Alert Swiss Telegram by GRT: Federal Office Civil Protection / Bundesamt Bevölkerungsschutz / Office protection population
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Ma cosa significa questo esattamente?

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Stazione di misurazione della radioattività sullo Jungfraujoch
https://www.radenviro.ch/wp-content/uploads/2025/08/Ansaugkopf-225x300.jpg
In Svizzera, l’Ufficio federale della sanità pubblica sorveglia permanentemente la radioattività nell’aria. Le misurazioni avvengono tramite la rete di misurazione automatica URAnet aero, costituita da 15 sonde in tutta la Svizzera. Inoltre, vengono effettuate misurazioni ad alta sensibilità in sei località mediante campionatori ad alto volume HVS. Il nuovo dispositivo di misurazione sullo Jungfraujoch completa i due sistemi di misurazione e sostituisce i voli di misurazione finora effettuati con la flotta di aerei Tiger, che sarà messa fuori servizio nel 2027.

I dispositivi di sorveglianza dell’UFSP misurano le concentrazioni dei singoli radionuclidi presenti nell’aria, come per esempio lo iodio o il cesio radioattivo. In questo modo è possibile stabilire se la radioattività è di origine naturale o se è giunta nell’atmosfera in seguito a un evento nucleare o radiologico. Conoscere la composizione di una nube radioattiva e le concentrazioni dei radionuclidi in essa contenuti fornisce indizi preziosi sulle possibili cause dell’evento (p. es. evento in una centrale nucleare o impiego di un’arma nucleare) e nel contempo è indispensabile per adottare velocemente misure di protezione idonee. Se, per esempio, la nube contiene iodio radioattivo, potrebbe essere ordinata l’assunzione di compresse allo iodio. La rete di misurazione, completata dalla nuova stazione, è al servizio della popolazione. Con essa l’UFSP non solo contribuisce alla protezione della salute, ma rafforza anche la sicurezza della Svizzera.

No Result

La stazione di misurazione più alta d’Europa
La stazione di ricerca sullo Jungfraujoch, si trova a circa 3500 m s.l.m. e quindi nella cosiddetta troposfera libera. La sensibilità della misurazione della radioattività nell’aria a questa altitudine è unica in Europa. Grazie alla sua posizione, la stazione di misurazione sullo Jungfraujoch è in grado di rilevare rapidamente concentrazioni minime di radioattività nell’aria, anche provenienti dall’estero. Ciò avviene perché lo spostamento a lunga distanza di masse d’aria è più veloce negli strati atmosferici della troposfera libera. La stazione contribuisce quindi in maniera determinante anche alla sorveglianza della radioattività a livello europeo e fa parte della rete informale Ro5, che riunisce circa 50 stazioni di misurazione ad alta sensibilità in tutta Europa.

https://www.radenviro.ch/wp-content/uploads/2025/10/skyline_it-scaled.png
Un rafforzamento dei sistemi di misurazione esistenti
Tecnicamente, la misurazione della radioattività nell’aria a un’altitudine di 3500 m s.l.m. è una sfida. L’impianto deve essere in grado di trattare affidabilmente grandi quantità d’aria anche con temperature fino a meno trenta gradi, elevata umidità e forti venti. L’UFSP ha sviluppato appositamente nuove soluzioni tecniche.

La stazione dello Jungfraujoch funziona secondo lo stesso principio delle stazioni URAnet aero in pianura. L’aria ambiente viene convogliata su un filtro tramite una presa d’aria riscaldata. Durante il prelievo del campione, uno spettrometro gamma misura continuamente la concentrazione dei radionuclidi presenti nell’aria trattenuti dal filtro. Se compaiono concentrazioni elevate di radioattività artificiale, viene inviato un messaggio d’allarme. La misurazione automatica diretta sullo Jungfraujoch, tuttavia, si distingue dalle altre stazioni di misurazione URAnet aero per il volume d’aria filtrato molto maggiore ed è quindi significativamente più sensibile. Il design della linea di aspir[...]
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Stazione di misurazione della radioattività sullo Jungfraujoch https://www.radenviro.ch/wp-content/uploads/2025/08/Ansaugkopf-225x300.jpg In Svizzera, l’Ufficio federale della sanità pubblica sorveglia permanentemente la radioattività nell’aria. Le misurazioni…
azione e di altre parti dell’impianto nonché i controlli della pompa, degli elementi riscaldanti e anche dei sensori hanno dovuto essere sviluppati appositamente per questa località. Effettivamente, sullo Jungfraujoch vengono aspirati e filtrati ogni settimana 100 000 m3 d’aria. Ciò consente di identificare e quantificare radionuclidi che sono presenti nell’atmosfera in quantità minime. La realizzazione di questa stazione di misurazione automatica, che consente misurazioni molto sensibili e differenziate nella troposfera libera, è unica nel suo genere. Dopo una settimana, Il filtro viene cambiato e inviato in laboratorio a Berna, dove viene ulteriormente analizzato alla ricerca di tracce di radionuclidi artificiali che possano fornire ulteriori indizi di un evento. Questa misurazione in laboratorio completa i valori misurati delle altre sei stazioni dello stesso tipo (HVS) sull’Altopiano e nella Svizzera meridionale. In caso di necessità è possibile identificare anche altri radionuclidi non rilevabili tramite la spettrometria gamma, come per esempio il plutonio.
URAnet FHT Altopiano Stazione automatica Jungfraujoch HVS
Portata

