Mostly, I Write
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Storie e pensieri suoi e di altri, raccolti da Antonio Dini http://www.antoniodini.com
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Ci sono i virus per Mac? Certamente, come ce ne sono per Windows e per Linux. Andrebbero più correttamente categorizzati come “malware”, ombrello che racchiude virus, spyware, worm, macro dannose. Nessun sistema è “sicuro”, così come nessun sistema è “stabile” in modo assoluto. Ci si muove lungo una linea di crescente o calante sicurezza o stabilità, e l’attrattività di un sistema per i malintenzionati che producono malware è dettata dalla sua diffusione e relativa sicurezza o stabilità naturale.

In questo caso la scoperta è di un attacco basato su Macro di Word per Mac. Un attacco che si basa sulla principale debolezza di ogni sistema: l’utente che sta davanti allo schermo.

Money quote: “Overall this malware sample isn't particularly advanced. It relies on user interaction (to open a malicious document in Microsoft Word, (not Apple's Pages)), as well as needs macros to be enabled. Most users know never to allow macros - right!?! Moreover using an open-source implant likely ensures that detection software should detect it - right!?

However let's be nice and give the attackers some credit. By using a macros in Word document they are exploiting the weakest link; humans! And moreover since macros are 'legitimate' functionality (vs. say a memory corruption vulnerability) the malware's infection vector doesn't have to worry about crashing the system nor being 'patched' out. ”

https://objective-see.com/blog/blog_0x17.html
Forwarded from MacchiaChannel
Un pezzo di Francesco Costa che definire condivisibile è poco, e racconta chi è Chiara Ferragni ma, soprattutto, l'invidia nei confronti di Chiara Ferragni.

Link: http://42h.it/2kZIhLj
Parliamo ancora di conseguenze nell'amare (troppo) i libri: la bibliomania, perché no? Una malattia alquanto interessante.

Money quote: “One of the concerns in the early 19th century regarding book collecting was the fear that by hoarding books, buyers were denying their fellow countrymen their patrimony. The image of the rich dilettante was one of the conspicuous consumer of books that would never be read – the old TBR pile – therefore keeping books out of an intellectual commons. The collector was often portrayed as having a kind of antisocial disease that kept him from contributing to the greater good by sharing his printed riches. But the origin for many literary anthologies lay in the libraries of these private collectors – who were, in their own way, establishing a national literary inheritance.”

https://www.theguardian.com/books/2017/jan/26/bibliomania-the-strange-history-of-compulsive-book-buying
La situazione è complessa, ci sono molti piani di lettura dopo il titolo di Libero (cioè di Vittorio Feltri) sulla sindaca Virginia Raggi (“Patata bollente”) e l’apparentemente sconnesso (rispetto a Libero) tweet di Asia Argento su Giorgia Meloni (le dà della “lardosa”). Francesco Merlo su Repubblica sceglie a mio avviso il più mediocre: non aveva niente da dire? Forse la banalità del mondo l’ha nauseato? Forse la sua percezione è orientata verso altri orizzonti di senso? Ma lo pagano per scrivere e quindi ha fatto il compitino.

Money quote: “Lardo e patate dunque, come il piatto triestino di cucina povera, “patate in tecia”: sapori forti e sostanza debole, surrogati di gastronomia, la sapida miseria servita in tavola.”

http://www.repubblica.it/politica/2017/02/11/news/raggi_lardo_e_patate_nel_menu_del_trash-158044680/?ref=HRER2-1
Blinky, l’editor di testo “old style”: il mio articolo per Macity. Blinky è super-divertente!

Money quote: “Avete voglia di scrivere su un terminale CRT ai fosfori verdi? Ecco come trasformare il vostro MacBook in uno strumento preistorico”

http://www.macitynet.it/blinky-leditor-testo-old-style/
Rage against the machine. Il problema non sono i cinesi, il problema sono le macchine, è la tecnologia. Due secoli dopo, ancora non abbiamo fatto pace con le nostre creazioni. Wired US ci va giù duro e secondo me esagera, però c’è sempre il senso che la discontinuità a cui stiamo assistendo probabilmente non è nuova, ma sicuramente è molto veloce. Troppo veloce.

