🐦 Su Twitter, i bot russi sono stati irrilevanti nell'influenzare le elezioni statunitensi 2016
Un recente studio della New York University ha dimostrato che i bot russi che nel 2016 hanno cercato di influenzare lз votanti statunitensi per favorire Donald Trump non hanno sortito pressoché nessun effetto.
Questo è importante perché demistifica la falsa credenza che le elezioni siano state manipolate a livelli straordinari, perlomeno su Twitter; non sono stati invece studiati i casi né di Facebook né di Instagram
#social #politica
@eticadigitale
https://theintercept.com/2023/01/10/russia-twitter-bots-trump-election/
Un recente studio della New York University ha dimostrato che i bot russi che nel 2016 hanno cercato di influenzare lз votanti statunitensi per favorire Donald Trump non hanno sortito pressoché nessun effetto.
Questo è importante perché demistifica la falsa credenza che le elezioni siano state manipolate a livelli straordinari, perlomeno su Twitter; non sono stati invece studiati i casi né di Facebook né di Instagram
#social #politica
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https://theintercept.com/2023/01/10/russia-twitter-bots-trump-election/
The Intercept
Those Russian Twitter Bots Didn’t Do $#!% in 2016, Says New Study
There is “no evidence” Russian Twitter bots had any meaningful effect pushing voters to Donald Trump in the 2016 presidential election.
🇮🇹 L'Italia rifiuta i pagamenti digitali, per i motivi sbagliati
In questi mesi il governo Meloni è diventato un baluardo per coloro che si battono per pagare senza venire tracciati: se da un lato le transazioni digitali rendono la vita più difficile a chi evade e alla proliferazione del mercato nero, dall'altro i circuiti su cui queste transazioni girano sono in mano alle grandi istituzioni finanziarie, accentrando ulteriormente il potere in mano a chi il potere già ce l'ha (le istituzioni finanziarie e i governi).
"Una società senza contanti è una società di sorveglianza", commenta l'associazione inglese per i diritti civili Big Brother Watch, facendo notare che nel momento in cui si conoscono tutti i movimenti monetari della popolazione, diventa più facile controllarla.
Fenomeni poi come i disastri naturali, che provocano ingenti danni anche alla rete elettrica, sono in grado di paralizzare le aree colpite, come successe con l'uragano Sandy a New York, o con l'uragano Maria a Porto Rico: in quest'ultimo caso, la popolazione rimase tagliata fuori dai circuiti digitali per mesi.
Il problema è che, stando alla critica, il governo italiano non lo starebbe facendo né per un diritto alla riservatezza, né tantomeno per avere un piano di riserva in caso di disastri. Al contrario, il motivo sembra proprio essere l'evasione, lo sfruttamento e il mercato nero. Tra i mercati illegali europei, infatti, quello italiano è uno dei più grandi, e rappresenta una parte non irrilevante del PIL
#notizia #politica #sorveglianza
@eticadigitale
https://www.codastory.com/authoritarian-tech/meloni-italy-cashless-future/
In questi mesi il governo Meloni è diventato un baluardo per coloro che si battono per pagare senza venire tracciati: se da un lato le transazioni digitali rendono la vita più difficile a chi evade e alla proliferazione del mercato nero, dall'altro i circuiti su cui queste transazioni girano sono in mano alle grandi istituzioni finanziarie, accentrando ulteriormente il potere in mano a chi il potere già ce l'ha (le istituzioni finanziarie e i governi).
"Una società senza contanti è una società di sorveglianza", commenta l'associazione inglese per i diritti civili Big Brother Watch, facendo notare che nel momento in cui si conoscono tutti i movimenti monetari della popolazione, diventa più facile controllarla.
Fenomeni poi come i disastri naturali, che provocano ingenti danni anche alla rete elettrica, sono in grado di paralizzare le aree colpite, come successe con l'uragano Sandy a New York, o con l'uragano Maria a Porto Rico: in quest'ultimo caso, la popolazione rimase tagliata fuori dai circuiti digitali per mesi.
Il problema è che, stando alla critica, il governo italiano non lo starebbe facendo né per un diritto alla riservatezza, né tantomeno per avere un piano di riserva in caso di disastri. Al contrario, il motivo sembra proprio essere l'evasione, lo sfruttamento e il mercato nero. Tra i mercati illegali europei, infatti, quello italiano è uno dei più grandi, e rappresenta una parte non irrilevante del PIL
#notizia #politica #sorveglianza
@eticadigitale
https://www.codastory.com/authoritarian-tech/meloni-italy-cashless-future/
Coda Story
For Italy's right wing, cash is still king
Giorgia Meloni opposes Europe's move toward a cashless future, and she’s become an unlikely ally for small businesses and privacy advocates.
🌍 OpenAI ha sfruttato lavoratorɜ del terzo mondo a meno di 2 dollari l'ora per rendere la sua "intelligenza artificiale" ChatGPT meno tossica
L'intelligenza artificiale di OpenAI deve le sue capacità alle grosse quantità di dati prese da Internet, dai quali ha però assorbito parte dei pregiudizi (razzismo, sessismo e così via) che rendono il software difficile da vendere. Per porre rimedio, l'azienda ha iniziato a costruire un meccanismo di sicurezza basato su intelligenza artificiale che riconosce frasi tossiche e le elimina, affidandosi per l'allenamento dell'algoritmo a Sama, un'azienda californiana già al centro di scandali tra traumi e diritti negati che esternalizza etichettatorɜ in paesi del terzo mondo con salari miseri.
Il lavoro di chi etichetta è un lavoro molto usurante dal punto di vista psicologico, in quanto bisogna leggere tutto il giorno, tutti i giorni, testi che possono contenere contenuti disturbanti e traumatizzanti.
La collaborazione tra OpenAI e Sama è crollata a febbraio quando quest'ultima si è rifiutata di etichettare immagini che potevano contenere violenza, abusi sui minori e altro materiale disturbante.
https://time.com/6247678/openai-chatgpt-kenya-workers/
@eticadigitale
#notizia #psiche #ia
L'intelligenza artificiale di OpenAI deve le sue capacità alle grosse quantità di dati prese da Internet, dai quali ha però assorbito parte dei pregiudizi (razzismo, sessismo e così via) che rendono il software difficile da vendere. Per porre rimedio, l'azienda ha iniziato a costruire un meccanismo di sicurezza basato su intelligenza artificiale che riconosce frasi tossiche e le elimina, affidandosi per l'allenamento dell'algoritmo a Sama, un'azienda californiana già al centro di scandali tra traumi e diritti negati che esternalizza etichettatorɜ in paesi del terzo mondo con salari miseri.
