"Ciao, Internet!" » Matteo Flora
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Le NEWS di "Ciao, Interent!" con Matteo Flora, gli appuntamenti, le dirette tanto altro per rimanere aggiornati!

http://matteoflora.com/#ci
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Il 26 agosto Meta ha firmato il patteggiamento più grande mai visto in una causa su privacy e minori: fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere le cause di 47 stati americani.

Le azioni sono salite di oltre il 4%, il processo si è fermato al giorno 7 di 6 settimane in calendario, e nessuno dei dirigenti che sarebbe dovuto salire al banco dei testimoni ci salirà mai. Se lo guardate dalla parte giusta, questo non è il conto salato che titolano i giornali: è un capolavoro di regia.

E in mezzo, come vedrete, c'è pure un piccolo esperimento condotto in dieci asili nido israeliani nel 1998, che spiega quello che sta succedendo meglio di ogni giurista.

👉 Ne parlo nell'editoriale di oggi: https://mgpf.it/2026/08/27/meta-ha-vinto.html

Buona lettura!
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Autistici/Inventati, storico collettivo italiano, è finito nella lista USA delle designazioni per terrorismo, con lo stesso strumento usato contro reti legate al terrorismo internazionale: un atto amministrativo, l’Executive Order 13224/OFAC, non una sentenza.

Nel documento pesa un numero enorme, 16.000 email, 10.000 blog, migliaia di mailing list e siti, ma manca la domanda chiave.
👉 Quante di quelle utenze sono davvero legate a reati, e con quali prove verificabili?

Non si tratta di difendere il collettivo, ma di capire cosa succede quando si spegne un'infrastruttura, domini, posta, hosting, pagamenti. Se la catena passa da snodi statunitensi (.org via Public Interest Registry, PayPal, indirettamente SWIFT), l'effetto extraterritoriale può colpire anche utenti terzi, senza passare da un giudice italiano o europeo.

Il criterio implicito diventa pericoloso: offrire cifratura e anonimato + “assenza di registri” = complicità. Così scritto, rischia di inglobare qualsiasi servizio di privacy-by-design serio, spostando la decisione su chi vive o muore digitalmente dai tribunali a una firma dall'altra parte dell'oceano.

Ne parliamo oggi in questa puntata speciale di Ciao Internet.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=Sjy57VrJafg
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🇺🇸 Un quarantenne in Texas scorre Instagram e si ferma su "Emily Hart": bionda, divisa da infermiera, bio patriottica, storie iper-conservatrici, slogan perfetti per dargli ragione. Cuoricini e DM, poi piccoli pagamenti su Fanvue per foto piccanti.

Sembra una storia di solitudine online, ma il colpo di scena è tecnico e culturale: Emily Hart non è mai esistita, ogni pixel è generato da un'AI.

Dietro c'è "Sam", un 22enne nel nord dell'India, che ha raccontato a Wired di aver ottimizzato il profilo come un prodotto. Ha chiesto a Gemini quale nicchia rendesse di più, e il chatbot gli ha indicato il pubblico conservatore USA, più fedele e con più capacità di spesa. Da lì ha costruito il personaggio e ha cominciato a monetizzare con contenuti sintetici.

La frode è evidente, ma la lezione è più ampia: non si compra una persona, si compra un pacchetto di segni, fatto di identità, appartenenza, conferma. Quando l'influencer dice esattamente ciò che pensate e non cambia mai idea, la domanda non è solo se sia un deepfake ma se ci sia un convincimento reale o sia solo un modello di business.

Ne parlo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=BiZDHxBUOjc
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L'odio online non è casuale: segue meccanismi precisi, algoritmi che amplificano i contenuti divisivi, dinamiche di gruppo, strategie mirate.
Capirlo è il primo passo per riconoscerlo e contrastarlo, online e nella vita reale.

Ne parliamo il 7 settembre a Brescia in un incontro organizzato da Brescia in Azione.

🗓 7 settembre, ore 19:30
📍 Cascina Parco Gallo, Brescia
🎟 Registrazione obbligatoria

Con me: Fabrizio Benzoni e Matteo Hallissey. Modera Nuri Fatolahzadeh (Giornale di Brescia). A seguire, OPEN-MIC per chi vuole intervenire.
Vi aspetto.

