Forwarded from Flavius Florin Harabor || 2088.it
Claude 4.8 e 5: l'ecosistema completo!
24 pagine nate da test, prove e utilizzo quotidiano di Claude AI 4.8 e Claude AI 5.
Cosa c'è dentro:
⏺ Opus 4.8 vs Fable 5: cosa cambia davvero e la regola dei tre secondi per scegliere
⏺ Chat, Progetti, Skill, Code e Cowork: una scheda per ciascuno, con l'errore più comune e il trucco in più
⏺ Il modello a scatole cinesi: finalmente capisci dove si clicca
⏺ Le 9 skill che scrivono i prompt al posto tuo, con i SKILL.md completi da copiare
⏺ Il piano dei primi 7 giorni e il glossario per chi parte da zero
È il quarto capitolo della serie, dopo L'anatomia di un prompt per Claude 5, la guida ai Connettori e la guida sul come realizzare un sito in 60 minuti.
Nonostante questa guida sia collegata alle altre tre, posso dirvi che legge da sola, senza aver letto le altre.
ℹ️ Acquista e scarica qui:
🔗 https://ko-fi.com/s/68caf5472b
Chi la legge per "primo" e mi manda un feedback qui sul canale mi aiuta a renderla migliore nei prossimi aggiornamenti.
Tag: #ClaudeAI #Claude #NoCode #Website #ebook #guidepassoapasso
24 pagine nate da test, prove e utilizzo quotidiano di Claude AI 4.8 e Claude AI 5.
Cosa c'è dentro:
È il quarto capitolo della serie, dopo L'anatomia di un prompt per Claude 5, la guida ai Connettori e la guida sul come realizzare un sito in 60 minuti.
Nonostante questa guida sia collegata alle altre tre, posso dirvi che legge da sola, senza aver letto le altre.
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Forwarded from Fast Forward
Quello che nessuno ha capito dell'AI nella Ricerca. O Quasi.
https://giorgiotaverniti.substack.com/p/quello-che-nessuno-ha-capito-dellai
È uscita. Sono molto contento di questa edizione ❤️
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È uscita. Sono molto contento di questa edizione ❤️
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Forwarded from editings.eu
📰 La Serie A pubblica uno spot anti pirateria realizzato con AI – Un clamoroso ‘autogol’?
👓 https://editings.eu/la-serie-a-pubblica-uno-spot-anti-pirateria-realizzato-con-ai-un-clamoroso-autogol
✍️ Federico Samperi in #Notizie_generali #Videomaking
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✍️ Federico Samperi in #Notizie_generali #Videomaking
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Forwarded from Flavius Florin Harabor || 2088.it
FORTRAN
Nel 1954, persino per calcolare un'operazione banale come $1 + 1$ servivano trenta estenuanti righe di istruzioni scritte a mano.
L'informatica era un lavoro certosino, quasi artigianale, consumato ad armeggiare direttamente con l'hardware in un linguaggio assembly ostico e spietato.
Quando John Backus, un giovane matematico di IBM, varcò la soglia dei suoi superiori proponendo un'idea folle — insegnare alla macchina a scriversi il codice da sola —, la reazione fu una sola: scetticismo puro. I programmatori dell'epoca, custodi dell'arte dell'ottimizzazione, lo derisero apertamente.
In quegli anni il contesto non perdonava azzardi. L'IBM 704, il gigantesco mainframe per cui Backus stava lavorando, non si acquistava: si noleggiava a cifre astronomiche, con tariffe orarie che superavano di gran lunga lo stipendio di qualunque ingegnere. Un secondo di calcolo sprecato era un capitale buttato al vento. L'efficienza era un'ossessione, e nessuno credeva che un automatismo potesse competere con l'intuito umano nel limare e ottimizzare ogni singolo registro di memoria.
Per tre anni, isolati in una scommessa che molti consideravano fallimentare, Backus e il suo team lavorarono nell'ombra. Il loro non doveva essere un semplice traduttore, ma un prodigio di logica: un compilatore capace di vivisezionare la struttura di un programma, stanare gli sprechi, spostare le istruzioni inutili fuori dai cicli e riorganizzare il flusso con la fredda precisione di un maestro di scacchi.
Nel 1957 avvenne il miracolo. IBM lanciò ufficialmente FORTRAN.
Quando i primi test compararono i risultati, il mondo dell'informatica rimase pietrificato. Il codice generato da FORTRAN toccava un'efficienza incredibile, pari al 90% di quello ottimizzato a mano dai migliori esperti del pianeta. Ma la vera magia era un'altra: d'un tratto, un ingegnere non doveva più smarrirsi nei labirinti della memoria. Bastava scrivere una formula algebrica pulita e familiare, come $C = A + B$.