Il lavoro di chi etichetta è un lavoro molto usurante dal punto di vista psicologico, in quanto bisogna leggere tutto il giorno, tutti i giorni, testi che possono contenere contenuti disturbanti e traumatizzanti.
La collaborazione tra OpenAI e Sama è crollata a febbraio quando quest'ultima si è rifiutata di etichettare immagini che potevano contenere violenza, abusi sui minori e altro materiale disturbante.
https://time.com/6247678/openai-chatgpt-kenya-workers/
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#notizia #psiche #ia
TIME
Exclusive: OpenAI Used Kenyan Workers on Less Than $2 Per Hour to Make ChatGPT Less Toxic
A TIME investigation reveals the difficult conditions faced by the workers who made ChatGPT possible
🇬🇧 Nel Regno Unito, un'azienda usa il riconoscimento facciale per schedare e tracciare chi entra in certi negozi
A permetterlo è Facewatch, azienda di sorveglianza biometrica che permette allɜ negozianti di schedare la clientela, salvandola in una banca dati di volti.
Per finire nella lista dellɜ sospettatɜ basta il sesto senso di chi decide di schedare, o che la polizia (che ha anch'essa accesso alla banca dati) aggiunga dei volti specifici. Non ci sono infatti criteri precisi se non il giudizio dellə negoziante, che condanna la persona sospettata a finire nei server di Facewatch per 2 anni - o 5 in caso sia stata aggiunta dalla polizia.
Per verificare che chi entra sia o meno nella lista, il volto di chiunque varchi la soglia del negozio viene scansionato dalle telecamere, mettendolo a paragone con le segnalazioni raccolte. Inoltre, negozi vicini tra loro (si parla anche di chilometri in linea d'aria) beneficiano delle liste dei negozi circostanti, creando una vera e propria rete condivisa di sorveglianza.
Ritenendo ciò non solo illegale, ma anche una violazione del diritto alla privacy, nel luglio 2022 l'associazione per le libertà civili Big Brother Watch ha sporto denuncia verso Facewatch, divenendo protagonista di una battaglia che è ancora in corso
#notizia #sorveglianza
@eticadigitale
https://www.codastory.com/authoritarian-tech/uk-supermarket-biometric-cameras/
A permetterlo è Facewatch, azienda di sorveglianza biometrica che permette allɜ negozianti di schedare la clientela, salvandola in una banca dati di volti.
Per finire nella lista dellɜ sospettatɜ basta il sesto senso di chi decide di schedare, o che la polizia (che ha anch'essa accesso alla banca dati) aggiunga dei volti specifici. Non ci sono infatti criteri precisi se non il giudizio dellə negoziante, che condanna la persona sospettata a finire nei server di Facewatch per 2 anni - o 5 in caso sia stata aggiunta dalla polizia.
Per verificare che chi entra sia o meno nella lista, il volto di chiunque varchi la soglia del negozio viene scansionato dalle telecamere, mettendolo a paragone con le segnalazioni raccolte. Inoltre, negozi vicini tra loro (si parla anche di chilometri in linea d'aria) beneficiano delle liste dei negozi circostanti, creando una vera e propria rete condivisa di sorveglianza.
Ritenendo ciò non solo illegale, ma anche una violazione del diritto alla privacy, nel luglio 2022 l'associazione per le libertà civili Big Brother Watch ha sporto denuncia verso Facewatch, divenendo protagonista di una battaglia che è ancora in corso
#notizia #sorveglianza
@eticadigitale
https://www.codastory.com/authoritarian-tech/uk-supermarket-biometric-cameras/
Coda Story
UK supermarket uses facial recognition tech to track shoppers
Biometric cameras scan faces and add shoppers to a secret watchlist of suspects, holding their data for years.
🐦 Elon Musk ha fatto modificare l'algoritmo di Twitter per dare priorità al suo profilo
Alle 2:36 di lunedì scorso, lɜ dipendenti Twitter si sono trovatɜ un messaggio da James Musk, cugino di Elon, in cui veniva chiesto con urgenza l'aiuto di tuttɜ coloro che fossero online per un compito importante: quello di aumentare le interazioni e le visualizzazioni del profilo di Elon Musk, moltiplicando il punteggio dei suoi contenuti per mille.
Questo accade settimane dopo il licenziamento di uno dei principali ingegneri rimasti nella compagnia, che quando interpellato dal capo di Twitter in persona sul perché le interazioni fossero così basse, rispose che l'interesse verso la sua figura stava calando - cosa che Musk non gradì.
Sempre a tema licenziamenti, l'azienda non è più riuscita a riprendersi dal netto taglio del personale che ha imperversato in questi mesi: i disservizi continuano, mentre i gruppi di lavoro si sono rintanati in chat private (Signal, Whatsapp), anche per paura di ripercussioni. Lɜ dipendenti intervistatɜ anonimamente riportano infatti che quando viene chiesto loro qualcosa, pensano alla risposta che ha "meno probabilità di farlɜ licenziare" e che moltɜ loro colleghɜ sono alla ricerca di un altro posto di lavoro.
https://www.theverge.com/2023/2/14/23600358/elon-musk-tweets-algorithm-changes-twitter
@EticaDigitale
#notizia #social #lavoro
Alle 2:36 di lunedì scorso, lɜ dipendenti Twitter si sono trovatɜ un messaggio da James Musk, cugino di Elon, in cui veniva chiesto con urgenza l'aiuto di tuttɜ coloro che fossero online per un compito importante: quello di aumentare le interazioni e le visualizzazioni del profilo di Elon Musk, moltiplicando il punteggio dei suoi contenuti per mille.
Questo accade settimane dopo il licenziamento di uno dei principali ingegneri rimasti nella compagnia, che quando interpellato dal capo di Twitter in persona sul perché le interazioni fossero così basse, rispose che l'interesse verso la sua figura stava calando - cosa che Musk non gradì.
