🌍 Wikipedia ha dovuto rimuovere un articolo a livello globale per ordine di un tribunale indiano
Wikipedia ha rimosso la pagina "Asian News International v. Wikimedia Foundation" su ordine dell'Alta Corte di Delhi, che ha ritenuto che l’articolo potesse interferire con un caso legale in corso. Questo è il primo caso in cui un articolo di Wikipedia in inglese è stato cancellato per ordine di un tribunale.
L'agenzia di notizie indiana Asian News International (ANI) ha fatto causa a Wikipedia chiedendo un risarcimento di 20 milioni di rupie (circa 220.500 €) per diffamazione, accusandola di etichettare ANI come "strumento di propaganda" e di diffondere notizie false. La Corte ha ordinato anche di rivelare l’identità dellɜ utenti responsabili delle modifiche, con la minaccia di bloccare l’accesso a Wikipedia in India.
Questo caso potrebbe creare un precedente in India, influenzando l'accesso a informazioni neutrali e incentivando altre entità a controllare i contenuti su Wikipedia.
https://www.bbc.com/news/articles/cdrdydkypv7o
#Notizia #Censura
@EticaDigitale
Wikipedia ha rimosso la pagina "Asian News International v. Wikimedia Foundation" su ordine dell'Alta Corte di Delhi, che ha ritenuto che l’articolo potesse interferire con un caso legale in corso. Questo è il primo caso in cui un articolo di Wikipedia in inglese è stato cancellato per ordine di un tribunale.
L'agenzia di notizie indiana Asian News International (ANI) ha fatto causa a Wikipedia chiedendo un risarcimento di 20 milioni di rupie (circa 220.500 €) per diffamazione, accusandola di etichettare ANI come "strumento di propaganda" e di diffondere notizie false. La Corte ha ordinato anche di rivelare l’identità dellɜ utenti responsabili delle modifiche, con la minaccia di bloccare l’accesso a Wikipedia in India.
Questo caso potrebbe creare un precedente in India, influenzando l'accesso a informazioni neutrali e incentivando altre entità a controllare i contenuti su Wikipedia.
https://www.bbc.com/news/articles/cdrdydkypv7o
#Notizia #Censura
@EticaDigitale
BBC News
Why Wikipedia has landed in legal trouble in India
India’s largest newswire service ANI has filed a $237,874 defamation lawsuit against Wikimedia Foundation.
🪖 Meta autorizza l'uso dei suoi modelli di intelligenza artificiale per scopi militari statunitensi
Meta ha recentemente modificato la sua politica sull'uso dell'intelligenza artificiale, permettendo l'accesso alle agenzie governative e agli enti di sicurezza nazionale statunitensi. Questo rappresenta un cambio di rotta rispetto alla precedente linea aziendale, che escludeva l’uso dell’IA in ambiti militari e nucleari.
L'azienda giustifica questa scelta come un contributo alla sicurezza e prosperità economica degli Stati Uniti e dei suoi alleati principali, inclusa l'alleanza dei Cinque Occhi (Stati Uniti, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito).
Alcune fonti interne suggeriscono che Meta voglia prevenire una regolamentazione stringente sull'IA software libero da parte del governo USA. A sostegno di questa ipotesi, Reuters ha riportato che istituti cinesi legati al governo avrebbero utilizzato il modello linguistico "Llama" per applicazioni militari - accusa che Meta ha smentito. Tuttavia, più che un impegno etico, sembra che l’azienda miri a rafforzare l’egemonia tecnologica statunitense diffondendo la propria IA a livello globale.
https://www.theverge.com/2024/11/4/24287951/meta-ai-llama-war-us-government-national-security
#Notizia #IA
@EticaDigitale
Meta ha recentemente modificato la sua politica sull'uso dell'intelligenza artificiale, permettendo l'accesso alle agenzie governative e agli enti di sicurezza nazionale statunitensi. Questo rappresenta un cambio di rotta rispetto alla precedente linea aziendale, che escludeva l’uso dell’IA in ambiti militari e nucleari.
L'azienda giustifica questa scelta come un contributo alla sicurezza e prosperità economica degli Stati Uniti e dei suoi alleati principali, inclusa l'alleanza dei Cinque Occhi (Stati Uniti, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito).
Alcune fonti interne suggeriscono che Meta voglia prevenire una regolamentazione stringente sull'IA software libero da parte del governo USA. A sostegno di questa ipotesi, Reuters ha riportato che istituti cinesi legati al governo avrebbero utilizzato il modello linguistico "Llama" per applicazioni militari - accusa che Meta ha smentito. Tuttavia, più che un impegno etico, sembra che l’azienda miri a rafforzare l’egemonia tecnologica statunitense diffondendo la propria IA a livello globale.
https://www.theverge.com/2024/11/4/24287951/meta-ai-llama-war-us-government-national-security
#Notizia #IA
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The Verge
Meta AI is ready for war
Meta is opening the door to the US military.
🌐 L'egemonia della lingua inglese su internet
La rete continua a essere dominata dall'inglese, nonostante il 75% delle persone che lo utilizzano provenga da paesi in cui l’inglese non è lingua ufficiale.
Un’inchiesta del Guardian ha rivelato come Meta e piattaforme simili stiano adottando misure sproporzionate per la moderazione dei contenuti a seconda dellla lingua utilizzata. Per esempio, nel caso del conflitto israelo-palestinese, i contenuti in arabo subiscono una moderazione più severa rispetto a quelli in ebraico, penalizzando le voci palestinesi.
La scarsa rappresentanza di diverse lingue su piattaforme come Google e YouTube, tra cui alcune molto comuni come l’hindi, il bengalese o il kiswahili, non solo riduce l’accesso a servizi online, ma mette a rischio la sopravvivenza di queste ultime, spingendo molte persone ad utilizzare lingue maggiormente supportate.
L’introduzione di modelli di intelligenza artificiale capaci di utilizzarre idiomi diversi, come ChatGPT, ha promesso soluzioni, ma con limiti evidenti. I grandi modelli linguistici multilingua trasferiscono spesso valori e preconcetti dall’inglese alle lingue meno rappresentate, amplificando le disuguaglianze culturali e linguistiche.
Per garantire che tutte le lingue abbiano pari dignità online, è necessario coinvolgere le comunità locali nello sviluppo delle tecnologie linguistiche, e non ostacolarle come invece stanno facendo X e Meta. Solo così internet potrà essere uno spazio veramente equo e accessibile.
https://www.guerredirete.it/internet-non-e-uno-spazio-multilingua/
#Notizia #Politica #Social
@EticaDigitale
La rete continua a essere dominata dall'inglese, nonostante il 75% delle persone che lo utilizzano provenga da paesi in cui l’inglese non è lingua ufficiale.
Un’inchiesta del Guardian ha rivelato come Meta e piattaforme simili stiano adottando misure sproporzionate per la moderazione dei contenuti a seconda dellla lingua utilizzata. Per esempio, nel caso del conflitto israelo-palestinese, i contenuti in arabo subiscono una moderazione più severa rispetto a quelli in ebraico, penalizzando le voci palestinesi.
La scarsa rappresentanza di diverse lingue su piattaforme come Google e YouTube, tra cui alcune molto comuni come l’hindi, il bengalese o il kiswahili, non solo riduce l’accesso a servizi online, ma mette a rischio la sopravvivenza di queste ultime, spingendo molte persone ad utilizzare lingue maggiormente supportate.
L’introduzione di modelli di intelligenza artificiale capaci di utilizzarre idiomi diversi, come ChatGPT, ha promesso soluzioni, ma con limiti evidenti. I grandi modelli linguistici multilingua trasferiscono spesso valori e preconcetti dall’inglese alle lingue meno rappresentate, amplificando le disuguaglianze culturali e linguistiche.
Per garantire che tutte le lingue abbiano pari dignità online, è necessario coinvolgere le comunità locali nello sviluppo delle tecnologie linguistiche, e non ostacolarle come invece stanno facendo X e Meta. Solo così internet potrà essere uno spazio veramente equo e accessibile.
https://www.guerredirete.it/internet-non-e-uno-spazio-multilingua/
#Notizia #Politica #Social
@EticaDigitale
Guerre di Rete
Internet non è uno spazio multilingua - Guerre di Rete
Dalla moderazione dei contenuti all’hate speech, la scarsa considerazione delle piattaforme per lingue diverse dall’inglese ha un impatto anche sui diritti. Cosa cambia con l’avvento dell’intelligenza artificiale.