15 m3/h

600 m3/h

600 m3/h

Limite di rivelazione (134Cs)

5 mBq/m3

(dopo 12 ore)

1 mBq/m3
(dopo 12 ore)

0.1 µBq/m3
(dopo 1 settimana)
Misura in modo continuo in modo continuo ritardato (laboratorio) Funzione di allarme si si no
Trasmissione dei dati e allarme
I segnali di misurazione registrati continuamente vengono analizzati ogni cinque minuti e i risultati trasmessi a una centrale tramite la rete dati di MeteoSvizzera. Gli allarmi tecnici in caso di anomalie di funzionamento sono gestiti dall’UFSP e da MeteoSvizzera, mentre quelli concernenti la radioattività sono trasmessi contemporaneamente anche alla Centrale nazionale d’allarme CENAL, aggregata al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport. I risultati della misurazione diretta sono disponibili in tempo reale su radenviro.ch, insieme a informazioni generali sulla stazione.

Se viene rilevata radioattività di origine sconosciuta o vi è il sospetto che questa provenga da attività illegali, la Svizzera notifica l’evento all’IAEA, come è avvenuto per esempio nel 2017, quando è stato rilevato rutenio-106 in Ticino.
Descrizione tecnica
L'aria ambiente viene aspirata con una portata di 600 m³/h tramite una testa di aspirazione riscaldata, quindi convogliata attraverso un filtro di 40 × 50 cm. Una pompa regolata garantisce una portata costante. Sotto il filtro è installato un rilevatore al germanio ad alta purezza (HPGe, efficienza relativa 40%), che registra continuamente lo spettro gamma con un'elevata risoluzione energetica.

Il rivelatore è mantenuto a una temperatura di –160 °C grazie a un sistema di raffreddamento elettrico. L'intero impianto è controllato dal software HVS-Control, che trasmette le istruzioni al controllore a logico programmabile (PLC), assicura la comunicazione con il rivelatore e gestisce lo scambio di dati. Il PLC riceve ed elabora i segnali provenienti dai diversi sensori (ad es. temperatura nella testa di aspirazione, temperatura e frequenza della pompa) e comanda i diversi componenti.

L'analisi dei segnali dello spettrometro gamma viene effettuata utilizzando un analizzatore multicanale associato a un software dedicato.

https://www.radenviro.ch/wp-content/uploads/2025/10/post-JFJ-italien.gif
Galleria fotografica

André Gurtner

Source: https://www.radenviro.ch/radioaktivitaets-messstation-auf-dem-jungfraujoch/

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New radioactivity monitoring station at Jungfraujoch
This publication is only available in French, German and italian.

André Gurtner

Source: https://www.radenviro.ch/?p=14779

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40 Jahre Tschernobyl
Der Atomunfall vom 26. April 1986 setzte viel Radioaktivität in die Luft frei. Auch die Schweiz war davon betroffen. Noch heute sind bei uns im Boden Cäsium-137-Ablagerungen von damals nachweisbar.

https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2139.png Belastete Wildschweine: Gewisse Pilze, etwa «Hirschtrüffel», reichern Radioaktivität besonders stark an. Wildschweine fressen solche Pilze, was zu einer erhöhten Cäsium-Konzentration in ihrem Fleisch führen kann, wie Messungen im Tessin gezeigt haben. Kontrollen helfen, um zu sehen, ob Höchstgehalte überschritten werden.

Überwachung heute: Um einen Anstieg von Radioaktivität in der Umwelt rasch zu erkennen, betreibt das BAG auch ein Messnetz zur Erfassung der Radioaktivität in der Luft. Dieses wurde im Herbst 2025 mit einer Messstation auf dem Jungfraujoch ergänzt.

https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png Weitere Informationen: Tschernobyl: 40 Jahre nach dem Atomunfall – welche Spuren hat er in der Schweiz hinterlassen?