Sempre a tema licenziamenti, l'azienda non è più riuscita a riprendersi dal netto taglio del personale che ha imperversato in questi mesi: i disservizi continuano, mentre i gruppi di lavoro si sono rintanati in chat private (Signal, Whatsapp), anche per paura di ripercussioni. Lɜ dipendenti intervistatɜ anonimamente riportano infatti che quando viene chiesto loro qualcosa, pensano alla risposta che ha "meno probabilità di farlɜ licenziare" e che moltɜ loro colleghɜ sono alla ricerca di un altro posto di lavoro.
https://www.theverge.com/2023/2/14/23600358/elon-musk-tweets-algorithm-changes-twitter
@EticaDigitale
#notizia #social #lavoro
The Verge
Yes, Elon Musk created a special system for showing you all his tweets first
After his Super Bowl tweet did worse numbers than President Biden’s, Twitter’s CEO ordered major changes to the algorithm.
🌎 In Corea del Sud, le donne combattono contro i crimini sessuali legati al digitale
Molka, il termine sud coreano per dire "telecamera spia", è il nome con cui nel paese sono conosciuti dei crimini molto diffusi che consistono nell'installare telecamere illegali per ottenere filmati privati di giovani donne, spesso anche minorenni. Questo fenomeno è un tema centrale per il movimento femminista del #MeToo del Paese, da cui sono nati alcuni gruppi che si battono per un inasprimento delle pene contro i filmati illegali.
Nonostante la Corea del Sud sia molto avanzata tecnologicamente e arrivi in città come Seul ad avere un rapporto di una telecamera ogni 132 abitanti, la forte sorveglianza non è affatto sufficiente a contrastare il fenomeno del molka. Spesso, infatti, tra le forze dell'ordine sono diffusi sessismo e pregiudizi, che portano a dubitare delle vittime e a dare loro la colpa per essere state filmate contro la loro volontà. Foto e filmati finiscono poi su comunità e chat online, come nel famoso scandalo de "L'Ennesimo Caso" in cui è stato venduto materiale di 103 vittime, di cui 26 minorenni, ad oltre 60.000 utenti tramite Telegram.
A seguito di questo scandalo, in Corea del Sud è stata approvata una legge informalmente conosciuta come "Legge dell'Ennesimo Caso", in cui si costringe le grandi compagnie social e siti web con più di 100.000 utenti giornalieri ad implementare dei filtri sui contenuti. Questo ha portato il popolo coreano a ricevere notifiche nelle chat pubbliche, in cui le persone venivano avvisate che le loro foto e video sarebbero state sottoposte a revisione per verificarne la legalità - una cosa che non hanno per niente gradito, portando l'opinione pubblica a schierarsi fortemente a sfavore della legge e a dimenticarsi dell'Ennesimo Caso.
L'associazione senza scopo di lucro Open Net Korea sostiene infine che il filtro limiti la libertà di espressione del pubblico e il diritto alla conoscenza: che questa legge non aiuti a prevenire o contrastare i crimini, e che le persone si limiteranno semplicemente a trovare nuovi modi per continuare a fare quello che stavano facendo.
https://www.codastory.com/authoritarian-tech/molka-digital-sex-crimes-south-korea/
@EticaDigitale
#notizia #legge #privacy
Molka, il termine sud coreano per dire "telecamera spia", è il nome con cui nel paese sono conosciuti dei crimini molto diffusi che consistono nell'installare telecamere illegali per ottenere filmati privati di giovani donne, spesso anche minorenni. Questo fenomeno è un tema centrale per il movimento femminista del #MeToo del Paese, da cui sono nati alcuni gruppi che si battono per un inasprimento delle pene contro i filmati illegali.
Nonostante la Corea del Sud sia molto avanzata tecnologicamente e arrivi in città come Seul ad avere un rapporto di una telecamera ogni 132 abitanti, la forte sorveglianza non è affatto sufficiente a contrastare il fenomeno del molka. Spesso, infatti, tra le forze dell'ordine sono diffusi sessismo e pregiudizi, che portano a dubitare delle vittime e a dare loro la colpa per essere state filmate contro la loro volontà. Foto e filmati finiscono poi su comunità e chat online, come nel famoso scandalo de "L'Ennesimo Caso" in cui è stato venduto materiale di 103 vittime, di cui 26 minorenni, ad oltre 60.000 utenti tramite Telegram.
A seguito di questo scandalo, in Corea del Sud è stata approvata una legge informalmente conosciuta come "Legge dell'Ennesimo Caso", in cui si costringe le grandi compagnie social e siti web con più di 100.000 utenti giornalieri ad implementare dei filtri sui contenuti. Questo ha portato il popolo coreano a ricevere notifiche nelle chat pubbliche, in cui le persone venivano avvisate che le loro foto e video sarebbero state sottoposte a revisione per verificarne la legalità - una cosa che non hanno per niente gradito, portando l'opinione pubblica a schierarsi fortemente a sfavore della legge e a dimenticarsi dell'Ennesimo Caso.
L'associazione senza scopo di lucro Open Net Korea sostiene infine che il filtro limiti la libertà di espressione del pubblico e il diritto alla conoscenza: che questa legge non aiuti a prevenire o contrastare i crimini, e che le persone si limiteranno semplicemente a trovare nuovi modi per continuare a fare quello che stavano facendo.
https://www.codastory.com/authoritarian-tech/molka-digital-sex-crimes-south-korea/
@EticaDigitale
#notizia #legge #privacy
Coda Story
Women fight to end digital sex crimes in South Korea - Coda Story
Amid South Korea's culture of surveillance, students, lawyers and bathroom inspectors are working to eradicate spy cameras.
🤖 Per essere legali, le intelligenze artificiali dovrebbero prima dimostrare di non agire contro la società
Oggigiorno, i sistemi basati sull’apprendimento automatico sono utilizzati per prendere decisioni che hanno effetti rilevanti sulle vite delle persone, a una velocità e su una scala che non consentono un controllo umano significativo (troppi dati da analizzare manualmente).
Onde evitare che queste intelligenze artificiali facciano danni nella società, i professori F. Pasquale e G. Malgieri suggeriscono che, per rendere legali simili tecnologie, il fornitore debba prima essere in grado di dimostrare che esse non siano discriminatorie, manipolatorie, inaccurate né illegittime (sia sul piano giuridico che nel loro uso).
In questo modo, oltre che a fornire strumenti equi, sarebbe possibile fare rispettare principi come quello del trattamento dei dati personali - fissati all'articolo 5 dell'RGPD.
https://btfp.sp.unipi.it/it/2022/11/automaticamente-illegali-una-proposta-per-i-sistemi-di-intelligenza-artificiale/
@EticaDigitale
#Riflessione #IA
Oggigiorno, i sistemi basati sull’apprendimento automatico sono utilizzati per prendere decisioni che hanno effetti rilevanti sulle vite delle persone, a una velocità e su una scala che non consentono un controllo umano significativo (troppi dati da analizzare manualmente).