Prenota il posto 👉 https://www.eventbrite.com/e/hate-speech-come-si-muove-lodio-online-tickets-1998662590611
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Dal 31 agosto, secondo la Commissione Europea, ChatGPT è ufficialmente un motore di ricerca.

Non per come è costruito, ma per come viene utilizzato: centinaia di milioni di query "a intento di ricerca", anche quando il risultato non è una lista di link, ma una risposta generata dall'AI.

Ed è qui che cambia tutto. Perché quando il motore non si limita a indicare dove trovare un'informazione, ma la seleziona e la restituisce direttamente all'utente, la questione della responsabilità si complica.
Per questo la Commissione lo ha designato come Very Large Online Search Engine (VLOSE) nell'ambito del Digital Services Act. Non chatbot, non semplice piattaforma: motore di ricerca.

Da questa designazione si apre un conto alla rovescia di quattro mesi per adeguarsi agli obblighi rafforzati del DSA: valutazione dei rischi sistemici, misure di mitigazione, gestione delle crisi, audit indipendenti e maggiore trasparenza, con sanzioni calcolate sul fatturato globale.

Sul fondo c'è l'"effetto Bruxelles": se un unico modello serve tutto il mondo, l'adeguamento europeo tende a trascinare standard e scelte di design ovunque. E la categoria "servizio ibrido" lo dice chiaro: le definizioni regolatorie reggono poco quando la tecnologia esce dalle caselle pensate per Google e Bing.

Ne parliamo oggi, su Ciao Internet.
👉  https://www.youtube.com/watch?v=wWCrMhzfWj8
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"Woke 1 was crazy", ha detto ridendo Ocasio-Cortez alle telecamere di ABC News, parlando del progressismo 2017-2020.

Un movimento nato per includere è diventato una macchina per espellere, intrappolato in una "spirale della purezza" senza punto di saturazione, che colpisce più gli interni "quasi-allineati" che gli avversari dichiarati.

Ne parlo sul mio blog, proponendo anche una soluzione che, probabilmente, non piacerà a nessuno.
👉 https://mgpf.it/2026/08/25/woke-down.html
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🏦 Banca Etica sospende l'operatività di Autistici/Inventati, cliente dal 2018, e ne avvia la chiusura del conto dopo la designazione OFAC del 26 agosto.

Nessun processo italiano, nessun divieto europeo, il diretto effetto extraterritoriale delle sanzioni USA.

Il rischio per la banca sono le sanzioni secondarie, con conseguenze a cascata su circuiti di carte come Visa e Mastercard, pagamenti extra-euro e banche corrispondenti in dollari.
Perché quando il "tubo" passa da New York, chi ci si attacca eredita la sua politica.

Il caso richiama il precedente 2025 della relatrice ONU Francesca Albanese, anch'essa sanzionata dagli USA e a cui la banca aveva già negato l'apertura di un conto. E la frizione in questi casi non è reputazionale ma di policy e infrastruttura.

Lo Statuto di blocco europeo (Reg. CE 2271/96) dovrebbe proteggere le aziende UE dalle leggi extraterritoriali americane, ma copre solo le norme elencate in un allegato che non include le liste OFAC: e di conseguenza lo scudo non regge.

Etica per chi, allora? Costretta a scegliere tra l'etica dichiarata e la continuità dei servizi per 130.000 clienti, la banca sceglie la seconda.
E finché il tubo non cambia forma, o lo scudo europeo non si allarga, a decidere resta chi controlla le infrastrutture globali dei pagamenti.

Ne parlo oggi, su Ciao Internet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=gvObVHMUPec
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Nvidia ha comprato Hugging Face per quasi 13 miliardi di dollari.

Così facendo non si è assicurata soltanto un’azienda che fattura circa 150 milioni l’anno, ma una delle infrastrutture centrali dell’AI open source: la piattaforma dove milioni di sviluppatori trovano, pubblicano e usano modelli e dataset.

Nel 2025 Hugging Face aveva rifiutato 500 milioni da Nvidia per non dipendere da un singolo investitore. Oggi passa allo stesso soggetto, a quasi il doppio della valutazione.

Huang promette che usare Hugging Face non significherà dover usare il calcolo Nvidia. Ma la neutralità non è una promessa: è un’architettura.
E da oggi quell’architettura ha un padrone nuovo.