Philipp Steinmann

Source: https://www.radenviro.ch/?p=18244

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40 anni dopo Chernobyl
L’incidente nucleare del 26 aprile 1986 ha provocato il rilascio di molta radioattività nell’aria. Anche la Svizzera ne è stata colpita. Ancora oggi nel nostro suolo si rilevano depositi di cesio 137.

https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2139.png Cinghiali contaminati: alcuni funghi, come il «tartufo dei cervi», accumulano livelli particolarmente elevati di radioattività. I cinghiali si cibano di questi funghi e possono quindi presentare una maggiore concentrazione di cesio nella loro carne, come dimostrano alcune misurazioni effettuate in Ticino. I controlli servono a verificare l’eventuale superamento dei valori massimi.

La sorveglianza oggi: Per rilevare rapidamente qualsiasi aumento della radioattività nell’ambiente, l’UFSP gestisce anche una rete di misurazione nell’aria, che è stata potenziata nell’autunno 2025 con una nuova stazione di misurazione sullo Jungfraujoch.

https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png Per maggiori informazioni: Chernobyl: 40 anni dopo l’incidente nucleare, quale eredità per la Svizzera?

Philipp Steinmann

Source: https://www.radenviro.ch/?p=18254

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Publication of the 2025 Annual Report
https://www.radenviro.ch/wp-content/uploads/2026/08/Page_couverture_2025_livre-220x300.png Radioactivity in the Environment and Radiation Doses in Switzerland

Monitoring radioactivity in Switzerland: a constant commitment since 1956

For 70 years, Switzerland has continuously monitored radioactivity in its environment. This national programme has two main objectives:

To detect rapidly any increase in artificial radioactivity that could endanger public health in the event of a radiological accident.

To measure and track reference levels of natural and artificial radioactivity in order to accurately assess the radiation doses received by the population.

This monitoring also includes the follow-up of past contamination, particularly from atmospheric nuclear weapons tests in the 1950s and 1960s, as well as from the Chernobyl accident.

It also serves to assess the actual impact of nuclear power plants, research centres and companies using radioactive substances on the environment and nearby populations.

Each year, the FOPH, in collaboration with ENSI, Suva and the cantons, develops a sampling and measurement programme covering the entire country. This network also involves other federal laboratories and various university institutes. The FOPH collects, analyses and interprets all the data, and publishes the full results in its Annual Report on Radioactivity in the Environment in Switzerland, together with an estimate of the radiation doses to the population.

Read the full report and see the latest results →

André Gurtner

Source: https://www.radenviro.ch/?p=13123

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Pubblicazione del rapporto annuale 2025
https://www.radenviro.ch/wp-content/uploads/2026/08/Page_couverture_2025_livre-220x300.png Radioattività nell’ambiente e dosi di radiazione in Svizzera

Sorveglianza della radioattività in Svizzera: un impegno costante dal 1956

Da 70 anni, la Svizzera controlla ininterrottamente la radioattività presente nel suo ambiente. Questo programma nazionale ha due obiettivi principali:

Rilevare rapidamente qualsiasi aumento della radioattività di origine artificiale che, in caso di incidente radiologico, potrebbe mettere in pericolo la salute della popolazione.

Misurare e monitorare i valori di riferimento della radioattività naturale e artificiale, al fine di valutare con precisione le dosi di radiazione ricevute dalla popolazione.

Questa sorveglianza comprende anche il monitoraggio delle contaminazioni passate, dovute in particolare agli esperimenti nucleari atmosferici degli anni ’50 e ’60 o all’incidente di Chernobyl.

Essa permette inoltre di valutare l’impatto reale delle centrali nucleari, dei centri di ricerca e delle imprese che utilizzano sostanze radioattive sull’ambiente e sulla popolazione circostante.

Ogni anno, l’UFSP elabora, in collaborazione con l’IFSN, la SUVA e i cantoni, un programma di prelievi e misurazioni che copre l’intero territorio nazionale. A questa rete partecipano anche altri laboratori federali e diversi istituti universitari. L’UFSP raccoglie, analizza e interpreta tutti i dati e pubblica i risultati completi nel Rapporto annuale sulla radioattività nell’ambiente in Svizzera, accompagnato dalla stima delle dosi di radiazione per la popolazione.

Consulta il rapporto completo e i risultati più recenti →

André Gurtner

Source: https://www.radenviro.ch/publication-du-rapport-annuel-2024/

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