🇵🇭 Etichettatura rossa: lo strumento di repressione digitale nelle Filippine
In uno degli ultimi rapporti di Amnesty International, gli ultimi due governi filippini (Duterte e Marcos Jr.) risultano aver reso la rete un'arma di disinformazione e repressione nei confronti di chi non si allinea alla linea governativa.
La tecnica più utilizzata è quella della "etichettatura rossa", ovvero bollare chi protesta come appartenente a una forza armata locale comunista nota come Nuovo Esercito del Popolo. L'etichettatura viene fatta diffondendo foto e nomi delle persone scomode (generalmente giovani) sui social, nonostante non ci siano elementi che provino la loro appartenenza alla forza armata. Solo nei primi 6 mesi del 2024, i casi ufficialmente registrati sono stati 450, ma quantificare quelli non segnalati è pressoché impossibile. Donne, comunità LGBT e minoranze indigene del Paese sono le fasce più colpite.
L'etichettatura rossa è possibile anche grazie alla legge antiterrorismo del 2020, che ha dato allo Stato molte più libertà. Queste, tra le varie, hanno portato ad arresti arbitrari, sparizioni e accuse senza prove - in un Paese dove il peso che viene dato alla vita è già alquanto precario.
L'impatto per chi protesta per i diritti è devastante: la paura di essere messe alla gogna, tra stigma sociale e possibili arresti, porta le persone a pensarci due volte prima di fare attivismo. Chi decide di mantenere la testa alta non è invece raro che soffra di patologie come disturbo da stress post-traumatico e depressione, a causa di quello che deve sopportare mentalmente ogni giorno.
Le piattaforme digitali non prendono poi contromisure sufficienti: Facebook è il social più utilizzato nelle Filippine, fondamentale per la vita di tutti i giorni, e molte delle etichettature avvengono qui - a volte addirittura tramite inserzioni pagate. Per quanto Facebook abbia ammesso che c'è un problema di etichettatura rossa e che abbia assicurato di aver impiegato delle misure per mitigarne l'effetto, si rifiuta di fornire i dati di tali misure per valutarne l'impatto.
La moderazione di Facebook rimane infatti perlopiù automatizzata e delle 170 lingue parlate nelle Filippine, ha un personale (non meglio quantificato) in grado di comprenderne solo 2. Gruppi di attivisti denunciano una situazione identica ad anni fa, dove è molto facile evadere i controlli: un annuncio pubblicitario con etichettatura alquanto esplicita, pagato circa 2€, è riuscito ad arrivare a 6-7.000 persone. L'azienda, come in altri casi, non sembra prendere abbastanza sul serio ciò che sta succedendo.
https://www.amnesty.org/en/documents/asa35/8574/2024/en/
#Notizia #Sorveglianza #Legge
@EticaDigitale
In uno degli ultimi rapporti di Amnesty International, gli ultimi due governi filippini (Duterte e Marcos Jr.) risultano aver reso la rete un'arma di disinformazione e repressione nei confronti di chi non si allinea alla linea governativa.
La tecnica più utilizzata è quella della "etichettatura rossa", ovvero bollare chi protesta come appartenente a una forza armata locale comunista nota come Nuovo Esercito del Popolo. L'etichettatura viene fatta diffondendo foto e nomi delle persone scomode (generalmente giovani) sui social, nonostante non ci siano elementi che provino la loro appartenenza alla forza armata. Solo nei primi 6 mesi del 2024, i casi ufficialmente registrati sono stati 450, ma quantificare quelli non segnalati è pressoché impossibile. Donne, comunità LGBT e minoranze indigene del Paese sono le fasce più colpite.
L'etichettatura rossa è possibile anche grazie alla legge antiterrorismo del 2020, che ha dato allo Stato molte più libertà. Queste, tra le varie, hanno portato ad arresti arbitrari, sparizioni e accuse senza prove - in un Paese dove il peso che viene dato alla vita è già alquanto precario.
L'impatto per chi protesta per i diritti è devastante: la paura di essere messe alla gogna, tra stigma sociale e possibili arresti, porta le persone a pensarci due volte prima di fare attivismo. Chi decide di mantenere la testa alta non è invece raro che soffra di patologie come disturbo da stress post-traumatico e depressione, a causa di quello che deve sopportare mentalmente ogni giorno.
Le piattaforme digitali non prendono poi contromisure sufficienti: Facebook è il social più utilizzato nelle Filippine, fondamentale per la vita di tutti i giorni, e molte delle etichettature avvengono qui - a volte addirittura tramite inserzioni pagate. Per quanto Facebook abbia ammesso che c'è un problema di etichettatura rossa e che abbia assicurato di aver impiegato delle misure per mitigarne l'effetto, si rifiuta di fornire i dati di tali misure per valutarne l'impatto.
La moderazione di Facebook rimane infatti perlopiù automatizzata e delle 170 lingue parlate nelle Filippine, ha un personale (non meglio quantificato) in grado di comprenderne solo 2. Gruppi di attivisti denunciano una situazione identica ad anni fa, dove è molto facile evadere i controlli: un annuncio pubblicitario con etichettatura alquanto esplicita, pagato circa 2€, è riuscito ad arrivare a 6-7.000 persone. L'azienda, come in altri casi, non sembra prendere abbastanza sul serio ciò che sta succedendo.
https://www.amnesty.org/en/documents/asa35/8574/2024/en/
#Notizia #Sorveglianza #Legge
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Amnesty International
Philippines: "I turned my fear into courage": Red-tagging and state violence against young human rights defenders in the Philippines…
This report documents how the two successive governments of President Duterte and President Marcos Jr. have weaponized digital tools, misinformation and a flawed anti-terrorism law to create a climate of fear and intimidation amongst young human rights defenders…
🇮🇹 In Veneto si vuole promuovere l'adozione del software libero nelle scuole
In Veneto, un gruppo di lavoro composto da insegnanti, persone volontarie ed esperte ha collaborato per sviluppare un progetto che mira a sostituire il software proprietario nelle scuole (Teams, Gmail, Zoom ecc) con soluzioni libere. Questo approccio non solo offre un'alternativa più economica, ma è anche in linea con le normative che obbligano le PA a considerare con maggiore priorità l'adozione di software libero, il riuso di software esistente, la trasparenza e la privacy.
Tra le funzionalità offerte dal software libero, c'è quella di mantenere i dati personali dellɜ studenti nella rete scolastica, senza che fuoriescano negli enormi server dei grossi colossi digitali. Una volta nella nuvola delle aziende tecnologiche, infatti, i dati diventano facili prede di sistemi di allenamento per IA, profilazione o altri tipi di rischi; mettendo lɜ studenti dinnanzi alla scelta tra diritto allo studio o diritto alla privacy.
Il gruppo ha organizzato diversi incontri formativi, ispirandosi principalmente all'analogo progetto FUSS, già attivo da anni nella provincia autonoma di Bolzano. Il materiale prodotto dal gruppo di lavoro è disponibile sia sul portale dell'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto che sul sito del FUSS. In Veneto, il progetto verrà messo in funzione in tre scuole che faranno da apripista per un eventuale ampliamento.
https://fuss.bz.it/post/2024-11-07_fuss-veneto/
#Notizia #Privacy
@EticaDigitale
In Veneto, un gruppo di lavoro composto da insegnanti, persone volontarie ed esperte ha collaborato per sviluppare un progetto che mira a sostituire il software proprietario nelle scuole (Teams, Gmail, Zoom ecc) con soluzioni libere. Questo approccio non solo offre un'alternativa più economica, ma è anche in linea con le normative che obbligano le PA a considerare con maggiore priorità l'adozione di software libero, il riuso di software esistente, la trasparenza e la privacy.
Tra le funzionalità offerte dal software libero, c'è quella di mantenere i dati personali dellɜ studenti nella rete scolastica, senza che fuoriescano negli enormi server dei grossi colossi digitali. Una volta nella nuvola delle aziende tecnologiche, infatti, i dati diventano facili prede di sistemi di allenamento per IA, profilazione o altri tipi di rischi; mettendo lɜ studenti dinnanzi alla scelta tra diritto allo studio o diritto alla privacy.
Il gruppo ha organizzato diversi incontri formativi, ispirandosi principalmente all'analogo progetto FUSS, già attivo da anni nella provincia autonoma di Bolzano. Il materiale prodotto dal gruppo di lavoro è disponibile sia sul portale dell'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto che sul sito del FUSS. In Veneto, il progetto verrà messo in funzione in tre scuole che faranno da apripista per un eventuale ampliamento.
https://fuss.bz.it/post/2024-11-07_fuss-veneto/
#Notizia #Privacy
@EticaDigitale
FUSS
Buone pratiche nelle scuole del Veneto
Il Progetto FUSS partecipa ai gruppi di lavoro regionali sull’educazione alla legalità
👦 TikTok interdice i filtri di bellezza allɜ minorenni
TikTok ha annunciato l’eliminazione dei filtri che alterano significativamente i volti delle persone minorenni. Ma non i classici filtri che trasformano il viso in una faccia da cane o da gatto, quanto piuttosto quelli che modificano profondamente le caratteristiche facciali, come ridisegnare le labbra, ingrandire gli occhi o smussare le guance. Questi strumenti rischierebbero di promuovere standard di bellezza irrealistici, influenzando negativamente l’autostima dellɜ giovani.