Onde evitare che queste intelligenze artificiali facciano danni nella società, i professori F. Pasquale e G. Malgieri suggeriscono che, per rendere legali simili tecnologie, il fornitore debba prima essere in grado di dimostrare che esse non siano discriminatorie, manipolatorie, inaccurate né illegittime (sia sul piano giuridico che nel loro uso).
In questo modo, oltre che a fornire strumenti equi, sarebbe possibile fare rispettare principi come quello del trattamento dei dati personali - fissati all'articolo 5 dell'RGPD.
https://btfp.sp.unipi.it/it/2022/11/automaticamente-illegali-una-proposta-per-i-sistemi-di-intelligenza-artificiale/
@EticaDigitale
#Riflessione #IA
Bollettino telematico di filosofia politica
"Automaticamente illegali". Una proposta per i sistemi di intelligenza artificiale < Bollettino telematico di filosofia politica
Illegalità dei sistemi di intelligenza artificiale, fino a prova contraria: è la proposta di Frank Pasquale e Gianclaudio Malgieri, fondata sull’evidenza delle violazioni dei diritti individuali che hanno luogo quando i sistemi di intelligenza artificiale…
🇮🇱 La squadra di disinformazione israeliana che manipolava le elezioni nel mondo
Tal Hanan, in arte "Jorge", è un ex membro dei servizi speciali israeliani che da almeno 8 anni gestiva una squadra per manomettere i risultati delle elezioni nel mondo. A rivelarlo è un'indagine su larga scala che ha coinvolto giornalistɜ di 30 testate diverse (tra cui il Guardian, El País e Der Spiegel), con prove filmate da alcunɜ di loro sotto copertura fintɜsi clienti.
La prima azione di spicco risale al 2015 in Nigeria dove, in collaborazione con la ancora sconosciuta Cambridge Analytica, si è tentato di favorire il candidato alla presidenza Goodluck Jonathan.
Vantandosi con lɜ clienti, Hanan ha poi dimostrato come disponesse di metodi per insinuarsi in tecnologie d'uso comune come Gmail e Telegram: oltre che a un esercito di bot credibili e siti di disinformazione creati ad hoc per ampliare la propaganda, Hanan seminava infatti zizzania tra le parti accedendo ai profili delle persone interessate. Una volta dentro, mandava messaggi che avrebbe cancellato subito dopo la lettura, creando uno squilibrio di informazioni tra le parti. Questa strategia è stata adottata, per esempio, con le elezioni keniote del 2022.
https://www.theguardian.com/world/2023/feb/15/revealed-disinformation-team-jorge-claim-meddling-elections-tal-hanan
@EticaDigitale
#Notizia #Comunicazione
Tal Hanan, in arte "Jorge", è un ex membro dei servizi speciali israeliani che da almeno 8 anni gestiva una squadra per manomettere i risultati delle elezioni nel mondo. A rivelarlo è un'indagine su larga scala che ha coinvolto giornalistɜ di 30 testate diverse (tra cui il Guardian, El País e Der Spiegel), con prove filmate da alcunɜ di loro sotto copertura fintɜsi clienti.
La prima azione di spicco risale al 2015 in Nigeria dove, in collaborazione con la ancora sconosciuta Cambridge Analytica, si è tentato di favorire il candidato alla presidenza Goodluck Jonathan.
Vantandosi con lɜ clienti, Hanan ha poi dimostrato come disponesse di metodi per insinuarsi in tecnologie d'uso comune come Gmail e Telegram: oltre che a un esercito di bot credibili e siti di disinformazione creati ad hoc per ampliare la propaganda, Hanan seminava infatti zizzania tra le parti accedendo ai profili delle persone interessate. Una volta dentro, mandava messaggi che avrebbe cancellato subito dopo la lettura, creando uno squilibrio di informazioni tra le parti. Questa strategia è stata adottata, per esempio, con le elezioni keniote del 2022.
https://www.theguardian.com/world/2023/feb/15/revealed-disinformation-team-jorge-claim-meddling-elections-tal-hanan
@EticaDigitale
#Notizia #Comunicazione
the Guardian
Revealed: the hacking and disinformation team meddling in elections
Unit led by Tal Hanan that boasts vast army of bots exposed by undercover reporters and leaked emails
🇨🇳 Apple diventa una delle prime compagnie a estendere la censura cinese a Hong Kong
A fine 2022, il sito di GitLab è risultato irraggiungibile per giorni nell'area di Hong Kong, se lo si provava ad aprire con il browser di Apple, Safari. Il sito, lungi dall'essere politico, è un semplice contenitore di software per dare vita a siti, app ecc., usato tanto da amatorɜ quanto da aziende.
Al chiedere spiegazioni, nessuna risposta è arrivata né da Apple né da Tencent, la compagnia fornitrice del blocco (famosa per prodotti come WeChat e League of Legends, e già famosa per fungere da braccio censore per lo Stato cinese). I criteri che portano al blocco di un sito sono infatti opachi, permettendo alle compagnie di giustificarsi dietro a un termine generico - in questo caso "sito con informazioni non verificate", la scritta che appariva al caricare la pagina.
Questa non è la prima volta che, in nome degli affari, Apple si china al volere della Cina: un'inchiesta del New York Times dimostrò due anni fa come la Mela avesse silenziato dissidenti, fatto sparire decine di migliaia di app e fornito dati al governo
https://theintercept.com/2023/01/26/apple-china-censorship-hong-kong-gitlab/
#Notizia #Censura
@EticaDigitale
A fine 2022, il sito di GitLab è risultato irraggiungibile per giorni nell'area di Hong Kong, se lo si provava ad aprire con il browser di Apple, Safari. Il sito, lungi dall'essere politico, è un semplice contenitore di software per dare vita a siti, app ecc., usato tanto da amatorɜ quanto da aziende.
Al chiedere spiegazioni, nessuna risposta è arrivata né da Apple né da Tencent, la compagnia fornitrice del blocco (famosa per prodotti come WeChat e League of Legends, e già famosa per fungere da braccio censore per lo Stato cinese). I criteri che portano al blocco di un sito sono infatti opachi, permettendo alle compagnie di giustificarsi dietro a un termine generico - in questo caso "sito con informazioni non verificate", la scritta che appariva al caricare la pagina.