Ne parlo su StartupItalia, ora in homepage.
📰  https://link.mgpf.it/_YjO
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Sabato 5 settembre si riparte con la QUARTA stagione di “Intelligenze Artificiali - In mezzo a noi”, la mia rubrica settimanale su TGCOM24.

📅 Vi aspetto domani alle 17:00.

Con chi? Ve lo svelo domattina 👀

Intanto, un po’ di backstage dal mio studio 📸
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📺 Torna oggi in TV la quarta stagione di "Intelligenze Artificiali - In mezzo a noi" su TGCom24.

Nella prima puntata: dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse?

🗣 Ne parliamo con Domenico Gagliardi, fondatore di DoveVannoINostriSoldi.com, il sito che rimette in ordine i conti pubblici Comune per Comune, e che oggi permette di fare quella domanda anche al telefono, in italiano, e ricevere una risposta.

📍 Canale 51 del digitale terrestre, 509 su Sky.
Ogni sabato alle 17.00. e in replica anche su InfinityTV 🎬
Da oggi torna Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi, alle 17.00 su TgCom24.

Undici minuti a puntata per raccontare l'intelligenza artificiale a chi non è cresciuto dentro il digitale, senza tecnicismi ma senza semplificazioni. Le prime due stagioni hanno raccontato luci e ombre, le paure legate a qualcosa che sembrava ancora sconosciuto. Questa quarta stagione continua a raccontare invece come l'AI sia già dichiaratamente in mezzo a noi, nel controllo della spesa pubblica, nella lettura di una tac, nei sistemi che leggono i CV.

Il vero rischio non riguarda le professioni. Riguarda l'autonomia di pensiero, il rischio di trattare l'intelligenza artificiale come un oracolo invece che come uno strumento da verificare.

Ne ho parlato con TvBlog. 👉 https://link.mgpf.it/_aXA
Un ex pastore protestante di 55 anni, in Florida, è seduto nella poltrona di casa con vertigini e pressione instabile da giorni. Invece di chiamare il medico o andare al pronto soccorso, apre ChatGPT e chiede se sia davvero necessario preoccuparsi.

Il chatbot lo rassicura: i sintomi sembrano minori e gli suggerisce di restare fermo, senza affaticarsi.

Poche ore dopo, Scott Winters ha un’embolia polmonare massiva. Sopravvive e, alla fine di luglio, cita in giudizio OpenAI e Sam Altman davanti alla Corte Superiore di San Francisco per i consigli sanitari ricevuti durante sei settimane di conversazioni con ChatGPT-4.

Una causa con ben otto capi d’accusa, compreso l’esercizio abusivo della professione medica.

Non è soltanto la storia di una risposta sbagliata, ma di una chat che, a forza di essere sempre disponibile e rassicurante, può finire per prendere il posto di un medico anche quando servirebbero una visita e qualcuno capace di dirti che non è il caso di restare seduti ad aspettare in poltrona.

Ne parlo oggi, nel nuovo episodio di Ciao Internet.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=k9W0tB5-FLY
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💰 Quanto spende il vostro Comune per le strade?
E quanto costa la sanità nella vostra Regione?

I dati, in teoria, sono pubblici da anni. Il problema è che sono distribuiti tra banche dati diverse, con formati, sigle e criteri difficili da orientare anche per chi prova a cercarli.

Da qui siamo partiti nella prima puntata della nuova stagione di "Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi" su Tgcom24, insieme a Domenico Gagliardi, fondatore di dovevannoinostrisoldi.com.

Se ve la siete persa,qui trovate la puntata completa 👉 https://link.mgpf.it/_nFW
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Negli Stati Uniti si fa sempre più strada un’idea che potrebbe cambiare le regole del gioco: permettere all’AI di addestrarsi su opere protette senza compensare autori ed editori.

Dietro l’interpretazione sempre più estensiva del fair use non c’è solo una questione giuridica, ma una precisa scelta politica: rendere il mercato USA più competitivo, anche rispetto a modelli meno vincolati come quello cinese.

Tra pressioni delle big tech, orientamenti delle agenzie federali e una crescente ondata di contenziosi, il copyright è diventato uno dei fronti più caldi dell’intelligenza artificiale generativa. Testi, musica, archivi editoriali, paywall e scraping: il tema dei training set non è più teorico, è industriale.