La decisione arriva in un momento critico, con il Regolamento sui Servizi Digitali che impone regole più rigide per proteggere la minore età. TikTok, insieme ad altre piattaforme, è sotto pressione per adeguarsi. Il problema non è solo legale: i filtri spingono lɜ adolescenti, soprattutto le socializzate donne, verso ideali di perfezione artificiale.
Per implementare la misura, TikTok dovrà verificare l’età dell'utenza, portando nella discussione interrogativi su trasparenza e gestione dei dati.
Più che una svolta etica, sembra una mossa strategica per evitare sanzioni, dato che la piattaforma si nutre di interazioni provocate da frustrazione e insoddisfazione.
https://www.theguardian.com/technology/2024/nov/26/tiktok-to-block-teenagers-from-beauty-filters-over-mental-health-concerns
#Notizia #Social
@EticaDigitale
TikTok ha annunciato l’eliminazione dei filtri che alterano significativamente i volti delle persone minorenni. Ma non i classici filtri che trasformano il viso in una faccia da cane o da gatto, quanto piuttosto quelli che modificano profondamente le caratteristiche facciali, come ridisegnare le labbra, ingrandire gli occhi o smussare le guance. Questi strumenti rischierebbero di promuovere standard di bellezza irrealistici, influenzando negativamente l’autostima dellɜ giovani.
La decisione arriva in un momento critico, con il Regolamento sui Servizi Digitali che impone regole più rigide per proteggere la minore età. TikTok, insieme ad altre piattaforme, è sotto pressione per adeguarsi. Il problema non è solo legale: i filtri spingono lɜ adolescenti, soprattutto le socializzate donne, verso ideali di perfezione artificiale.
Per implementare la misura, TikTok dovrà verificare l’età dell'utenza, portando nella discussione interrogativi su trasparenza e gestione dei dati.
Più che una svolta etica, sembra una mossa strategica per evitare sanzioni, dato che la piattaforma si nutre di interazioni provocate da frustrazione e insoddisfazione.
https://www.theguardian.com/technology/2024/nov/26/tiktok-to-block-teenagers-from-beauty-filters-over-mental-health-concerns
#Notizia #Social
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the Guardian
TikTok to block teenagers from beauty filters over mental health concerns
Social media platform under pressure to improve security as it announces plans to block under-13s from signing up
🌐 I modelli di IA e la gestione dei nomi bloccati
Esiste una casistica curiosa che accomuna i modelli linguistici di intelligenza artificiale: l’impossibilità di scrivere certi nomi senza che la conversazione si interrompa.
Questo fenomeno è legato al diritto all’opposizione garantito dalla normativa europea, che consente a chiunque di richiedere la rimozione dei propri dati personali dal trattamento di IA come ChatGPT.
Come nel caso di Guido Scorza, rappresentante del Garante per la privacy, che ha spiegato: “Ho semplicemente esercitato il diritto di opposizione che la normativa europea riconosce a tutte le persone interessate per ottenere che un trattamento iniziato senza consenso venga interrotto. Chiunque, almeno se vive in Europa, può fare altrettanto utilizzando la piattaforma stessa.” Qui il link.
Il problema si si verifica con figure pubbliche, i cui nomi sono essenziali per garantire trasparenza e responsabilità causando dei paradossi e limitando l’accesso a informazioni di pubblico interesse, in quanto questi sistemi non sono in grado di distinguere tra dati personali e semplici parole.
Questa situazione porta a riflettere su come strumenti come ChatGPT siano percepiti come fonti di informazioni attendibili quando in realtà sono indatti a sostituire motori di ricerca e giornali.
https://www.internazionale.it/notizie/alberto-puliafito/2024/12/09/lista-nomi-proibiti-intelligenza-artificiale
#Notizia #IA
@EticaDigitale
Esiste una casistica curiosa che accomuna i modelli linguistici di intelligenza artificiale: l’impossibilità di scrivere certi nomi senza che la conversazione si interrompa.
Questo fenomeno è legato al diritto all’opposizione garantito dalla normativa europea, che consente a chiunque di richiedere la rimozione dei propri dati personali dal trattamento di IA come ChatGPT.
Come nel caso di Guido Scorza, rappresentante del Garante per la privacy, che ha spiegato: “Ho semplicemente esercitato il diritto di opposizione che la normativa europea riconosce a tutte le persone interessate per ottenere che un trattamento iniziato senza consenso venga interrotto. Chiunque, almeno se vive in Europa, può fare altrettanto utilizzando la piattaforma stessa.” Qui il link.
Il problema si si verifica con figure pubbliche, i cui nomi sono essenziali per garantire trasparenza e responsabilità causando dei paradossi e limitando l’accesso a informazioni di pubblico interesse, in quanto questi sistemi non sono in grado di distinguere tra dati personali e semplici parole.
Questa situazione porta a riflettere su come strumenti come ChatGPT siano percepiti come fonti di informazioni attendibili quando in realtà sono indatti a sostituire motori di ricerca e giornali.
https://www.internazionale.it/notizie/alberto-puliafito/2024/12/09/lista-nomi-proibiti-intelligenza-artificiale
#Notizia #IA
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Internazionale
La lista dei nomi proibiti dall’intelligenza artificiale - Alberto Puliafito
I modelli linguistici di ia devono evitare di produrre testi che violino la legge o usino linguaggio inappropriato. E, in alcuni casi, anche di scrivere certi nomi di persona. Leggi
🤖 Embodied, azienda di IA, chiude e disattiva i robot per giovani neurodivergenti già acquistati dalle famiglie
La società di intelligenza artificiale Embodied ha cessato le attività a causa di difficoltà finanziarie dovute al ritiro improvviso dei fondi. Di conseguenza, Moxie, il suo robot progettato per supportare bambinɜ neurodivergenti, ha smesso di funzionare, essendo basato su modelli linguistici in cloud ora inattivi. Il risultato? Famiglie lasciate senza alternative né rimborsi, costrette a spiegare allɜ loro figlɜ perché un dispositivo pensato per offrire supporto è improvvisamente diventato inutile.
Questo caso evidenzia ancora una volta i limiti di un modello dipendente da infrastrutture centralizzate e orientato al profitto a breve termine, in cui persino strumenti essenziali per le persone più vulnerabili vengono trattati come semplici prodotti di consumo usa e getta.
https://aftermath.site/moxie-robot-ai-dying-llm-embodied
#Notizia #Social
@EticaDigitale
La società di intelligenza artificiale Embodied ha cessato le attività a causa di difficoltà finanziarie dovute al ritiro improvviso dei fondi. Di conseguenza, Moxie, il suo robot progettato per supportare bambinɜ neurodivergenti, ha smesso di funzionare, essendo basato su modelli linguistici in cloud ora inattivi. Il risultato? Famiglie lasciate senza alternative né rimborsi, costrette a spiegare allɜ loro figlɜ perché un dispositivo pensato per offrire supporto è improvvisamente diventato inutile.
Questo caso evidenzia ancora una volta i limiti di un modello dipendente da infrastrutture centralizzate e orientato al profitto a breve termine, in cui persino strumenti essenziali per le persone più vulnerabili vengono trattati come semplici prodotti di consumo usa e getta.
https://aftermath.site/moxie-robot-ai-dying-llm-embodied
#Notizia #Social
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Aftermath
AI Company That Made Robots For Kids Goes Under, Robots Die - Aftermath
Embodied, maker of the AI robot called Moxie, is shuttering. With their closing, parents have to explain to their kids that Moxie is dead.
🇩🇪 Più di 60 università abbandonano X in quanto contro i principi scientifici e democratici
Qualche settimana fa più di 60 università e istituti di ricerca tedeschi hanno annunciato il loro ritiro daTwitter X a causa dell'incompatibilità coi propri valori: integrità scientifica, trasparenza e discorso democratico.