Questa non è la prima volta che, in nome degli affari, Apple si china al volere della Cina: un'inchiesta del New York Times dimostrò due anni fa come la Mela avesse silenziato dissidenti, fatto sparire decine di migliaia di app e fornito dati al governo
https://theintercept.com/2023/01/26/apple-china-censorship-hong-kong-gitlab/
#Notizia #Censura
@EticaDigitale
The Intercept
Apple Brings Mainland Chinese Web Censorship to Hong Kong
Apple quietly expanded the use of Chinese company Tencent’s website blacklist to users in Hong Kong — and no one will answer questions about it.
🤖 Etica Digitale ha un nuovo sito!
Abbiamo rinnovato il nostro sito in modo che rifletta maggiormente quello che facciamo come realtà di attivismo. Tra le novità:
🎨 una nuova veste grafica
🗞 un'autopubblicazione dei riassunti nella sezione "Ultime dal digitale" (in modo da diminuire la dipendenza con le piattaforme proprietarie)
🔎 la sezione "Risorse e fonti", dove poter reperire parte del materiale che usiamo per la nostra attività
💰 Se vi piace quello che facciamo, vi invitiamo a supportarci con una donazione su https://liberapay.com/EticaDigitale/
https://eticadigitale.org
#EticaDigitale
@eticadigitale
Abbiamo rinnovato il nostro sito in modo che rifletta maggiormente quello che facciamo come realtà di attivismo. Tra le novità:
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EticaDigitale's profile - Liberapay
Etica Digitale è un gruppo volontario di divulgazione per un futuro tecnologico che rispetti le persone. Ci impegniamo tramite la stesura di articoli presso il nostro sito, …
📣 Tornano gli incontri di Etica Digitale!
🏷 I sistemi di apprendimento automatico hanno proprietà politiche?
🎙 Conduce: Daniela Tafani, ricercatrice presso l'Università di Pisa
Le tecnologie sono politiche? Langdon Winner, nel 1980, distingueva due modi in cui gli artefatti tecnologici possono essere politici: quando nascono come risposta a un problema di una specifica comunità; e quando invece sono "intrinsecamente politici", cioè quando la loro stessa esistenza presuppone o promuove una determinata visione politica della società.
A partire da questa distinzione, discuteremo la tesi formulata da Dan McQuillan nel suo recente libro Resisting AI. An Anti-fascist Approach to Artificial Intelligence. Secondo McQuillan, «L'intelligenza artificiale è una tecnologia politica, nella sua esistenza materiale e nei suoi effetti», che condensa la violenza strutturale, amplifica disuguaglianze e ingiustizie e incarna e consolida un regime autoritario.
🗓 Martedì 21 marzo
🕑 21:30
ℹ️ Non serve registrarsi
📍 https://blue.meet.garr.it/b/dan-vzz-hud-dii
#EticaDigitale #IA
@EticaDigitale
🏷 I sistemi di apprendimento automatico hanno proprietà politiche?
🎙 Conduce: Daniela Tafani, ricercatrice presso l'Università di Pisa
Le tecnologie sono politiche? Langdon Winner, nel 1980, distingueva due modi in cui gli artefatti tecnologici possono essere politici: quando nascono come risposta a un problema di una specifica comunità; e quando invece sono "intrinsecamente politici", cioè quando la loro stessa esistenza presuppone o promuove una determinata visione politica della società.
A partire da questa distinzione, discuteremo la tesi formulata da Dan McQuillan nel suo recente libro Resisting AI. An Anti-fascist Approach to Artificial Intelligence. Secondo McQuillan, «L'intelligenza artificiale è una tecnologia politica, nella sua esistenza materiale e nei suoi effetti», che condensa la violenza strutturale, amplifica disuguaglianze e ingiustizie e incarna e consolida un regime autoritario.
🗓 Martedì 21 marzo
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#EticaDigitale #IA
@EticaDigitale
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BigBlueButton
Learn using BigBlueButton, the trusted open-source web conferencing solution that enables seamless virtual collaboration and online learning experiences.
🎵 TikTok vuole prevenire l'acquisto negli Stati Uniti mandando lɜ influencer a influenzare l'opinione pubblica
Stando a una fonte che ha richiesto l'anonimato, la prossima settimana TikTok ha pianificato tre giornate per far scendere lɜ influencer per le strade di Washington (a spese del social), con tanto di conferenza stampa finale a Capitol Hill.
"Lɜ legislatorɜ dovrebbero ascoltare in prima persona coloro che verranno impattatɜ direttamente da queste scelte politiche", ha commentato il portavoce di TikTok, un social che da anni cura le sue pubbliche relazioni e fa lobbismo per evitare simili problematiche
https://www.politico.com/news/2023/03/17/tiktok-dc-government-influencers-00087653
#Notizia #SocialNetwork #Comunicazione
@EticaDigitale
Stando a una fonte che ha richiesto l'anonimato, la prossima settimana TikTok ha pianificato tre giornate per far scendere lɜ influencer per le strade di Washington (a spese del social), con tanto di conferenza stampa finale a Capitol Hill.
"Lɜ legislatorɜ dovrebbero ascoltare in prima persona coloro che verranno impattatɜ direttamente da queste scelte politiche", ha commentato il portavoce di TikTok, un social che da anni cura le sue pubbliche relazioni e fa lobbismo per evitare simili problematiche
https://www.politico.com/news/2023/03/17/tiktok-dc-government-influencers-00087653
#Notizia #SocialNetwork #Comunicazione
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POLITICO
TikTok’s plan to stave off government intervention: Flood D.C. with influencers
The social media app is under intense scrutiny right now. Can their personalities help turn it around?
🎰 Il gigante videoludico Valve promuove gioco d'azzardo per tutte le età - e non è interessato a risolvere il problema
Il canale YouTube People Make Games ha portato alla luce come Valve, conosciuta principalmente per essere dietro alla piattaforma Steam, spinga lɜ giocatorɜ al gioco d'azzardo e non faccia nulla per contrastarlo.
Il primo passo sono le casse a sorpresa (o lootbox), che vengono date allə giocatorə giocando a determinati titoli Valve: queste casse contengono oggetti casuali puramente estetici per personalizzare il proprio personaggio. Tuttavia, per aprirle serve una chiave, acquistabile esclusivamente con soldi veri (come vincere la possibilità di acquistare un gratta e vinci).