Con un colpo solo, le righe di codice necessarie crollarono di venti volte.
Il tempo di sviluppo si azzerò, il carico cognitivo si dissolse e la programmazione smise di essere una prigione per pochi eletti.
FORTRAN non si limitò ad avere successo: polverizzò ogni resistenza, travolse l'industria e dimostrò al mondo che l'era dei linguaggi di alto livello era finalmente iniziata.
Tag: #AppuntamentoConLaStoria #Informatica #Programmazione #Fortran
Nel 1954, persino per calcolare un'operazione banale come $1 + 1$ servivano trenta estenuanti righe di istruzioni scritte a mano.
L'informatica era un lavoro certosino, quasi artigianale, consumato ad armeggiare direttamente con l'hardware in un linguaggio assembly ostico e spietato.
Quando John Backus, un giovane matematico di IBM, varcò la soglia dei suoi superiori proponendo un'idea folle — insegnare alla macchina a scriversi il codice da sola —, la reazione fu una sola: scetticismo puro. I programmatori dell'epoca, custodi dell'arte dell'ottimizzazione, lo derisero apertamente.
In quegli anni il contesto non perdonava azzardi. L'IBM 704, il gigantesco mainframe per cui Backus stava lavorando, non si acquistava: si noleggiava a cifre astronomiche, con tariffe orarie che superavano di gran lunga lo stipendio di qualunque ingegnere. Un secondo di calcolo sprecato era un capitale buttato al vento. L'efficienza era un'ossessione, e nessuno credeva che un automatismo potesse competere con l'intuito umano nel limare e ottimizzare ogni singolo registro di memoria.
Per tre anni, isolati in una scommessa che molti consideravano fallimentare, Backus e il suo team lavorarono nell'ombra. Il loro non doveva essere un semplice traduttore, ma un prodigio di logica: un compilatore capace di vivisezionare la struttura di un programma, stanare gli sprechi, spostare le istruzioni inutili fuori dai cicli e riorganizzare il flusso con la fredda precisione di un maestro di scacchi.
Nel 1957 avvenne il miracolo. IBM lanciò ufficialmente FORTRAN.
Quando i primi test compararono i risultati, il mondo dell'informatica rimase pietrificato. Il codice generato da FORTRAN toccava un'efficienza incredibile, pari al 90% di quello ottimizzato a mano dai migliori esperti del pianeta. Ma la vera magia era un'altra: d'un tratto, un ingegnere non doveva più smarrirsi nei labirinti della memoria. Bastava scrivere una formula algebrica pulita e familiare, come $C = A + B$.
Con un colpo solo, le righe di codice necessarie crollarono di venti volte.
Il tempo di sviluppo si azzerò, il carico cognitivo si dissolse e la programmazione smise di essere una prigione per pochi eletti.
FORTRAN non si limitò ad avere successo: polverizzò ogni resistenza, travolse l'industria e dimostrò al mondo che l'era dei linguaggi di alto livello era finalmente iniziata.
Tag: #AppuntamentoConLaStoria #Informatica #Programmazione #Fortran
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Forwarded from Flavius Florin Harabor || 2088.it
COBOL - 1959
Nel 1959, il mondo delle grandi aziende, delle banche e dei ministeri stava affogando nel caos.
I computer commerciali stavano invadendo gli uffici, ma c'era un incubo sistemico: ogni produttore costruiva macchine con un proprio linguaggio proprietario.
Se un'azienda decideva di sostituire un mainframe IBM con uno Sperry Rand, doveva buttare via tutto il software e ricominciare da capo. I programmatori passavano i mesi a traducendo oscure sequenze di codici numerici in linguaggio assembly. L'informatica aziendale era un costo insostenibile, un collo di bottiglia paralizzante.
Fu allora che la Marina degli Stati Uniti e un gruppo di pionieri del settore decisero che era tempo di compiere un atto rivoluzionario. A guidarli c'era una figura leggendaria: Grace Hopper, matematica eccezionale e ufficiale di Marina, convinta da anni che i computer dovessero essere abbastanza intelligenti da capire la lingua degli esseri umani, non il contrario.
La visione era audace: creare un linguaggio unico, universale, che non usasse formule matematiche astruse, ma la lingua madre del mondo degli affari: l'inglese.
Quando il comitato presentò le specifiche del COBOL (COmmon Business-Oriented Language), gli accademici e i puristi del codice scossero la testa provando quasi ribrezzo. Per sommare un valore a un conto corrente non si scriveva un conciso
I critici lo definirono verboso, lento, persino infantile. Predissero che nessun "vero" programmatore avrebbe mai usato uno strumento che assomigliava di più a un saggio di grammatica che a un codice per calcolatori.
Ma avevano fatto i conti senza considerare il potere dell'astrazione.