I recenti cambiamenti nell'algoritmo della piattaforma, come la spinta crescente di contenuti populisti di destra e la riduzione della portata dei contenuti organici, hanno reso l'utilizzo del social inaccettabile per le organizzazioni coinvolte. Alcune di queste sono già attive su Mastodon, l'alternativa etica aTwitter X.
https://nachrichten.idw-online.de/2025/01/10/hochschulen-und-forschungsinstitutionen-verlassen-plattform-x-gemeinsam-fuer-vielfalt-freiheit-und-wissenschaft
#Notizia #Social
@EticaDigitale
Qualche settimana fa più di 60 università e istituti di ricerca tedeschi hanno annunciato il loro ritiro da
I recenti cambiamenti nell'algoritmo della piattaforma, come la spinta crescente di contenuti populisti di destra e la riduzione della portata dei contenuti organici, hanno reso l'utilizzo del social inaccettabile per le organizzazioni coinvolte. Alcune di queste sono già attive su Mastodon, l'alternativa etica a
https://nachrichten.idw-online.de/2025/01/10/hochschulen-und-forschungsinstitutionen-verlassen-plattform-x-gemeinsam-fuer-vielfalt-freiheit-und-wissenschaft
#Notizia #Social
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nachrichten.idw-online.de
Hochschulen und Forschungsinstitutionen verlassen Plattform X - Gemeinsam für Vielfalt, Freiheit und Wissenschaft
🇮🇹 Paragon: chiariamo la questione del programma spia nel telefono delle persone critiche del governo
Pochi giorni fa è emerso che giornalistɜ e attivistɜ in Italia sono statɜ vittime di sorveglianza tramite il programma spia Graphite, sviluppato dall'azienda israeliana Paragon Solutions.
Questo programma, teoricamente destinato alla lotta contro il crimine e il terrorismo, è stato usato per infiltrarsi nei dispositivi di almeno 90 persone nel mondo, tra cui Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e Luca Casarini, attivista di Mediterranea Saving Humans.
L'attacco informatico è avvenuto tramite WhatsApp, con un metodo sofisticato che permette l'infezione senza che la vittima compia alcuna azione. Una volta installato, Graphite può intercettare messaggi, accedere a foto e contatti, tracciare la posizione e persino attivare microfono e fotocamera all'insaputa dell'utente.
Una volta scoperto l'attacco, WhatsApp ha avvisato le vittime, inviando anche una diffida a Paragon Solutions. Il governo italiano ha minimizzato la vicenda, affermando di aver monitorato solo sette numeri senza includere giornalistɜ o attivistɜ. Ma, in tutta risposta, la società israeliana ha reagito sospendendo il contratto con l'Italia, segnalando che il Paese ne aveva violato le condizioni.
La questione è arrivata fino alla Commissione Europea, che ha espresso preoccupazione per la sorveglianza illegale, specialmente se diretta contro giornalistɜ e opponenti politicɜ. Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di crescita dell’industria dei programmi spia. Perché se perfino i governi democratici usano questi strumenti con la giustificazione della lotta al crimine, la linea tra sicurezza e controllo politico diventa sempre più sfumata. Lo dimostrano i casi analoghi di Pegasus e Predator, programmi simili utilizzati in diversi Paesi per spiare attivistɜ e giornalistɜ.
Il caso di Cancellato e Casarini è emblematico: entrambi non sono criminali né terroristi, ma le loro posizioni critiche nei confronti del governo potrebbero averli resi bersagli. Se la sorveglianza può colpire chiunque, inizia a essere difficile parlare di società democratica.
https://www.ilpost.it/2025/02/06/spionaggio-whatsapp-spyware-graphite/
#Notizia #Politica #Sorveglianza
@EticaDigitale
Pochi giorni fa è emerso che giornalistɜ e attivistɜ in Italia sono statɜ vittime di sorveglianza tramite il programma spia Graphite, sviluppato dall'azienda israeliana Paragon Solutions.
Questo programma, teoricamente destinato alla lotta contro il crimine e il terrorismo, è stato usato per infiltrarsi nei dispositivi di almeno 90 persone nel mondo, tra cui Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e Luca Casarini, attivista di Mediterranea Saving Humans.
L'attacco informatico è avvenuto tramite WhatsApp, con un metodo sofisticato che permette l'infezione senza che la vittima compia alcuna azione. Una volta installato, Graphite può intercettare messaggi, accedere a foto e contatti, tracciare la posizione e persino attivare microfono e fotocamera all'insaputa dell'utente.
Una volta scoperto l'attacco, WhatsApp ha avvisato le vittime, inviando anche una diffida a Paragon Solutions. Il governo italiano ha minimizzato la vicenda, affermando di aver monitorato solo sette numeri senza includere giornalistɜ o attivistɜ. Ma, in tutta risposta, la società israeliana ha reagito sospendendo il contratto con l'Italia, segnalando che il Paese ne aveva violato le condizioni.
La questione è arrivata fino alla Commissione Europea, che ha espresso preoccupazione per la sorveglianza illegale, specialmente se diretta contro giornalistɜ e opponenti politicɜ. Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di crescita dell’industria dei programmi spia. Perché se perfino i governi democratici usano questi strumenti con la giustificazione della lotta al crimine, la linea tra sicurezza e controllo politico diventa sempre più sfumata. Lo dimostrano i casi analoghi di Pegasus e Predator, programmi simili utilizzati in diversi Paesi per spiare attivistɜ e giornalistɜ.
Il caso di Cancellato e Casarini è emblematico: entrambi non sono criminali né terroristi, ma le loro posizioni critiche nei confronti del governo potrebbero averli resi bersagli. Se la sorveglianza può colpire chiunque, inizia a essere difficile parlare di società democratica.
https://www.ilpost.it/2025/02/06/spionaggio-whatsapp-spyware-graphite/
#Notizia #Politica #Sorveglianza
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Il Post
La questione delle persone spiate su WhatsApp si complica
Il governo dice di non aver «sottoposto a controllo» attivisti e giornalisti, ma intanto la società israeliana che produce il software di spionaggio ha interrotto i rapporti con l'Italia
📱 Porre fine all'Infanzia smartphone-centrica
Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione per l'impatto degli smartphone e dei social media sulla vita dellɜ giovani. Il concetto di "infanzia smartphone-centrica" descrive la crescente dipendenza dellɜ adolescenti dai dispositivi digitali, con conseguenze significative sul loro comportamento e benessere.
L'uso eccessivo degli schermi ha drasticamente ridotto le ore di sonno e l'attività fisica, compromettendo la salute sia fisica che mentale. L'intrattenimento digitale ha sostituito la lettura e altre forme di impegno intellettuale, ostacolando la concentrazione e il pensiero profondo. Inoltre, la mancanza di gioco libero e di opportunità per l'indipendenza, elementi fondamentali per lo sviluppo sociale e creativo, priva lɜ giovani delle esperienze reali indispensabili per acquisire abilità e fiducia in se stessɜ.
Parallelamente, gli algoritmi e le strategie delle aziende, studiati per mantenere l'utenza costantemente connessa, alimentano la paura di perdersi qualcosa e rinforzano l'uso prolungato attraverso notifiche. Questo circolo vizioso non solo penalizza l'adolescenza, ma ha ripercussioni anche nell'età adulta, influenzando negativamente la capacità di interagire e di lavorare in modo equilibrato.
Per contrastare questi effetti, sono state proposte alcune norme collettive che, se adottate da famiglie, scuole e comunità, possono contribuire a ridurre l'impatto negativo di questa dipendenza. Tra queste, l'idea di non far avere allɜ studenti uno smartphone prima della scuola superiore e di non permettere l'accesso ai social media prima dei 16 anni, così da ridurre la pressione sociale e proteggere gli individui più vulnerabili.
È inoltre auspicabile l'istituzione di scuole senza telefoni, in cui lɜ studenti depositino i dispositivi all'inizio della giornata, e il potenziamento dell'indipendenza reale, favorendo il gioco libero e l'assunzione di responsabilità nel mondo fisico.
Solo attraverso una maggiore consapevolezza, educazione mirata e l'adozione di norme condivise sarà possibile creare un ambiente analogico e digitale che favorisca uno sviluppo sano e completo per bambinɜ e adolescenti.
https://www.theatlantic.com/technology/archive/2024/03/teen-childhood-smartphone-use-mental-health-effects/677722/
#Notizia #Social
@EticaDigitale
Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione per l'impatto degli smartphone e dei social media sulla vita dellɜ giovani. Il concetto di "infanzia smartphone-centrica" descrive la crescente dipendenza dellɜ adolescenti dai dispositivi digitali, con conseguenze significative sul loro comportamento e benessere.