Ciò che si ottiene si può poi convertire in soldi nel mercato interno di Valve, ma se scommettere sulle casse non dovesse più essere abbastanza, si può passare al livello successivo: usando il proprio profilo Valve (e portafogli associato), lə giocatorə può affacciarsi su una galassia di siti di terze parti che fungono da veri e propri casinò. Qui i contenuti estetici diventano fiche da riconvertire poi in soldi nel mercato Valve: si possono usare per puntare su scommesse, seguirne il valore che oscilla, e ritentare la fortuna (dimostrazione che non servivano NFT e blockchain per fare speculazione finanziaria); il tutto senza veri controlli d'età.
La comunità scientifica concorda sul fatto che chi si dà al gioco d'azzardo mentre il cervello è ancora in sviluppo, ha molte più probabilità di sviluppare una dipendenza col tempo. Nonostante ciò, sono proprio YouTuber e streamer famosɜ che promuovono questi siti (talvolta essendo l'AD dell'azienda e truccando i risultati) verso il loro pubblico in parte minorenne. Queste tipologie di ludopatie, inoltre, non sono molto riconosciute, rendendo ancora più difficile per chi casca nel tunnel delle scommesse chiedere e ricevere aiuto. Al tempo stesso, Valve non lo reputa davvero un suo problema, ragionando in un'ottica ultraliberale che le permette di avere anzi più utenza, che scopre la piattaforma anche attraverso i siti di scommesse.
"Quando entro nelle riunioni delle aziende videoludiche per parlare di dipendenza e casse a sorpresa, mi sembra di stare nelle stanze degli anni '70 con le compagnie di tabacco che si raccontano come fumare non causi il cancro", commenta l'avvocato Ryan Morrison. Nel video, le interviste a soggetti che hanno sviluppato una dipendenza si sprecano
https://youtu.be/eMmNy11Mn7g
#Notizia #Videogiochi #Psiche
@EticaDigitale
Il canale YouTube People Make Games ha portato alla luce come Valve, conosciuta principalmente per essere dietro alla piattaforma Steam, spinga lɜ giocatorɜ al gioco d'azzardo e non faccia nulla per contrastarlo.
Il primo passo sono le casse a sorpresa (o lootbox), che vengono date allə giocatorə giocando a determinati titoli Valve: queste casse contengono oggetti casuali puramente estetici per personalizzare il proprio personaggio. Tuttavia, per aprirle serve una chiave, acquistabile esclusivamente con soldi veri (come vincere la possibilità di acquistare un gratta e vinci).
Ciò che si ottiene si può poi convertire in soldi nel mercato interno di Valve, ma se scommettere sulle casse non dovesse più essere abbastanza, si può passare al livello successivo: usando il proprio profilo Valve (e portafogli associato), lə giocatorə può affacciarsi su una galassia di siti di terze parti che fungono da veri e propri casinò. Qui i contenuti estetici diventano fiche da riconvertire poi in soldi nel mercato Valve: si possono usare per puntare su scommesse, seguirne il valore che oscilla, e ritentare la fortuna (dimostrazione che non servivano NFT e blockchain per fare speculazione finanziaria); il tutto senza veri controlli d'età.
La comunità scientifica concorda sul fatto che chi si dà al gioco d'azzardo mentre il cervello è ancora in sviluppo, ha molte più probabilità di sviluppare una dipendenza col tempo. Nonostante ciò, sono proprio YouTuber e streamer famosɜ che promuovono questi siti (talvolta essendo l'AD dell'azienda e truccando i risultati) verso il loro pubblico in parte minorenne. Queste tipologie di ludopatie, inoltre, non sono molto riconosciute, rendendo ancora più difficile per chi casca nel tunnel delle scommesse chiedere e ricevere aiuto. Al tempo stesso, Valve non lo reputa davvero un suo problema, ragionando in un'ottica ultraliberale che le permette di avere anzi più utenza, che scopre la piattaforma anche attraverso i siti di scommesse.
"Quando entro nelle riunioni delle aziende videoludiche per parlare di dipendenza e casse a sorpresa, mi sembra di stare nelle stanze degli anni '70 con le compagnie di tabacco che si raccontano come fumare non causi il cancro", commenta l'avvocato Ryan Morrison. Nel video, le interviste a soggetti che hanno sviluppato una dipendenza si sprecano
https://youtu.be/eMmNy11Mn7g
#Notizia #Videogiochi #Psiche
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How Valve is Profiting from Steam's Back-Door Casinos
Despite some major controversies in the past, games like Counter-Strike: Global Offensive continue to support a thriving, unregulated gambling scene. And these days, Valve seems pretty disinterested about trying to police this space. We take a look at what…
📢 Etica Digitale
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🇮🇹 MonitoraPA: la realtà italiana che combatte (con successo) per la privacy delle persone
Dal 2022, un gruppo di attivistɜ sta mettendo insieme le sue conoscenze legali e informatiche per far rispettare in Italia il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (RGPD) sancito dall'UE.
Nel maggio 2022 inizia la prima campagna per rimuovere Google Analytics dai siti delle Pubbliche Amministrazioni, in quanto gli Stati Uniti non garantiscono il trattamento dati adeguato richiesto dall'RGPD: da 8 mila si scende a 2 mila in pochi mesi (come da grafico).
In agosto è poi il momento di Google Fonts, con altre librerie Google (e Cloudflare) verso fine anno, accompagnate da ulteriori trasferimenti transfrontalieri non adeguati, come in Cina e in Russia.
Neanche la scuola viene risparmiata: questa si mostra poco trasparente alla richiesta d'informazioni da parte di MonitoraPA, che intanto a febbraio 2023 passa alle università, per chiudere a marzo con tutti gli enti che usano Gmail - chiedendo loro di dismetterlo.
In un oceano di segnalazioni al Garante e confusione da parte delle PA, quello che si evince è che la privacy continua a essere presa sottogamba; e che nonostante le critiche che MonitoraPA ha ricevuto per i metodi crudi impiegati (principalmente segnalazioni di massa), rimane a oggi l'unico gruppo che sta riuscendo con azioni concrete a far rispettare il diritto alla privacy delle persone
https://monitora-pa.it/
#Notizia #Privacy #Attivismo
@EticaDigitale
Dal 2022, un gruppo di attivistɜ sta mettendo insieme le sue conoscenze legali e informatiche per far rispettare in Italia il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (RGPD) sancito dall'UE.
