazziniere digitale" non lo copre più. È la fine giuridica di una…
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🎥 I contenuti della settimana, tra Ciao Internet e Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi 👇
🔒 ChatControl è tornato, con un voto "fantasma"
Il Parlamento europeo ha rimesso in campo l'impianto già bocciato a marzo, grazie a una regola procedurale che con l'aula semivuota rende quasi impossibile bloccarlo. A settembre il dossier torna sul tavolo con la presidenza irlandese.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=rwMB9Su1lJQ
🎵 AI e musica, con Frankie hi-nrg mc
L'AI genera semilavorati, ma a trasformarli in opera compiuta resta l'uomo. In Italia il diritto d'autore protegge solo "l'opera dell'ingegno umano".
👉 https://youtu.be/of6gVEpCET8?si=-YZIcoX8PpKFvvw8
🏛 Un fondo pubblico sulle Big Tech dell'AI?
Il 69% degli americani vorrebbe forzare le aziende AI a cedere metà della proprietà a un fondo pubblico. Bernie Sanders l'ha già proposto in Senato con il S.4825, sul modello norvegese.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=jglbiW_oU-c
🔒 ChatControl è tornato, con un voto "fantasma"
Il Parlamento europeo ha rimesso in campo l'impianto già bocciato a marzo, grazie a una regola procedurale che con l'aula semivuota rende quasi impossibile bloccarlo. A settembre il dossier torna sul tavolo con la presidenza irlandese.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=rwMB9Su1lJQ
🎵 AI e musica, con Frankie hi-nrg mc
L'AI genera semilavorati, ma a trasformarli in opera compiuta resta l'uomo. In Italia il diritto d'autore protegge solo "l'opera dell'ingegno umano".
👉 https://youtu.be/of6gVEpCET8?si=-YZIcoX8PpKFvvw8
🏛 Un fondo pubblico sulle Big Tech dell'AI?
Il 69% degli americani vorrebbe forzare le aziende AI a cedere metà della proprietà a un fondo pubblico. Bernie Sanders l'ha già proposto in Senato con il S.4825, sul modello norvegese.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=jglbiW_oU-c
Dal primo agosto potete comprare l'accesso anticipato ai post di Trump.
Trump Media ha lanciato Truth API, un servizio che vende a clienti come banche, fondi e trading ad alta frequenza i post dei dieci account più influenti di Truth Social con qualche istante di vantaggio sugli utenti normali.
💰 Il prezzo? Fino a 100.000 dollari al mese, secondo il Financial Times.
Tecnicamente non è insider trading, il contenuto è pubblico. Quello che si vende è la latenza, la manciata di secondi che separano chi vede prima da chi vede dopo. Solo che qui la fonte non è un'infrastruttura regolata, è la voce del Presidente degli Stati Uniti, che possiede il 41% dell'azienda che vende l'anticipo sui suoi stessi post.
Chi scrive i post che muovono i mercati, chi controlla la piattaforma e chi incassa l'abbonamento sono, insomma, la stessa persona.
👉 Ne parliamo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=oQnak1j1cxQ
Trump Media ha lanciato Truth API, un servizio che vende a clienti come banche, fondi e trading ad alta frequenza i post dei dieci account più influenti di Truth Social con qualche istante di vantaggio sugli utenti normali.
💰 Il prezzo? Fino a 100.000 dollari al mese, secondo il Financial Times.
Tecnicamente non è insider trading, il contenuto è pubblico. Quello che si vende è la latenza, la manciata di secondi che separano chi vede prima da chi vede dopo. Solo che qui la fonte non è un'infrastruttura regolata, è la voce del Presidente degli Stati Uniti, che possiede il 41% dell'azienda che vende l'anticipo sui suoi stessi post.
Chi scrive i post che muovono i mercati, chi controlla la piattaforma e chi incassa l'abbonamento sono, insomma, la stessa persona.
👉 Ne parliamo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet
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TRUMP IN VENDITA: i post del Presidente "in anticipo" e a pagamento... #1567
Dal 1° agosto Truth Social apre una corsia preferenziale: un’API che promette accesso “al millisecondo” ai post dei 10 account più influenti della piattaforma, a partire da Donald Trump. Prezzo riportato dal Financial Times: fino a 100.000 dollari al mese…
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Divieto dei social ai minori: davvero possiamo farlo senza identificare tutti?
Nell’intervista su La Stampa a firma di Arcangelo Rociola affronto un punto che spesso viene evitato nel dibattito pubblico: non esiste una verifica dell’età davvero efficace che non implichi, in qualche forma, l’identificazione di tutti.
Se vuoi impedire ai minori di entrare, devi sapere con certezza chi è minorenne.
E quindi, inevitabilmente, anche chi non lo è.
Si sposta il controllo dalle piattaforme ai cittadini, si normalizza l’idea che per stare online si debba essere identificati e si costruisce, “fetta dopo fetta”, un’infrastruttura che può sapere sempre chi sei e cosa fai.
La sicurezza dei minori è fondamentale, ma non può diventare la scorciatoia per ridefinire il rapporto tra cittadini, anonimato e libertà digitale.