L'uso eccessivo degli schermi ha drasticamente ridotto le ore di sonno e l'attività fisica, compromettendo la salute sia fisica che mentale. L'intrattenimento digitale ha sostituito la lettura e altre forme di impegno intellettuale, ostacolando la concentrazione e il pensiero profondo. Inoltre, la mancanza di gioco libero e di opportunità per l'indipendenza, elementi fondamentali per lo sviluppo sociale e creativo, priva lɜ giovani delle esperienze reali indispensabili per acquisire abilità e fiducia in se stessɜ.
Parallelamente, gli algoritmi e le strategie delle aziende, studiati per mantenere l'utenza costantemente connessa, alimentano la paura di perdersi qualcosa e rinforzano l'uso prolungato attraverso notifiche. Questo circolo vizioso non solo penalizza l'adolescenza, ma ha ripercussioni anche nell'età adulta, influenzando negativamente la capacità di interagire e di lavorare in modo equilibrato.
Per contrastare questi effetti, sono state proposte alcune norme collettive che, se adottate da famiglie, scuole e comunità, possono contribuire a ridurre l'impatto negativo di questa dipendenza. Tra queste, l'idea di non far avere allɜ studenti uno smartphone prima della scuola superiore e di non permettere l'accesso ai social media prima dei 16 anni, così da ridurre la pressione sociale e proteggere gli individui più vulnerabili.
È inoltre auspicabile l'istituzione di scuole senza telefoni, in cui lɜ studenti depositino i dispositivi all'inizio della giornata, e il potenziamento dell'indipendenza reale, favorendo il gioco libero e l'assunzione di responsabilità nel mondo fisico.
Solo attraverso una maggiore consapevolezza, educazione mirata e l'adozione di norme condivise sarà possibile creare un ambiente analogico e digitale che favorisca uno sviluppo sano e completo per bambinɜ e adolescenti.
https://www.theatlantic.com/technology/archive/2024/03/teen-childhood-smartphone-use-mental-health-effects/677722/
#Notizia #Social
@EticaDigitale
The Atlantic
End the Phone-Based Childhood Now
The environment in which kids grow up today is hostile to human development.
🇮🇹 Il sito di informazione Valigia Blu abbandonerà Facebook e Instagram
Dopo aver già lasciatoTwitter X lo scorso ottobre, qualche settimana fa il sito d'informazione Valigia Blu ha annunciato la sua dipartita dai social in mano a Zuckerberg, che avverrà entro fine 2025.
Le due piattaforme non sono più considerate dal sito uno strumento utilizzabile per un'informazione democratica, compromesse "attivamente con il regime e l’ideologia trumpiana, ossia una visione brutale e spietata delle relazioni umane e dei diritti umani, una concezione del potere assoluta e autoritaria, un disprezzo per le più importanti istituzioni democratiche, una macchina propagandistica che non si fa alcuno scrupolo di diffondere disinformazione e fare leva sul linguaggio d’odio, anche se questo significa mettere in pericolo la vita di milioni di cittadini", scrive la direttrice.
L'annuncio è stato molto discusso, tanto da portare la direttrice a rispondere a varie perplessità in un articolo a parte. Il pensiero può essere racchiuso nelle sue parole: "Oggi ci sentiamo a disagio a vivere la nostra vita digitale dentro uno dei quartieri generali della propaganda di un progetto fascista", sottolineando come il rifiuto delle grosse industrie tecnologiche statunitensi del 2016 (primo mandato Trump) si sia trasformato in servilismo nel secondo (è tra l'altro di pochi giorni fa la notizia che anche il fondatore di AirBnb farà parte dell'amministrazione).
Valigia Blu non è l'unica a star abbandonando i social commerciali, migrando verso lidi etici come Mastodon: qualche giorno fa la casa editrice britannica Canongate ha abbandonato Twitter X, mentre il mese scorso è toccato (anche) a più di 60 università e istituti di ricerca tedeschi.
https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu/
#Notizia #Social
@EticaDigitale
Dopo aver già lasciato
Le due piattaforme non sono più considerate dal sito uno strumento utilizzabile per un'informazione democratica, compromesse "attivamente con il regime e l’ideologia trumpiana, ossia una visione brutale e spietata delle relazioni umane e dei diritti umani, una concezione del potere assoluta e autoritaria, un disprezzo per le più importanti istituzioni democratiche, una macchina propagandistica che non si fa alcuno scrupolo di diffondere disinformazione e fare leva sul linguaggio d’odio, anche se questo significa mettere in pericolo la vita di milioni di cittadini", scrive la direttrice.
L'annuncio è stato molto discusso, tanto da portare la direttrice a rispondere a varie perplessità in un articolo a parte. Il pensiero può essere racchiuso nelle sue parole: "Oggi ci sentiamo a disagio a vivere la nostra vita digitale dentro uno dei quartieri generali della propaganda di un progetto fascista", sottolineando come il rifiuto delle grosse industrie tecnologiche statunitensi del 2016 (primo mandato Trump) si sia trasformato in servilismo nel secondo (è tra l'altro di pochi giorni fa la notizia che anche il fondatore di AirBnb farà parte dell'amministrazione).
Valigia Blu non è l'unica a star abbandonando i social commerciali, migrando verso lidi etici come Mastodon: qualche giorno fa la casa editrice britannica Canongate ha abbandonato Twitter X, mentre il mese scorso è toccato (anche) a più di 60 università e istituti di ricerca tedeschi.
https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu/
#Notizia #Social
@EticaDigitale
Valigia Blu
Addio Facebook e Instagram: è ora di ricostruire le nostre case digitali - Valigia Blu
La radicalizzazione di Mark Zuckerberg, l'assalto all'informazione e alla democrazia della nuova oligarchia tech americana, addio a Facebook e Instagram: è ora di ri-costruire la nostra casa digitale.
🎮 Il divieto di pubblicità nei giochi su Steam
Steam, nota piattaforma digitale di distribuzione e gestione di videogiochi, ha aggiornato la documentazione per sviluppatori con una nuova sezione dedicata alla pubblicità. Il documento chiarisce la posizione dell'azienda sulla pubblicità nei giochi, fornendo linee guida più dettagliate rispetto alle precedenti. In particolare, viene specificato che Steam non supporta i videogiochi che usano annunci pubblicitari in gioco. Si deve quindi rimuovere qualsiasi elemento pubblicitario dai propri titoli prima della pubblicazione sulla piattaforma.
L'azienda consente solo forme limitate di pubblicità, come l'inserimento di prodotti e le promozioni incrociate, purché non costituiscano un componente centrale dell'esperienza di gioco.
Questa posizione si inserisce in un quadro più ampio di linee guida che, storicamente, hanno vietato anche i giochi basati su tecnologie blockchain, incluse criptovalute e NFT.
https://www.tomshardware.com/video-games/pc-gaming/valve-clarifies-ban-on-in-game-advertising-on-steam
#Notizia #Videogiochi
@EticaDigitale
Steam, nota piattaforma digitale di distribuzione e gestione di videogiochi, ha aggiornato la documentazione per sviluppatori con una nuova sezione dedicata alla pubblicità. Il documento chiarisce la posizione dell'azienda sulla pubblicità nei giochi, fornendo linee guida più dettagliate rispetto alle precedenti. In particolare, viene specificato che Steam non supporta i videogiochi che usano annunci pubblicitari in gioco. Si deve quindi rimuovere qualsiasi elemento pubblicitario dai propri titoli prima della pubblicazione sulla piattaforma.
L'azienda consente solo forme limitate di pubblicità, come l'inserimento di prodotti e le promozioni incrociate, purché non costituiscano un componente centrale dell'esperienza di gioco.
Questa posizione si inserisce in un quadro più ampio di linee guida che, storicamente, hanno vietato anche i giochi basati su tecnologie blockchain, incluse criptovalute e NFT.
https://www.tomshardware.com/video-games/pc-gaming/valve-clarifies-ban-on-in-game-advertising-on-steam
#Notizia #Videogiochi
@EticaDigitale
Tom's Hardware
Valve clarifies ban on in-game advertising on Steam
These games were already banned, but a new dedicated Steamworks Documentation page clarified this further.
💔 Le grandi aziende tecnologiche hanno rotto il contratto sociale
Le grandi aziende tecnologiche non sono mai state semplici fornitrici di dispositivi o servizi, ma veri e propri imperi digitali che esercitano un controllo significativo sulla nostra vita quotidiana. Decidono come trascorriamo il tempo, come lavoriamo e persino come comunichiamo. Giganti tecnologici, che ora resistono a qualsiasi tentativo di limitarne l'influenza.