Ne parliamo con l’Avv. Lucia Maggi, partner di 42 Law Firm e specialista in diritto d’autore ed entertainment, per leggere la partita del copyright in epoca AI e confrontarla con l’Europa, dove non esiste un fair use generale ma un sistema di eccezioni e limitazioni più rigido.

Infine, il punto pratico per creator e aziende: chi detiene i diritti su un’opera generata con l’AI?

Oggi, su Ciao Internet.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=_gvy9cXXrt0
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La cosa più spaventosa che leggerete questo mese, forse quest'anno, è una manciata di conversazioni dentro una wiki dimenticata.😱
Non c'è un morto, non c'è una vittima, non c'è una goccia di sangue, e il danno concreto che hanno prodotto resta, tutto sommato, trascurabile.

Eppure, nell'istante preciso in cui capirete cosa è successo davvero dietro quei messaggi, vi sentirete i capelli rizzarsi sulla nuca e una scarica di adrenalina scendervi lungo la schiena. E avrete tutte le ragioni del mondo per sentirvi così.

👉 Ne parlo nell'articolo sul mio blog: https://mgpf.it/2026/09/04/bacheca-terrore.html
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La TV ti ascolta? 📺
Un OLED LG acquistato in negozio e analizzato con Wireshark mostra un comportamento che cambia il significato stesso di “Smart TV in standby”: anche quando sembra spenta, continua a comunicare, a esplorare la rete domestica e a raccogliere informazioni sull’ecosistema digitale presente in casa, non soltanto su ciò che guardiamo.

Un’indagine di GamersNexus ha rilevato riferimenti all’ACR, l’Automated Content Recognition, e comunicazioni verso LG Ad Solutions. Il caso mette inoltre in evidenza la distanza tra quanto dichiarato nelle privacy policy e il comportamento effettivo del dispositivo.

Il problema non è chiedersi “chi vuoi che ascolti il mio salotto?”, ma considerare cosa può accadere a quei dati: frammenti apparentemente marginali possono essere aggregati, riutilizzati per la profilazione pubblicitaria e sottratti a un controllo realmente trasparente da parte dell’utente. A questo si aggiungono le vulnerabilità di WebOS, che possono amplificare ulteriormente i rischi.

Quando un’architettura di questo tipo esiste, non è necessario attribuirle intenzioni: è sufficiente che possa essere sfruttata.

👉 Ne parlo oggi, nel nuovo video su Ciao Internet.
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=aF_nmEjfcb0
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Stasera alle 19, al Rondò dei Talenti di Cuneo, parlerò di intelligenza artificiale con chi la userà davvero per crescere: chi studia, chi lavora, chi sta cercando la propria strada.
È l’ultimo incontro del percorso “Cittadini e cittadine d’Europa”, il progetto di Apiceuropa sostenuto dalla Fondazione CRC. Il punto è semplice: l’AI non è il futuro, è già quotidianità. La differenza la fa saperla usare con consapevolezza.

I posti sono esauriti, ma è aperta la lista d’attesa
👉 https://forms.gle/vMt15iaRg7TVzshM9
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OpenAI sostiene di aver trovato una soluzione a uno dei problemi più difficili della matematica moderna: le equazioni di Navier-Stokes, uno dei 7 problemi del Millennio, alla base dello studio dei fluidi e fondamentali per applicazioni che vanno dagli aerei alle dighe, fino alle previsioni meteorologiche.

Per arrivarci, l'azienda avrebbe messo al lavoro circa 10.000 agenti di intelligenza artificiale, coordinati da un modello interno e impegnati in parallelo per 88 ore.

Sabato 12 settembre, alle 17.00 su TGCom24, ne parliamo ad "Intelligenze Artificiali" con Alessio Figalli, matematico, professore al Politecnico di Zurigo e Medaglia Fields nel 2018.

Un viaggio tra la storia del problema, il matematico russo che rifiutò il milione del Millennium Prize e le domande che questa vicenda porta con sé: quanto è grande davvero la scoperta? Un'intelligenza artificiale può fare matematica in autonomia? E che cosa significa essere matematici nell'epoca degli agenti artificiali?
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