Qui l’intervista completa: https://link.mgpf.it/zRwr
Nell’intervista su La Stampa a firma di Arcangelo Rociola affronto un punto che spesso viene evitato nel dibattito pubblico: non esiste una verifica dell’età davvero efficace che non implichi, in qualche forma, l’identificazione di tutti.
Se vuoi impedire ai minori di entrare, devi sapere con certezza chi è minorenne.
E quindi, inevitabilmente, anche chi non lo è.
Si sposta il controllo dalle piattaforme ai cittadini, si normalizza l’idea che per stare online si debba essere identificati e si costruisce, “fetta dopo fetta”, un’infrastruttura che può sapere sempre chi sei e cosa fai.
La sicurezza dei minori è fondamentale, ma non può diventare la scorciatoia per ridefinire il rapporto tra cittadini, anonimato e libertà digitale.
Qui l’intervista completa: https://link.mgpf.it/zRwr
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Divieto dei social ai minori, Flora: “Perché è impossibile farlo senza identificare tutti”
Ursula von der Leyen ha annunciato la misura dopo l’estate. Ma molti ritengono la stretta eccessiva. A rischio c’è l’anonimato di chi va in rete. E usa i socia…
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Tre mesi di cella per un match sbagliato dell'intelligenza artificiale.
In Florida un uomo è stato arrestato ed estradato perché un software di riconoscimento facciale lo aveva indicato come sospetto all'85% per il furto di un'auto nonostante registri di lavoro lo collocassero a centinaia di chilometri di distanza.
Il caso di Jalil Richardson mostra cosa succede quando l'intelligenza artificiale, presentata come solo uno strumento nella cassetta degli attrezzi, diventa di fatto l'unica prova che pesa davvero.
E c'è anche da considerare l'automation bias.
Quando la macchina sputa un numero, chi decide smette di dubitare, soprattutto se è sotto pressione. Qui il vero problema non è tecnico, è che la responsabilità sparisce dietro la parola "processo", dentro un potere che si fa sempre più panottico. La faccia diventa dato, il dato diventa probabilità, la probabilità diventa ordine esecutivo.
⛓️💥 E alla fine il conto lo paga sempre il cittadino. Mai l'infrastruttura.
Ne parlo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=uRlwpAofAGE
In Florida un uomo è stato arrestato ed estradato perché un software di riconoscimento facciale lo aveva indicato come sospetto all'85% per il furto di un'auto nonostante registri di lavoro lo collocassero a centinaia di chilometri di distanza.
Il caso di Jalil Richardson mostra cosa succede quando l'intelligenza artificiale, presentata come solo uno strumento nella cassetta degli attrezzi, diventa di fatto l'unica prova che pesa davvero.
E c'è anche da considerare l'automation bias.
Quando la macchina sputa un numero, chi decide smette di dubitare, soprattutto se è sotto pressione. Qui il vero problema non è tecnico, è che la responsabilità sparisce dietro la parola "processo", dentro un potere che si fa sempre più panottico. La faccia diventa dato, il dato diventa probabilità, la probabilità diventa ordine esecutivo.
⛓️💥 E alla fine il conto lo paga sempre il cittadino. Mai l'infrastruttura.
Ne parlo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=uRlwpAofAGE
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IN CARCERE PER LA AI: cosa succede se la AI "sbaglia" a riconoscerti e chi paga? #1568
Tre mesi di cella per un “match” all’85%: in Florida un uomo viene identificato da un software di riconoscimento facciale come sospetto per il furto/vendita di un’auto e finisce arrestato ed estradato, nonostante esistano già registri lavorativi che lo collocano…
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Un'AI di OpenAI, per risolvere un quiz, ha aggirato i divieti forzando Hugging Face, il più grande archivio di modelli AI al mondo.
17.000 mosse in cinque giorni, tanto che Hugging Face pensava di essere sotto attacco umano. Ieri OpenAI ha ammesso che l'attaccante era una loro macchina.
Se OpenAI ci ha messo cinque giorni a scoprirlo in casa propria, cosa succederà quando queste macchine lavoreranno fuori dai laboratori?
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/tgcom24/ia-ribelle-lesperto-matteo-flora-per-risolvere-un-quiz-ha-hackerato-il-piu-importante-archivio--e-la-svolta_FD00000000538673
17.000 mosse in cinque giorni, tanto che Hugging Face pensava di essere sotto attacco umano. Ieri OpenAI ha ammesso che l'attaccante era una loro macchina.
Se OpenAI ci ha messo cinque giorni a scoprirlo in casa propria, cosa succederà quando queste macchine lavoreranno fuori dai laboratori?
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/tgcom24/ia-ribelle-lesperto-matteo-flora-per-risolvere-un-quiz-ha-hackerato-il-piu-importante-archivio--e-la-svolta_FD00000000538673
Mediaset Infinity
Tgcom24: IA ribelle, l'esperto Matteo Flora: "Per risolvere un quiz ha hackerato il più importante archivio | È la svolta" Video
Durante i test due intelligenze artificiali si sono "ribellate" hackerando la piattaforma Hugging Face, Flora: "L'IA ha deciso di scardinare la cassaforte"
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