Quando si accettano i loro termini di servizio, documenti complessi e pieni di gergo legale che richiedono ore per essere letti, ci si ritrova di fatto vincolatɜ a condizioni inique. L'Unione Europea, su questo fronte, ha cercato di tutelare lɜ cittadinɜ con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD, o GDPR), ma queste aziende continuano a imporre le proprie visioni: accettarle diventa l'unica opzione per accedere ai loro servizi, pena l'esclusione. Internet, nato come spazio di libertà, si è trasformato nel loro dominio privato, dove le loro norme prevalgono sulle leggi nazionali.
In tutto questo, il nostro rapporto con la tecnologia è cambiato radicalmente. Non si possiede più granché: si paga per accedere a servizi che un tempo si sarebbero acquistati definitivamente. Netflix ha sostituito i DVD, gli abbonamenti a Office hanno rimpiazzato i programmi installati sui computer e persino gli elettrodomestici si stanno trasformando in servizi a noleggio. Non si tratta solo di una questione economica, ma di un cambiamento che ridefinisce lo stile di vita.
Le conseguenze di queste dinamiche sono ormai evidenti.
Airbnb contribuisce all’aumento dei prezzi degli affitti nelle città, mentre Uber precarizza il lavoro dellɜ conducenti. Amazon soffoca il commercio locale imponendo condizioni di lavoro discutibili. Google determina ciò che si può trovare online, mentre Meta trasforma le relazioni sociali in prodotti per inserzionistɜ. Apple vincola al suo ecosistema chiuso, TikTok compromette la capacità di concentrazione eTwitter X dimostra la fragilità della libertà di espressione nel mondo digitale.
https://basedfob.substack.com/p/big-tech-has-disrupted-the-social
#Riflessione #Social #Sorveglianza #Autodeterminazione
@EticaDigitale
Le grandi aziende tecnologiche non sono mai state semplici fornitrici di dispositivi o servizi, ma veri e propri imperi digitali che esercitano un controllo significativo sulla nostra vita quotidiana. Decidono come trascorriamo il tempo, come lavoriamo e persino come comunichiamo. Giganti tecnologici, che ora resistono a qualsiasi tentativo di limitarne l'influenza.
Quando si accettano i loro termini di servizio, documenti complessi e pieni di gergo legale che richiedono ore per essere letti, ci si ritrova di fatto vincolatɜ a condizioni inique. L'Unione Europea, su questo fronte, ha cercato di tutelare lɜ cittadinɜ con il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD, o GDPR), ma queste aziende continuano a imporre le proprie visioni: accettarle diventa l'unica opzione per accedere ai loro servizi, pena l'esclusione. Internet, nato come spazio di libertà, si è trasformato nel loro dominio privato, dove le loro norme prevalgono sulle leggi nazionali.
In tutto questo, il nostro rapporto con la tecnologia è cambiato radicalmente. Non si possiede più granché: si paga per accedere a servizi che un tempo si sarebbero acquistati definitivamente. Netflix ha sostituito i DVD, gli abbonamenti a Office hanno rimpiazzato i programmi installati sui computer e persino gli elettrodomestici si stanno trasformando in servizi a noleggio. Non si tratta solo di una questione economica, ma di un cambiamento che ridefinisce lo stile di vita.
Le conseguenze di queste dinamiche sono ormai evidenti.
Airbnb contribuisce all’aumento dei prezzi degli affitti nelle città, mentre Uber precarizza il lavoro dellɜ conducenti. Amazon soffoca il commercio locale imponendo condizioni di lavoro discutibili. Google determina ciò che si può trovare online, mentre Meta trasforma le relazioni sociali in prodotti per inserzionistɜ. Apple vincola al suo ecosistema chiuso, TikTok compromette la capacità di concentrazione e
https://basedfob.substack.com/p/big-tech-has-disrupted-the-social
#Riflessione #Social #Sorveglianza #Autodeterminazione
@EticaDigitale
Substack
Big Tech Has Disrupted the Social Contract
I rented a car from Turo this weekend and it might as well have exploded...
🇺🇸 Negli USA si raccolgono e analizzano dati degli immigrati dai social
L’ICE, l’agenzia federale statunitense per il controllo dell’immigrazione, sta utilizzando il software SocialNet per raccogliere e analizzare dati da oltre 200 siti web, tra cui social, servizi di pagamento e piattaforme di nicchia.
Questa pratica, spesso basata sull'estrazione automatizzata di dati dai siti, evidenzia i rischi sulla privacy e legati ai pregiudizi algoritmici.
L’inclusione di piattaforme destinate a comunità specifiche, come Black Planet o FetLife, espone al rischio che informazioni sensibili vengano decontestualizzate, con potenziali ripercussioni sulla libertà di espressione e sulla sicurezza dell'utenza.
Parallelamente, le aziende digitali stanno prendendo posizione contro il fenomeno dell'estrazione di dati non autorizzata: realtà come Meta e Chess.com hanno già manifestato la loro opposizione, sottolineando come la raccolta indiscriminata di dati violi i termini di servizio delle piattaforme causando loro un danno economico.
Oltre agli aspetti etici, emergono anche dubbi sull'efficacia di questi strumenti.
La possibilità di generare falsi positivi potrebbe compromettere la credibilità delle indagini, mentre la destinazione di ingenti risorse alla sorveglianza digitale potrebbe distogliere l'attenzione da altre attività investigative più mirate.
A livello normativo, il dibattito è ancora aperto: se da un lato la sicurezza nazionale viene spesso utilizzata come giustificazione, dall’altro risulta sempre più urgente una regolamentazione chiara che garantisca trasparenza e tutela dei diritti individuali.
https://www.404media.co/the-200-sites-an-ice-surveillance-contractor-is-monitoring
#Notizia #Sorveglianza
@EticaDigitale
L’ICE, l’agenzia federale statunitense per il controllo dell’immigrazione, sta utilizzando il software SocialNet per raccogliere e analizzare dati da oltre 200 siti web, tra cui social, servizi di pagamento e piattaforme di nicchia.
Questa pratica, spesso basata sull'estrazione automatizzata di dati dai siti, evidenzia i rischi sulla privacy e legati ai pregiudizi algoritmici.
L’inclusione di piattaforme destinate a comunità specifiche, come Black Planet o FetLife, espone al rischio che informazioni sensibili vengano decontestualizzate, con potenziali ripercussioni sulla libertà di espressione e sulla sicurezza dell'utenza.
Parallelamente, le aziende digitali stanno prendendo posizione contro il fenomeno dell'estrazione di dati non autorizzata: realtà come Meta e Chess.com hanno già manifestato la loro opposizione, sottolineando come la raccolta indiscriminata di dati violi i termini di servizio delle piattaforme causando loro un danno economico.
Oltre agli aspetti etici, emergono anche dubbi sull'efficacia di questi strumenti.
La possibilità di generare falsi positivi potrebbe compromettere la credibilità delle indagini, mentre la destinazione di ingenti risorse alla sorveglianza digitale potrebbe distogliere l'attenzione da altre attività investigative più mirate.
A livello normativo, il dibattito è ancora aperto: se da un lato la sicurezza nazionale viene spesso utilizzata come giustificazione, dall’altro risulta sempre più urgente una regolamentazione chiara che garantisca trasparenza e tutela dei diritti individuali.
https://www.404media.co/the-200-sites-an-ice-surveillance-contractor-is-monitoring
#Notizia #Sorveglianza
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404 Media
The 200+ Sites an ICE Surveillance Contractor is Monitoring
404 Media has obtained the list of sites and services that ICE contractor ShadowDragon pulls data from. ShadowDragon sources data from all over the web and lets government analysts easily search it and draw connections between people.
👨⚖️ Produttrice di router sconfitta in tribunale: il trionfo dei diritti digitali dellɜ utenti
Qualche mese fa, una causa legale in Germania contro AVM, produttrice dei router Fritz!Box, si è conclusa con successo. Il tribunale ha stabilito che l'azienda ha violato il permesso d'autore, ignorando l'obbligo di fornire il codice sorgente di parti del router.
Il permesso d'autore è un metodo legale che garantisce all'utenza delle libertà che invece il diritto d'autore (o copyright) non concede - come per esempio il diritto di ridistribuire un'opera. Il router in questione utilizzava componenti fatti da persone esterne che, da licenza, dovevano essere ricondivisi, ma che l'azienda ha tenuto parzialmente per sé.
Infatti, dopo aver acquistato un router AVM nel maggio 2021 e aver richiesto il codice sotto permesso d'autore, un acquirente ha ricevuto solo parti di questo; ciò l'ha spinto nel 2023 a intentare una causa contro l'azienda, che a distanza di qualche mese ha fornito il codice corretto. La sentenza arrivata qualche mese dopo ha poi imposto ad AVM di coprire le spese legali del querelante, con l'azienda che ha deciso di non appellarsi.