Nel maggio 2022 inizia la prima campagna per rimuovere Google Analytics dai siti delle Pubbliche Amministrazioni, in quanto gli Stati Uniti non garantiscono il trattamento dati adeguato richiesto dall'RGPD: da 8 mila si scende a 2 mila in pochi mesi (come da grafico).
In agosto è poi il momento di Google Fonts, con altre librerie Google (e Cloudflare) verso fine anno, accompagnate da ulteriori trasferimenti transfrontalieri non adeguati, come in Cina e in Russia.
Neanche la scuola viene risparmiata: questa si mostra poco trasparente alla richiesta d'informazioni da parte di MonitoraPA, che intanto a febbraio 2023 passa alle università, per chiudere a marzo con tutti gli enti che usano Gmail - chiedendo loro di dismetterlo.
In un oceano di segnalazioni al Garante e confusione da parte delle PA, quello che si evince è che la privacy continua a essere presa sottogamba; e che nonostante le critiche che MonitoraPA ha ricevuto per i metodi crudi impiegati (principalmente segnalazioni di massa), rimane a oggi l'unico gruppo che sta riuscendo con azioni concrete a far rispettare il diritto alla privacy delle persone
https://monitora-pa.it/
#Notizia #Privacy #Attivismo
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Monitora PA
Osservatorio Automatico Distribuito sulla Democrazia Cibernetica
🏫 Etica Digitale sottoscrive la lettera al governo del Prof. Meo, per una scuola libera dalle grosse compagnie tecnologiche
Con il PNRR, il governo italiano si trova di fronte a una grande opportunità in ambito di investimenti. Tuttavia, l'ignoranza in campo digitale rischia di danneggiarci su più piani, tra cui quello scolastico: l'Italia non si è infatti mai mostrata davvero sensibile a tematiche quali la mancanza di privacy e l'accentramento di potere che strumenti come Teams, Meet e Zoom causano (ne avevamo parlato qui, qui e qui). Tuttavia, il diritto all'istruzione non può e non deve essere barattato per quello alla privacy, né l'istruzione può diventare l'ennesimo mezzo per far arricchire compagnie multimiliardarie (che costruiscono giardini protetti per intrappolare le persone nel proprio ecosistema, al posto di usare la tecnologia per facilitare la diffusione di conoscenza).
Partire da investimenti in software libero - ovvero programmi in mano alle persone: scrutabili, modificabili e ridistribuibili - è quindi essenziale per fornire la trasparenza necessaria per arrivare a una sovranità digitale, da intendere come un'indipendenza da quelle grandi compagnie estere che tanto dominano i settori più disparati del digitale (facendo gli interessi delle proprie tasche e del proprio Paese).
Per queste ragioni, vi invitiamo a firmare insieme a noi 👇
https://www.softwarelibero.it/lettera-al-governo-del-prof-angelo-raffaele-meo
(c'è tempo fino al 1° aprile)
Con il PNRR, il governo italiano si trova di fronte a una grande opportunità in ambito di investimenti. Tuttavia, l'ignoranza in campo digitale rischia di danneggiarci su più piani, tra cui quello scolastico: l'Italia non si è infatti mai mostrata davvero sensibile a tematiche quali la mancanza di privacy e l'accentramento di potere che strumenti come Teams, Meet e Zoom causano (ne avevamo parlato qui, qui e qui). Tuttavia, il diritto all'istruzione non può e non deve essere barattato per quello alla privacy, né l'istruzione può diventare l'ennesimo mezzo per far arricchire compagnie multimiliardarie (che costruiscono giardini protetti per intrappolare le persone nel proprio ecosistema, al posto di usare la tecnologia per facilitare la diffusione di conoscenza).
Partire da investimenti in software libero - ovvero programmi in mano alle persone: scrutabili, modificabili e ridistribuibili - è quindi essenziale per fornire la trasparenza necessaria per arrivare a una sovranità digitale, da intendere come un'indipendenza da quelle grandi compagnie estere che tanto dominano i settori più disparati del digitale (facendo gli interessi delle proprie tasche e del proprio Paese).
Per queste ragioni, vi invitiamo a firmare insieme a noi 👇
https://www.softwarelibero.it/lettera-al-governo-del-prof-angelo-raffaele-meo
(c'è tempo fino al 1° aprile)
www.softwarelibero.it
Lettera al Governo del prof. Angelo Raffaele Meo | Associazione per il Software Libero
Lettera al Governo: il Recovery Plan per l'informatica e l'educazione aperte Adesioni [data] Alla Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni p.c. a:
🇷🇺 I Fascicoli Vulkan, l'ultima soffiata che mostra le tattiche globali e domestiche di guerra cibernetica della Russia
Una collaborazione internazionale tra servizi segreti e 11 testate giornalistiche (Guardian, Der Spiegel, Le Monde e altre) ha verificato le informazioni contenute nei documenti trafugati da un informatorə, "arrabbiatə per l'invasione dell'Ucraina".
I documenti appartengono a Vulkan, un'azienda di sicurezza informatica che fa parte del complesso militare-industriale russo: attiva soprattutto col proprio governo, dai documenti risulta come Vulkan abbia lavorato a strumenti finanziati dai servizi segreti russi e usati dal gruppo hacker Sandworm - un gruppo responsabile di gravi attacchi quali manipolazione politica, interferenze nelle elezioni e trafugamento di mail riservate.
Nei Fascicoli si parla poi anche di Amezit, uno strumento ad uso domestico sviluppato da Vulkan. Il suo scopo è quello di prendere possesso delle torri di telefonia mobile e trasmettitori wireless, permettendo di intercettare dissidenti politicɜ o spegnere Internet in determinate zone in caso di necessità. Rilevante anche un suo sottosistema, in grado di effettuare attacchi di disinformazione in larga scala sulla rete.
https://www.theguardian.com/technology/2023/mar/30/vulkan-files-leak-reveals-putins-global-and-domestic-cyberwarfare-tactics
#Notizia #Sorveglianza
@EticaDigitale
Una collaborazione internazionale tra servizi segreti e 11 testate giornalistiche (Guardian, Der Spiegel, Le Monde e altre) ha verificato le informazioni contenute nei documenti trafugati da un informatorə, "arrabbiatə per l'invasione dell'Ucraina".