COBOL fu progettato con una struttura rigida e chiarissima, divisa in "Divisioni" e "Paragrafi", imitando la documentazione aziendale.
Per la prima volta nella storia:
- Un manager o un revisore dei conti poteva aprire il codice di un programma e capire esattamente cosa facesse, senza dover interpellare un ingegnere.
- Un programma scritto per una macchina poteva essere trasferito su un computer di un produttore completamente diverso semplicemente ricompilandolo.
- La gestione dei dati finanziari, dei calcoli decimali ad alta precisione e delle fatturazioni divenne immediata e a prova di errore.
Il successo non fu immediato: fu una valanga.
Il governo degli Stati Uniti stabilì che non avrebbe più acquistato o noleggiato alcun computer che non supportasse il COBOL. Nel giro di pochi anni, l'intero sistema bancario, assicurativo e industriale del pianeta iniziò a girare su questo linguaggio "verboso".
Oltre sessant'anni dopo, l'eredità di quella scommessa è monumentale. Mentre centinaia di linguaggi di programmazione sono nati e morti nel giro di una stagione, COBOL rimane la spina dorsale invisibile della finanza globale: elabora ancora gran parte delle transazioni con carta di credito nel mondo, gestisce i bancomat e sostiene i sistemi contabili delle più grandi multinazionali. Grace Hopper e il suo team non avevano solo creato un linguaggio: avevano costruito le fondamenta dell'economia moderna.
Tag: #AppuntamentoConLaStoria #Informatica #Programmazione #COBOL
Nel 1959, il mondo delle grandi aziende, delle banche e dei ministeri stava affogando nel caos.
I computer commerciali stavano invadendo gli uffici, ma c'era un incubo sistemico: ogni produttore costruiva macchine con un proprio linguaggio proprietario.
Se un'azienda decideva di sostituire un mainframe IBM con uno Sperry Rand, doveva buttare via tutto il software e ricominciare da capo. I programmatori passavano i mesi a traducendo oscure sequenze di codici numerici in linguaggio assembly. L'informatica aziendale era un costo insostenibile, un collo di bottiglia paralizzante.
Fu allora che la Marina degli Stati Uniti e un gruppo di pionieri del settore decisero che era tempo di compiere un atto rivoluzionario. A guidarli c'era una figura leggendaria: Grace Hopper, matematica eccezionale e ufficiale di Marina, convinta da anni che i computer dovessero essere abbastanza intelligenti da capire la lingua degli esseri umani, non il contrario.
La visione era audace: creare un linguaggio unico, universale, che non usasse formule matematiche astruse, ma la lingua madre del mondo degli affari: l'inglese.
Quando il comitato presentò le specifiche del COBOL (COmmon Business-Oriented Language), gli accademici e i puristi del codice scossero la testa provando quasi ribrezzo. Per sommare un valore a un conto corrente non si scriveva un conciso
B = B + T, ma una vera e propria frase di senso compiuto:ADD TRANSACTION-AMOUNT TO ACCOUNT-BALANCE.I critici lo definirono verboso, lento, persino infantile. Predissero che nessun "vero" programmatore avrebbe mai usato uno strumento che assomigliava di più a un saggio di grammatica che a un codice per calcolatori.
Ma avevano fatto i conti senza considerare il potere dell'astrazione.
COBOL fu progettato con una struttura rigida e chiarissima, divisa in "Divisioni" e "Paragrafi", imitando la documentazione aziendale.
Per la prima volta nella storia:
- Un manager o un revisore dei conti poteva aprire il codice di un programma e capire esattamente cosa facesse, senza dover interpellare un ingegnere.
- Un programma scritto per una macchina poteva essere trasferito su un computer di un produttore completamente diverso semplicemente ricompilandolo.
- La gestione dei dati finanziari, dei calcoli decimali ad alta precisione e delle fatturazioni divenne immediata e a prova di errore.
Il successo non fu immediato: fu una valanga.
Il governo degli Stati Uniti stabilì che non avrebbe più acquistato o noleggiato alcun computer che non supportasse il COBOL. Nel giro di pochi anni, l'intero sistema bancario, assicurativo e industriale del pianeta iniziò a girare su questo linguaggio "verboso".
Oltre sessant'anni dopo, l'eredità di quella scommessa è monumentale. Mentre centinaia di linguaggi di programmazione sono nati e morti nel giro di una stagione, COBOL rimane la spina dorsale invisibile della finanza globale: elabora ancora gran parte delle transazioni con carta di credito nel mondo, gestisce i bancomat e sostiene i sistemi contabili delle più grandi multinazionali. Grace Hopper e il suo team non avevano solo creato un linguaggio: avevano costruito le fondamenta dell'economia moderna.
Tag: #AppuntamentoConLaStoria #Informatica #Programmazione #COBOL
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