Errata corrige: si era ipotizzato che AVM non avesse consegnato le istruzioni per usare il codice, tuttavia quello che non ha fatto è stato rendere tali istruzioni pubbliche, mandandole solo all'acquirente
https://sfconservancy.org/news/2025/jan/09/avm-copyleft-lawsuit-resolved-with-install/
#Notizia #SoftwareLibero #Legge
@EticaDigitale
Qualche mese fa, una causa legale in Germania contro AVM, produttrice dei router Fritz!Box, si è conclusa con successo. Il tribunale ha stabilito che l'azienda ha violato il permesso d'autore, ignorando l'obbligo di fornire il codice sorgente di parti del router.
Il permesso d'autore è un metodo legale che garantisce all'utenza delle libertà che invece il diritto d'autore (o copyright) non concede - come per esempio il diritto di ridistribuire un'opera. Il router in questione utilizzava componenti fatti da persone esterne che, da licenza, dovevano essere ricondivisi, ma che l'azienda ha tenuto parzialmente per sé.
Infatti, dopo aver acquistato un router AVM nel maggio 2021 e aver richiesto il codice sotto permesso d'autore, un acquirente ha ricevuto solo parti di questo; ciò l'ha spinto nel 2023 a intentare una causa contro l'azienda, che a distanza di qualche mese ha fornito il codice corretto. La sentenza arrivata qualche mese dopo ha poi imposto ad AVM di coprire le spese legali del querelante, con l'azienda che ha deciso di non appellarsi.
Errata corrige: si era ipotizzato che AVM non avesse consegnato le istruzioni per usare il codice, tuttavia quello che non ha fatto è stato rendere tali istruzioni pubbliche, mandandole solo all'acquirente
https://sfconservancy.org/news/2025/jan/09/avm-copyleft-lawsuit-resolved-with-install/
#Notizia #SoftwareLibero #Legge
@EticaDigitale
Software Freedom Conservancy
SFC-funded lawsuit gets software repair and reinstall for users of AVM routers
Software Freedom Conservancy (SFC) today announces the conclusion of a lawsuit that we funded and supported in Germany. (As is typical with German cases, SFC was unable to give public updates during the case.) The defendant, Berlin-based AVM, ultimately…
🤖 Chi ha un profilo Instagram o Facebook, ha tempo fino a fine maggio per impedire che i due social usino i propri contenuti per addestrare le loro IA. Ecco come
In questi giorni, le persone iscritte a Facebook o Instagram hanno ricevuto una mail da parte di Meta. Nella mail si comunica che i propri contenuti verranno usati per addestrare l'IA dell'azienda, a meno che non ci si rifiuti esplicitamente. La possibilità di rifiuto, non presente per esempio nella versione statunitense, esiste grazie al diritto di opposizione al trattamento dei dati presente nell'RGPD, il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati europeo (anche noto come GDPR).
Per esercitare il proprio diritto di opposizione, basta aprire i link sottostanti inserendo la mail con la quale siete iscrittɜ al social e premere "Invia". In caso di più profili, l'operazione va effettuata con le varie mail associate.
👉 Facebook
👉 Instagram
❓ A cosa mi sto opponendo?
All'utilizzo dei vostri contenuti pubblici per addestrare l'IA di Meta
❓ E i contenuti privati invece?
Meta ha promesso che i contenuti privati (es. chat) non verranno utilizzati. Tuttavia, considerata la serie di promesse non mantenute delle grosse aziende tecnologiche, non è illogico pensare che questo possa cambiare in futuro
❓ Se qualcunə carica pubblicamente delle mie foto?
...Eh. Se si hanno prove che escano dati personali consultando l'IA di Meta, ci si può opporre tramite questo link. Vien da sé che il fornire prove è a dir poco scomodo e che la protezione migliore è far sì che più persone possibili si oppongano (o mettano il profilo privato, vedasi però sopra) così da risolvere il problema alla radice
❓ Se mi oppongo dopo fine maggio?
Il diritto di opposizione si applicherà solo ai contenuti successivi al vostro rifiuto. Tutto ciò che di pubblico avete messo prima sarà usato per l'addestramento. Si consideri tuttavia che la notizia di Meta è un tema caldo e i Garante della Privacy di vari paesi europei sono in costante lavoro per definire meglio la legittimità del tutto
❓ Perché dovrei oppormi?
Meta, una delle aziende più grosse al mondo e in mano a una delle persone più ricche mai esistite sulla faccia della Terra, non ha bisogno di espandere ulteriormente il suo dominio sfruttando a costo zero ciò che pubblicate - rendendo inoltre la vita impossibile a chi vuole sviluppare modelli di IA nel suo piccolo con metodi onesti
❓ Ci sono social dove non devo sbattere la testa per queste cose?
Sì. Social come Mastodon (similTwitter X) e Pixelfed (simil Instagram, abbastanza agli albori) non scendono a tali bassezze e sono in generale molto più etici
In questi giorni, le persone iscritte a Facebook o Instagram hanno ricevuto una mail da parte di Meta. Nella mail si comunica che i propri contenuti verranno usati per addestrare l'IA dell'azienda, a meno che non ci si rifiuti esplicitamente. La possibilità di rifiuto, non presente per esempio nella versione statunitense, esiste grazie al diritto di opposizione al trattamento dei dati presente nell'RGPD, il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati europeo (anche noto come GDPR).
Per esercitare il proprio diritto di opposizione, basta aprire i link sottostanti inserendo la mail con la quale siete iscrittɜ al social e premere "Invia". In caso di più profili, l'operazione va effettuata con le varie mail associate.
❓ A cosa mi sto opponendo?
All'utilizzo dei vostri contenuti pubblici per addestrare l'IA di Meta
❓ E i contenuti privati invece?
Meta ha promesso che i contenuti privati (es. chat) non verranno utilizzati. Tuttavia, considerata la serie di promesse non mantenute delle grosse aziende tecnologiche, non è illogico pensare che questo possa cambiare in futuro
❓ Se qualcunə carica pubblicamente delle mie foto?
...Eh. Se si hanno prove che escano dati personali consultando l'IA di Meta, ci si può opporre tramite questo link. Vien da sé che il fornire prove è a dir poco scomodo e che la protezione migliore è far sì che più persone possibili si oppongano (o mettano il profilo privato, vedasi però sopra) così da risolvere il problema alla radice
❓ Se mi oppongo dopo fine maggio?
Il diritto di opposizione si applicherà solo ai contenuti successivi al vostro rifiuto. Tutto ciò che di pubblico avete messo prima sarà usato per l'addestramento. Si consideri tuttavia che la notizia di Meta è un tema caldo e i Garante della Privacy di vari paesi europei sono in costante lavoro per definire meglio la legittimità del tutto
❓ Perché dovrei oppormi?
Meta, una delle aziende più grosse al mondo e in mano a una delle persone più ricche mai esistite sulla faccia della Terra, non ha bisogno di espandere ulteriormente il suo dominio sfruttando a costo zero ciò che pubblicate - rendendo inoltre la vita impossibile a chi vuole sviluppare modelli di IA nel suo piccolo con metodi onesti
❓ Ci sono social dove non devo sbattere la testa per queste cose?
Sì. Social come Mastodon (simil
🇮🇳 Portatili Frankenstein: come in India si sta ridando vita ai vecchi dispositivi
Piccole officine in India hanno dato vita ai "portatili Frankenstein", portatili composti dalle parti riciclate di vecchi dispositivi. Il costo di un frankenstein si aggira attorno ai €100, 8 volte in meno rispetto al prezzo medio di un portatile nuovo: in India tale divario può far la differenza nel poter continuare a permettersi un corso di studi, senza contare che il riuso delle parti di dispositivi contribuisce a diminuire i rifiuti elettronici.
Le aziende che producono tali dispositivi, tuttavia, tentano in ogni modo di rendere i loro prodotti irriparabili, così da forzare l'acquisto dell'ultimo arrivato e complicare la vita a chi tenta di ripararli. L'uso di viti personalizzate e lo scarso accesso ai pezzi di ricambio sono alcune dellle strategie impiegate (abbiamo parlato del diritto alla riparazione qui).