Money quote: “At a time when the Trump administration is promising to make America great again by restoring old-school manufacturing jobs, AI researchers aren’t taking him too seriously. They know that these jobs are never coming back, thanks in no small part to their own research, which will eliminate so many other kinds of jobs in the years to come, as well. At Asilomar, they looked at the real US economy, the real reasons for the “hollowing out” of the middle class. The problem isn’t immigration—far from it. The problem isn’t offshoring or taxes or regulation. It’s technology.”

https://www.wired.com/2017/02/ai-threat-isnt-skynet-end-middle-class/
La foto della domenica
Intervista alla parte Big data del team per l'attuazione dell'agenzia digitale. Forse sono partigiano, ma è venuto un articolo efficace.

Money quote: "Nella Silicon Valley i dati sono considerati il nuovo petrolio. Lo Stato è il soggetto che ha la possibilità di trarne la massima utilità per la collettività e attivare circuiti virtuosi, ad esempio ispirando e abilitando attività analoghe nei distretti industriali e per le associazioni professionali. Le possibilità sono davvero senza limiti. Forse i dati non sono petrolio; sono davvero la materia di cui sono fatti i sogni."

http://nova.ilsole24ore.com/progetti/linteroperabilita-di-big-data-in-chiave-open/
Ghost in the Shell è una specie di capolavoro nipponico del cyberpunk. Ci sono almeno due generazioni (se non tre) del manga e degli anime di Shirow Masamune (è uno pseudonimo non invertibile). Adesso arriva il film con Scarelett Johansson.

Una prece. Signore dei manga e degli anime, fa che non sia una tavanata.

Qui il secondo trailer (vale la pena, se non altro per i panorami post-urbani alla Blade Runner). L’uscita del film è prevista nelle sale americane il 31 marzo 2017 e il Italia il 30 marzo

https://www.youtube.com/watch?v=tRkb1X9ovI4
Mi piace molto un certo approccio descrittivo e investigativo, avvolto però in un velo di parole che mostrino l’umanità di chi scrive, quando si affronta l’argomento della malattia, del cervello, della mente. Mi piace Oliver Sacks, per dire (che, non c’entra, ma ha lasciato un ultimo blocchetto di parole intitolato da noi “Gratitudine”, prima di morire), e invece soffro quando leggo dell’ennesima supercazzola delle neuroscienze. In questo caso, a sorpresa, ho trovato questa piccola storia che potrebbe rimettere a tutti noi i piedi per terra, riportarci nella neurologia quando era narrazione non (come oggi) completamente separata dalla psicologia.

Anche se, lasciatemelo dire, una storia così era meglio se la raccontava uno che non scrive con il machete: l’umanità di un trattore che ara il campo. Mamma mia. Quindi, cioè, magari non leggetelo va, che a me è già passata la voglia.

Money quote: “Without an intact and functioning hippocampus, Johnson, who was in her late 50s at the time, no longer had access to most of the vast store of memories she’d accumulated over her lifetime. She didn’t remember that she had once been married. She no longer knew that her beloved father had died nearly 20 years earlier. The farm in upstate New York where she’d been living for a decade, and which she deeply loved, was completely unfamiliar. She did recognise her mother and sister, but her oldest and closest friends were now complete strangers to her.”

https://aeon.co/essays/what-amnesiac-patients-can-tell-us-about-how-memories-are-made
E così a Donald Trump gli è pure scappato il refuso nel poster di celebrazione dell’elezione. Quello ufficiale, a cura del suo staff alla Casa Bianca. Tanto per far capire che sono gente precisa. (Hint: ”no challenge is TO great”, manca una O)

Money quote: “Trump just revealed his official inauguration poster and it has a glaring typo”

http://usuncut.com/news/trump-just-revealed-official-inauguration-poster-glaring-typo/
Diventa difficile lavorare quando hai un presidente come Donald Trump. No, sul serio

Money quote: “Kris Duggan, the CEO of BetterWorks, says that anecdotally he’s seen some changes at the workplace since the election. That’s why the company commissioned the survey in the first place. "People spend time on Facebook, they go and look at cat photos and have some down time, and that's fine. With all the political posts, it seemed like people were getting worked up, argumentative, and distracted," says Duggan.”

https://www.theatlantic.com/business/archive/2017/02/work-politics/516120/