I documenti appartengono a Vulkan, un'azienda di sicurezza informatica che fa parte del complesso militare-industriale russo: attiva soprattutto col proprio governo, dai documenti risulta come Vulkan abbia lavorato a strumenti finanziati dai servizi segreti russi e usati dal gruppo hacker Sandworm - un gruppo responsabile di gravi attacchi quali manipolazione politica, interferenze nelle elezioni e trafugamento di mail riservate.
Nei Fascicoli si parla poi anche di Amezit, uno strumento ad uso domestico sviluppato da Vulkan. Il suo scopo è quello di prendere possesso delle torri di telefonia mobile e trasmettitori wireless, permettendo di intercettare dissidenti politicɜ o spegnere Internet in determinate zone in caso di necessità. Rilevante anche un suo sottosistema, in grado di effettuare attacchi di disinformazione in larga scala sulla rete.
https://www.theguardian.com/technology/2023/mar/30/vulkan-files-leak-reveals-putins-global-and-domestic-cyberwarfare-tactics
#Notizia #Sorveglianza
@EticaDigitale
the Guardian
‘Vulkan files’ leak reveals Putin’s global and domestic cyberwarfare tactics
Vulkan engineers have worked for Russian military and intelligence agencies to support hacking operations, prepare for attacks on infrastructure and spread disinformation
❌ ChatGPT non è più accessibile dall'Italia
A seguito dell'istruttoria da parte del garante della privacy italiano riguardo il trattamento dei dati di ChatGPT, OpenAI ha deciso di rendere il sito del bot inaccessibile in Italia
https://chat.openai.com/
#Notizia #IA #Privacy
@EticaDigitale
A seguito dell'istruttoria da parte del garante della privacy italiano riguardo il trattamento dei dati di ChatGPT, OpenAI ha deciso di rendere il sito del bot inaccessibile in Italia
https://chat.openai.com/
#Notizia #IA #Privacy
@EticaDigitale
Financialounge.com
Il Garante della Privacy stoppa ChatGPT in Italia
L’Autorità ha aperto un’istruttoria e disposto, con effetto immediato, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani
📢 Etica Digitale
❌ ChatGPT non è più accessibile dall'Italia A seguito dell'istruttoria da parte del garante della privacy italiano riguardo il trattamento dei dati di ChatGPT, OpenAI ha deciso di rendere il sito del bot inaccessibile in Italia https://chat.openai.com/ …
🇮🇹 Demistifichiamo: Il Garante non ha bloccato ChatGPT
Data la recente confusione, vogliamo ribadire che il Garante non ha i poteri per bandire i servizi di un'azienda in meno di 24 ore.
Il Garante ha semplicemente richiesto a OpenAI, l'azienda dietro a ChatGPT, di adeguarsi al Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (RGPD o GDPR), che l'azienda sta infrangendo su più fronti, chiedendo nel frattempo l'interruzione del trattamento dati dellɜ utenti Italianɜ.
L'azienda aveva 20 giorni per mettersi in regola, tuttavia questa ha preferito bloccare il servizio in Italia.
Incolpare il Garante e arrivare a gridare alla censura è perciò insensato
Data la recente confusione, vogliamo ribadire che il Garante non ha i poteri per bandire i servizi di un'azienda in meno di 24 ore.
Il Garante ha semplicemente richiesto a OpenAI, l'azienda dietro a ChatGPT, di adeguarsi al Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (RGPD o GDPR), che l'azienda sta infrangendo su più fronti, chiedendo nel frattempo l'interruzione del trattamento dati dellɜ utenti Italianɜ.
L'azienda aveva 20 giorni per mettersi in regola, tuttavia questa ha preferito bloccare il servizio in Italia.
Incolpare il Garante e arrivare a gridare alla censura è perciò insensato
📮 Nuovo articolo dalla redazione!
Il Garante italiano non ha bloccato ChatGPT
e la protezione dei dati è solo uno dei problemi dei grandi modelli linguistici
Negli ultimi giorni si è infiammato (in positivo e negativo) il dibattito sulle intelligenze generative per diversi motivi, primo fra tutti la richiesta di chiarimenti da parte del Garante italiano.
Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulla questione e spieghiamo perchè questa è solo la punta dell'iceberg dei problemi delle intelligenze artificiali come ChatGPT.
Leggi il nostro articolo e commenta!
#IA #Privacy
@EticaDigitale
Il Garante italiano non ha bloccato ChatGPT
e la protezione dei dati è solo uno dei problemi dei grandi modelli linguistici
Negli ultimi giorni si è infiammato (in positivo e negativo) il dibattito sulle intelligenze generative per diversi motivi, primo fra tutti la richiesta di chiarimenti da parte del Garante italiano.
Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulla questione e spieghiamo perchè questa è solo la punta dell'iceberg dei problemi delle intelligenze artificiali come ChatGPT.
Leggi il nostro articolo e commenta!
#IA #Privacy
@EticaDigitale
🇮🇳 Il governo indiano può ora decidere sui social cos'è una bufala e cosa no - e cancellarla
Il 6 aprile il governo indiano ha annunciato la creazione di un'unità capace di segnalare qualsiasi contenuto riguardante il governo come falso. La legge impone a piattaforme social e fornitori Internet di bloccare e cancellare tutto quello che il governo segnala loro, pena il diventare legalmente perseguibili.
Giornalistɜ, opposizioni politiche e attivistɜ sono preoccupatɜ per la propria libertà di espressione, in quanto la legge può essere abusata senza assumersi responsabilità, né prevede possibilità di fare ricorso.
https://restofworld.org/2023/indian-government-fact-check-delete-social-media/
#Notizia #Censura
@Eticadigitale
Il 6 aprile il governo indiano ha annunciato la creazione di un'unità capace di segnalare qualsiasi contenuto riguardante il governo come falso. La legge impone a piattaforme social e fornitori Internet di bloccare e cancellare tutto quello che il governo segnala loro, pena il diventare legalmente perseguibili.
Giornalistɜ, opposizioni politiche e attivistɜ sono preoccupatɜ per la propria libertà di espressione, in quanto la legge può essere abusata senza assumersi responsabilità, né prevede possibilità di fare ricorso.
https://restofworld.org/2023/indian-government-fact-check-delete-social-media/
#Notizia #Censura
@Eticadigitale
Rest of World
Indian government gives itself the power to “fact-check” and delete social media posts
Journalists, opposition parties, and advocacy groups are worried what this “absolute power” means for press freedom in India.