Inoltre, per ottenere parti riciclate bisogna rovistare tra i rifiuti ed entrare in contatto con elementi come piombo, mercurio e cadmio, tossici per la salute. Se venissero impiegate protezioni adeguate questo non sarebbe un problema, ma in un Paese dove a rovistare sono anche minorenni, le protezioni non sono all'ordine del giorno. "Tossisco molto", ammette un diciottenne. "Ma che ci posso fare? Questo lavoro dà da mangiare alla mia famiglia".
https://www.theverge.com/tech/639126/india-frankenstein-laptops
#Notizia #Lavoro #Ecologia
@EticaDigitale
Piccole officine in India hanno dato vita ai "portatili Frankenstein", portatili composti dalle parti riciclate di vecchi dispositivi. Il costo di un frankenstein si aggira attorno ai €100, 8 volte in meno rispetto al prezzo medio di un portatile nuovo: in India tale divario può far la differenza nel poter continuare a permettersi un corso di studi, senza contare che il riuso delle parti di dispositivi contribuisce a diminuire i rifiuti elettronici.
Le aziende che producono tali dispositivi, tuttavia, tentano in ogni modo di rendere i loro prodotti irriparabili, così da forzare l'acquisto dell'ultimo arrivato e complicare la vita a chi tenta di ripararli. L'uso di viti personalizzate e lo scarso accesso ai pezzi di ricambio sono alcune dellle strategie impiegate (abbiamo parlato del diritto alla riparazione qui).
Inoltre, per ottenere parti riciclate bisogna rovistare tra i rifiuti ed entrare in contatto con elementi come piombo, mercurio e cadmio, tossici per la salute. Se venissero impiegate protezioni adeguate questo non sarebbe un problema, ma in un Paese dove a rovistare sono anche minorenni, le protezioni non sono all'ordine del giorno. "Tossisco molto", ammette un diciottenne. "Ma che ci posso fare? Questo lavoro dà da mangiare alla mia famiglia".
https://www.theverge.com/tech/639126/india-frankenstein-laptops
#Notizia #Lavoro #Ecologia
@EticaDigitale
The Verge
The rise of ‘Frankenstein’ laptops in New Delhi’s repair markets
Technicians in India’s refurbished laptop shops give discarded electronics a new life.
🇪🇺 Da giugno sarà possibile sapere qualità ed ecosostenibilità di telefoni e tablet
A partire dal 20 giugno, telefoni e tablet venduti nell’Unione Europea dovranno avere una nuova etichetta, simile a quella degli elettrodomestici. Questa indicherà il grado di efficienza energetica (1,2), la durata della batteria (3) e quanto ci mette a usurarsi (5), la resistenza a graffi, cadute e acqua (4,7), e soprattutto il livello di riparabilità del dispositivo (6).
La nuova normativa garantisce inoltre di poter sostituire le parti difettose dei propri dispositivi senza dover ricorrere per forza ai centri autorizzati. Le aziende saranno obbligate a rispettare nuovi standard, come la disponibilità di pezzi di ricambio in tempi brevi e la garanzia di una certa durabilità delle batterie e dei componenti. Ciò rafforza il diritto alla riparazione, contrastando al tempo stesso l'obsolescenza programmata.
https://www.ilpost.it/2025/04/25/etichetta-smartphone/
#Notizia #Autodeterminazione #Ecologia
@EticaDigitale
A partire dal 20 giugno, telefoni e tablet venduti nell’Unione Europea dovranno avere una nuova etichetta, simile a quella degli elettrodomestici. Questa indicherà il grado di efficienza energetica (1,2), la durata della batteria (3) e quanto ci mette a usurarsi (5), la resistenza a graffi, cadute e acqua (4,7), e soprattutto il livello di riparabilità del dispositivo (6).
La nuova normativa garantisce inoltre di poter sostituire le parti difettose dei propri dispositivi senza dover ricorrere per forza ai centri autorizzati. Le aziende saranno obbligate a rispettare nuovi standard, come la disponibilità di pezzi di ricambio in tempi brevi e la garanzia di una certa durabilità delle batterie e dei componenti. Ciò rafforza il diritto alla riparazione, contrastando al tempo stesso l'obsolescenza programmata.
https://www.ilpost.it/2025/04/25/etichetta-smartphone/
#Notizia #Autodeterminazione #Ecologia
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🖨 Il caso HP e le cattive pratiche dell’industria delle stampanti
HP è da tempo al centro di polemiche per i suoi aggiornamenti software che, invece di migliorare i prodotti, finiscono per danneggiarli. Moltɜ utenti ricordano ancora i casi in cui stampanti perfettamente funzionanti hanno smesso di accettare cartucce compatibili non originali dopo un aggiornamento. Oggi però la situazione è ancora più grave: diversɜ clienti segnalano che un recente aggiornamento ha compromesso il funzionamento delle loro stampanti, anche se utilizzavano prodotti originali HP.
Il problema ha colpito alcuni modelli dopo un aggiornamento automatico rilasciato a marzo. Dopo l’installazione, le stampanti hanno iniziato a mostrare errori e a rifiutare il toner, lasciando molte persone (e uffici) senza un dispositivo funzionante. E non è la prima volta: già in passato HP aveva dovuto affrontare critiche simili per altri modelli.
In risposta, diversɜ clienti hanno deciso di cambiare marca, scegliendo produttori concorrenti come Brother—anche se pure quest’ultima è finita sotto osservazione per problematiche simili.
https://arstechnica.com/gadgets/2025/03/firmware-update-bricks-hp-printers-makes-them-unable-to-use-hp-cartridges/
#Notizia #Autodeterminazione
@EticaDigitale
HP è da tempo al centro di polemiche per i suoi aggiornamenti software che, invece di migliorare i prodotti, finiscono per danneggiarli. Moltɜ utenti ricordano ancora i casi in cui stampanti perfettamente funzionanti hanno smesso di accettare cartucce compatibili non originali dopo un aggiornamento. Oggi però la situazione è ancora più grave: diversɜ clienti segnalano che un recente aggiornamento ha compromesso il funzionamento delle loro stampanti, anche se utilizzavano prodotti originali HP.
Il problema ha colpito alcuni modelli dopo un aggiornamento automatico rilasciato a marzo. Dopo l’installazione, le stampanti hanno iniziato a mostrare errori e a rifiutare il toner, lasciando molte persone (e uffici) senza un dispositivo funzionante. E non è la prima volta: già in passato HP aveva dovuto affrontare critiche simili per altri modelli.
In risposta, diversɜ clienti hanno deciso di cambiare marca, scegliendo produttori concorrenti come Brother—anche se pure quest’ultima è finita sotto osservazione per problematiche simili.
https://arstechnica.com/gadgets/2025/03/firmware-update-bricks-hp-printers-makes-them-unable-to-use-hp-cartridges/
#Notizia #Autodeterminazione
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🕵️ Il Regno Unito vuole prevedere i crimini con l'intelligenza artificiale
Il Ministero della Giustizia britannico sta sviluppando un algoritmo per identificare individui "a rischio" attraverso l'analisi di dati personali provenienti da polizia, tribunali, vittime e anche cittadinɜ che hanno chiesto aiuto, alla ricerca di segnali predittivi di comportamenti violenti.
Il progetto, Predictive Risk Assessment Initiative (PRAI), ne sostituisce un precedente (OASys) che aveva dato risultati deludenti nella stima del rischio di recidiva. Il sistema utilizza dati di varia natura, dal nome al sesso, data di nascita, con informazioni sanitarie, tra cui disturbi mentali, dipendenze, fino ad arrivare episodi di autolesionismo.
Statewatch UK, ONG che si occupa di libertà civili, diritti umani e standard democratici, ha sollevato forti preoccupazioni in quanto vengono analizzate anche persone senza precedenti penali, rischiando di trasformare innocenti in sospettɜ.
https://www.theguardian.com/uk-news/2025/apr/10/predictive-policing-has-prejudice-built-in
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Il Ministero della Giustizia britannico sta sviluppando un algoritmo per identificare individui "a rischio" attraverso l'analisi di dati personali provenienti da polizia, tribunali, vittime e anche cittadinɜ che hanno chiesto aiuto, alla ricerca di segnali predittivi di comportamenti violenti.
Il progetto, Predictive Risk Assessment Initiative (PRAI), ne sostituisce un precedente (OASys) che aveva dato risultati deludenti nella stima del rischio di recidiva. Il sistema utilizza dati di varia natura, dal nome al sesso, data di nascita, con informazioni sanitarie, tra cui disturbi mentali, dipendenze, fino ad arrivare episodi di autolesionismo.
Statewatch UK, ONG che si occupa di libertà civili, diritti umani e standard democratici, ha sollevato forti preoccupazioni in quanto vengono analizzate anche persone senza precedenti penali, rischiando di trasformare innocenti in sospettɜ.
https://www.theguardian.com/uk-news/2025/apr/10/predictive-policing-has-prejudice-built-in
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the Guardian
Predictive policing has prejudice built in | Letters
Letters: Ilyas Nagdee of Amnesty International and others respond to government plans to use personal data to identify people most likely to become killers